L.57

 



Sorpreso

il mio volto sarebbe

se nell’occhio tuo il riflesso

di quella rosa

che bella ti donai

che triste adesso è

scorgesse.

 

Oppressa

tu speravi

sorpresa

di scoprirti

in quel riflesso

in quella rosa

che bella avevi nascosto

che triste hai ritrovato

stasera.

 

Che cosa provi?

Propositi



Voglio smettere di avere paura.

Sono sul tram di ritorno,

un flusso di incoscienza,

senza sapere se ho perso

le chiavi di casa.

Voglio smettere di balbettare.

Ti scrivo lettere perché le odi,

tu le stracci perché ami farlo,

senza sapere quanto sia difficile

sciogliere via il ghiaccio da queste vene.

Voglio smettere di scappare;

( se solo tu vedessi dove sono adesso

capiresti da che vizio sono oppresso ).

S.A.L.T.



io

Sussurro spegnendo sensazioni semplici

- sono salvo se scrivo sottili sentenze?-

lei

Ancora abituata ad ammaliare,

abile ad abbandonarsi ad amare attenzioni

intanto

La luna lontana langue, le lacrime

lente lacerano le labbra laddove

niente

Tace tranne te, tragico tabù, tra

tante tenerezze tu, tu tornarai

Parallele



Chissà perché

ci incontriamo sempre

nelle calde giornate invernali

nelle fredde mattine estive

in solitaria compagnia

in affollati silenzi

come giovani anziani

come sinceri impostori

tutto questo

per colpa della nostra

coraggiosa timidezza.

Tremo. Vivo. Piango.



Alle labbra appassite

e ai capelli burrascosi,

al terrore di un avvento

e al calore di un addio

tremo.

 

Per quel tuo vestito dorato

per il sorriso che indossi stasera,

per il paziente tacere

per l’imperdonabile sussurrare

vivo.

 

I tuoi passi sulla ghiaia

la pace dell’acropoli,

la villa sul golfo di ferro

le chiacchiere di un’estate antica

piango.

Due naufraghi



Tutte quelle lacrime lasciale scorrere

se ti pesano dentro poi non riesci a correre

e i tristi ritagli che metti da parte

bruciarli non è un crimine, credimi, è un’arte.

 

Sei sola lì sul palco, lo spettacolo è finito

continui a recitare il ruolo che ti ha garantito

la vita che speravi e che adesso si è sciolta.

Non piangi e mi baci ancora una volta.

 

Quello che ti dico, quello che ho imparato

non puoi scordarti niente di ciò che è ormai passato.

Non abbandonarti alla confusione che hai in testa

due naufraghi

hanno tutto in comune in mezzo alla tempesta.

Omelia



Scrissi verità più dolci

di quelle elargite

nella messa

quotidiana

perché

nella distorta

terra degli ubriachi

baciare le anfore col tempo

rende generosamente più normali

tutte le cose.