L.48

 

To build a home



 

Ho costruito

per te

una stanza dei girasoli.

Ho ritagliato dello spazio

tra i miei cassetti

per occuparlo con i tuoi sentimenti

anche se

fuori stagione

o da buttare,

e ho fatto

delle tue scuse e promesse,

di attese e ritorni

soprammobili impolverati.

Ho riempito questa stanza

di te

così tanto da

riporre me stesssa

in soffitta.

 

Ho costruito, ho ritagliato

ho riempito, ho fatto

questa stanza dei girasoli

per te

e tu

non sei venuto a trovarmi

più.

 

Unusual nightmare



 

La mia inconsapevole paura del buio

si spiega quando,

la notte,

i miei occhi disegnano una sagoma:

di profilo,

seduta a gambe incrociate,

con le spalle larghe e il naso all’insù.

Forse indossa un cappello. Forse no.

I miei occhi,

la notte,

a disegno compiuto,

si convincono

di non esserne gli autori.

 

Poi, accade come se

mi addormentassi

e mi svegliassi al contempo.

Meravigliarsi di quella vana presenza.

Spaventarsi quasi.

 

La mia inconsapevole paura del buio

si spiega quando,

la notte,

accendo l’abatjour

e ricordo

con un sorriso amaro

i vestiti in disordine sulla poltrona.

Non ci sono gambe incrociate

né nasi all’insù.

 

La mia inconsapevole paura del buio

è paura di accendere la luce

e scoprire

la mia stanza vuota,

 

ed io sul letto,

sola.

 

Nonostante



 

 

 

Nonostante gli innumerevoli errori

e i consigli di chi

pretende di indossare i tuoi panni,

di chi ti parla di

mari pieni di pesci

e arance a metà,

di chi contrappone ai tuoi

sentimenti sbilenchi

un amore geometrico

 

Sai che il tuo mare

non è mare ma stagno

e i rospi non sono pesci (o principi),

che delle arance non sopporti il colore

e ti piacciono gli amori sbilenchi.

 

 

Allora,

nonostante gli innumerevoli errori

e i consigli,

 

tu

scegli

di sbagliare

ancora.

 

 

 

 

 

Come giocano i grandi



 

Uno, due, tre.

 

Giocare a nascondino

da grandi

è fare la conta,

una testa contro l’altra,

delle aspettative e delle promesse

mai mantenute,

dei mazzi di fiori che

non volevo ricevere (e non ho ricevuto),

di tutte le volte in cui ti ho detto “ti amo”

e in cambio ho ricevuto silenzi.

 

Quattro, cinque, sei.

 

Contare sul pugno di una mano

i viaggi

in auto, in treno, a piedi

in cui ti ho pensato

e i giorni passati insieme

in cui non ti avrei pensato mai.

Le volte in cui avrei voluto non esistessi

e quelle in cui ti ho creduto

il mio centro.

 

Sette, otto, nove.

 

Poi cercarsi,

occhi negli occhi,

eppure non trovarsi

o confondersi.

 

Dieci.

 

Perchè mentre tu hai soltanto smesso

di contare

io ho smesso

di amare.

 

My fairytale



 

Perchè i castelli

come i principi

sono fantastici miraggi,

soltanto

vale la pena

rincorrere nuvole.

 

Così Raperonzolo scende la torre

da sola.

 

1st May



 

La maliconia

di stare

con tutti

e con nessuno,

nemmeno con te

che costringi

i miei occhi

ad un valzer solitario.

 

“M’ama, non m’ama”



 

Appendo

i baci, le illusioni, le lacrime

come panni al sole

ad asciugare.

Quest’anno la mia primavera

è in ritardo

e delle margherite

sul prato

un’eco: “non m’ama”.

 

 

Friday 1st April



 

Anime che, come mani,

s’intrecciano

nella confusione di un locale.

Fingere che sia naturale

essere innamorati

e silenziosamente saperlo.

 

Soffiare parole che

come fumo

tra una sigaretta e l’altra

svaniscono.

Fingere che sia naturale

essere innamorati

e silenziosamente tacerlo,

 

e tacere,

il mio amore acerbo.

 

Mezzo-pieno-mezzo-vuoto



 

Mezzo pieno

 

il nostro amore

che è strascicare di parole

al passo di una danza ubriaca,

che è notte

rotta

da risate distratte.

Guido io

i tuoi occhi (e la tua vita)

la tua vita (e i tuoi occhi)

fuori dal finestrino

dove il mondo sfreccia.

 

Mezzo vuoto

 

il letto

la domenica mattina

quando sogno di aprire gli occhi

e

trovare i tuoi.

Guido solo,

alzo la guardia (e il finestrino)

il finestrino (e la guardia)

oltre i tuoi occhi

che sfrecciano via.