L.44

 



la mia è una poesia di inconsistenza,

non ha alcun scopo o fine,

serve solo a guarire il mio sconforto.

Nuvole



Cronache

di vite ininterrotte

senza fine,

lisce guance

doloranti

per la gelosia e il rancore,

fianchi di donna

chiusi

dal terrore,

nelle membra dell’uomo

fuoco ed ardore

per ciò

che non gli è dato

senza soldi e fervore.

Un gelido intento

traspare dal tuo viso,

trovare un senso

ad un impero allarmato

dalla fica e dal denaro.

E così

mi abbandono a te,

così che

tra lo sgomento e il terrore

possa trovare l’amore.



Promisi

mari e monti ad una persona

che

i mari,i monti,

non sapeva nemmeno cosa fossero.

La ignorai,

la schernii,

cosicché non capisse il mio errore.

Lei mi portò in dono le stelle,

poiché erano la cosa più bella

che conoscesse.

Vidi in lei

l’ingenuità di un fanciullo,

ma anche la decadente esaltazione

di una donna

che ha ricevuto tutto e niente.

La leggenda del re adolescente



Sguardi fissi

verso muri immaginari,

braccia tese

a persone inafferrabili,

menti perse

in problemi irrisolvibili,

giorni passati

in un’euforia di dipendenza.

Tutto ciò che sapevo

è svanito in una nebbia

di crisi esistenziale.

Nuvole di gocce

piene di speranza

fuggono di fronte

alla cruda realtà

travestita da arcobaleno



Il segno del tuo passaggio

è inciso sulla mia pelle,

solchi di dolore e di strazio

sanciti da lame

notturne, egoista

il mio corpo ti pretende

ma il mio cuore

ti ucciderebbe a prima vista