L.44

 



Mi affaccio alla vita,

leone dal timido ruggito

urlo il mio grido d’amore,

tu che mi ascolti

in lontananza

dal tavolino di un caffè

rendi mio il tuo amore

e ogni tuo attimo,

ricerca in me

il senso,

la gioia mancante

e lo stupore dell’esistenza,

mi strazio nella tua attesa,

aspetto la tua venuta

cibandomi di anime

sterili,

solo tu potrai nutrirmi

e tenermi sulla cresta,

là dove le profondità

si incontrano con la brezza,

dove il nuotatore

si inerpica

per sopravvivere alle intemperie

del dolore,

la mia sopravvivenza ti spetta

ora e per sempre,

per te combatterò la morte

e le sconfitte della vita,

facendomi largo

in una foresta

di cannibali

affamati di gioia.

Ormai è molto che ti aspetto,

forse la mia attesa non avrà fine,

sono ora pronto a morire

ma la speranza

mi accompagnerà

anche là dove

saprò di non poterti mai avere.



Steli di vita

Scossi da un caldo libeccio

Ondeggiano sinuosamente

Tra sé e l’altro.

Nulla accade,

ma tutto deve accadere.

Il mistero

Sancisce la vita del funambolo,

vita o morte,

già vita o già morte,

accade ma è già accaduto.

 

la panchina e il mazzo di fiori



Crepita lieve la mia voce

risalendomi il corpo,

fuoriesce colpendoti

con uno schianto inebriante.

La voglie di possederti

incalza sempre più,

la resistenza

potrebbe venir meno a momenti.

Ti sto aspettando

al nostro posto,

sento il tuo cuore che

batte lontano da me e

i miei pugni si irrigidiscono,

il mio animo sussulta.

Il tuo cuore

batte sempre più forte,

finché non si spezza.

Correrei a salvarti ma

ti sto ancora aspettando.

 



la mia è una poesia di inconsistenza,

non ha alcun scopo o fine,

serve solo a guarire il mio sconforto.

Nuvole



Cronache

di vite ininterrotte

senza fine,

lisce guance

doloranti

per la gelosia e il rancore,

fianchi di donna

chiusi

dal terrore,

nelle membra dell’uomo

fuoco ed ardore

per ciò

che non gli è dato

senza soldi e fervore.

Un gelido intento

traspare dal tuo viso,

trovare un senso

ad un impero allarmato

dalla fica e dal denaro.

E così

mi abbandono a te,

così che

tra lo sgomento e il terrore

possa trovare l’amore.



Promisi

mari e monti ad una persona

che

i mari,i monti,

non sapeva nemmeno cosa fossero.

La ignorai,

la schernii,

cosicché non capisse il mio errore.

Lei mi portò in dono le stelle,

poiché erano la cosa più bella

che conoscesse.

Vidi in lei

l’ingenuità di un fanciullo,

ma anche la decadente esaltazione

di una donna

che ha ricevuto tutto e niente.

La leggenda del re adolescente



Sguardi fissi

verso muri immaginari,

braccia tese

a persone inafferrabili,

menti perse

in problemi irrisolvibili,

giorni passati

in un’euforia di dipendenza.

Tutto ciò che sapevo

è svanito in una nebbia

di crisi esistenziale.

Nuvole di gocce

piene di speranza

fuggono di fronte

alla cruda realtà

travestita da arcobaleno



Il segno del tuo passaggio

è inciso sulla mia pelle,

solchi di dolore e di strazio

sanciti da lame

notturne, egoista

il mio corpo ti pretende

ma il mio cuore

ti ucciderebbe a prima vista