L.43

 

El vacìo



El vacìo, amigo del pensamiento,
me grita al oido en un laberinto
de sensaciones sin raices.

Yo, sorda de entusiasmo,
ignoro una realidad caotica,
violenta y lujuriosa.

Esta danza ruidosa
impone a los sentidos
ritmos desconocidos

frecuencias divergentes
de las que soy consciente
victima inocente.

L’equazione



In un giorno qualunque di fine inverno,
io mi reinventai ponte
tra la concretezza della realtà
e l’impalpabilità delle stelle
su cui tu, turista di passaggio,
ti divertisti a camminare.

La temporaneità fu la culla di una reazione chimica prematura
e costante di un’equazione che ebbe come variabili me e te.

In un giorno afoso di fine estate
io mi scoprì ponte
tra la spietatezza della realtà
e l’illusione delle stelle
su cui tu, turista curioso,
decidesti fermarti a riposare.

La temporaneità fu la tomba di un germoglio senza radici
e costante di un’equazione mai risolta
che ha come variabili un ponte e un turista.



Mi hai trovato distesa sulle mie incertezze; hai osservato questa mente bussare a innumerevoli porte in cerca di risposte alle sue inquietudini. Spesso senza farti notare , travestita da leggera brezza primaverile, con una carezza materna hai sollevato il mio viso dolcemente indirizzando il mio sguardo verso sentieri di infinite possibilità. Ignara di tale presenza, di rado sono riuscita a cogliere questo alito di speranza. Sporadicamente, però, ti ho riconosciuta e ti ho voltato le spalle annoiata e scocciata dalla tua universalità innata ma non voluta, dalla tua generosità forzosamente celata, dalla tua purezza impalpabile.

Un giorno, inconsciamente, ho iniziato a percorrere la tua stessa strada. Quella che da secoli stai percorrendo, quella che solo ora sto iniziando a conoscere e ad apprezzare. Lungo la via ho delineato la tua figura accettandola esattamente come si presentava davanti ai miei occhi. Ti ho studiato con passione senza capirti fino in fondo. Diversamente, in alcuni casi ti ho dato un’occhiata veloce e il tuo messaggio é stato talmente diretto e forte che non ho potuto evitare di versare lacrime silenziose. Ora, dal profondo delle mie inquietudini, in cui spesso mi hai trovato coricata, ho compreso il tuo valore. Ho compreso la potenza della tua azione su di un animo innocente. Ho scoperto l’infinita versatilità che ti caratterizza e che ti rende quel meraviglioso mezzo in grado di innalzare la bellezza oltre ogni confine immaginabile e non; in grado di cambiare il mondo, di cambiare un cuore e salvare la mia anima. Io ti amo Poesia. Ti amo come un essere vivente. Anzi, sei più viva Tu di chiunque altro essere che io conosca. Ti sento dentro di me tanto quanto un erezione maschile, ma senza il sapore dei peli pubici in bocca. Ti amo talmente tanto da sentirmi incapace di amare altro. Ti amo perché mi hai fatto capire di poter fare la differenza, in questo mondo di mostri; perché mi hai dato speranza e, probabilmente, non ti ringrazierò mai abbastanza.



Bajo el sol andaluz de primavera, el cuerpo de Anita yacia inmovil sobre la hierba fresca. Había una brisa ligera que acariciaba dulcemente a la chica como solo un alma enamorada acaricia al objeto de su amor.

Anita pero no sentia nada.

Su cuerpo había perdido el tacto y su piel se había transformado en una armadura de acero sin brillo. La chica no miraba, ya que tenía los ojos cerrados, y no escuchaba tampoco. Estaba cerrada en su mente y era esclaba de sus pensamientos.
Como fuegos artificiales sus pensamientos daban saltos de una pared a otra de su craneo llenandole la cabeza de colores indefinidos, colores de pesadilla. Horrorosas difuminaciones gobernaban la realidad ficticia de la chica.

Habéis estado ahi dentro alguna vez?
Habéis visto que color tiene la angustia?

Anita dice que tiene muchos colores y que no tiene ninguno al mismo tiempo. Las tonalidades de su realidad se anulaban entre si como una ecuación matemática.

Anita buscaba el vacío.
Buscaba vaciar su cuerpo vomitando la comida del día, pero eso no la hacía sentir mejor.
Vaciaba su armario tirando todo en el suelo y luego reordenando histericamente la ropa, para poder empezar otra vez.
Vaciaba su nevera comiendo desesperadamente.

Ese día, cansada de crear un vacío temporal, la chica se había metido en la calle y se había ido al parque a respirar y a llenarse de nada..
La obsesión al vaciar era el resultado de otra elección equivocada y el punto de una frase que nunca será capaz de esplicar su existencia.

Revientame el alma, mundo!
Revientamela antes de que pueda llegar a conocer lo que es la vida.
Revientamela ahora, porque ya me conformé con la idea de la muerte.

Sin alma yo caminaria por tus infinitas tierras
llenandome de todo lo que tienes para darme.
Sin alma no tendria miedo al caer en tus brazos impredecibles,
me dejaría abrazar hasta ahogarme en tu amor.
Sin alma gritaria que la vida es bella siempre y
como un payaso siniestro sonreiria de todas tus miserias.

Pero Anita tiene alma y corazón y vida.