L.57

 



Incidente, reciproca apprensione: è greve.
Approssimativamentesempiormaindisuso

Tarda notte, quasi presto, passo lesto,
rovàno vernice, occhio giallo, preciso preciso,
[...]
…lli n.3 prospiciente il teatro
(per quelli che amano i casi noir, noisy), tout court, si è
trascinato fin sotto la loggia per assistere all…
[..]
verificatosi da lì a breve – è greve -
vale a dire la fine assurda del medesimo, succitato,
con terribile complicità del fenomeno in atto (fig.2)
Presentava in sintesi pressioni dall’alto e consigli
superficiali e intenzioni di terzo grado su entrambe le identità
(fig.3) come gli accert…
[.]
…cini affermano, caro ragazzo, lavoro onesto,
sempre sorriso ( per quelli che amano i casi drama;
grassetto su social, 20..)

 

Mattina presto, questo resta, di vapori salvifici,
pessima attrice, un patire a intervalli di passaggio a livello
(per quelli che amano i casi docu; ricostruzione accurata
commento, copie vendute 50…)
e a perpetua memoria un nome,
poco importante.

Turno F



Siamo a Capo Nord e non è un sogno
o forse nella Terra del Fuoco e allora sì
avrei qualche sospetto.
Fuori è freddo e non è inverno
lui mi parla di import export medi azioni
counseling cariossidi staminali regolamenti
comunali e di punto in bianco
finiamo col ridere
delle calamite per frigo di gigli
recisi di fogli cioè.
Mi sveglio e non è tardi
lei non mi parla
le chiedo perché non abbia imparato
a parlare tedesco
a coltivare tulipani su terreni acidi
ad alzare lo sguardo nelle seguenti situazioni
recessi rettifiche riduzioni rarefazioni
resi mittente
i suoi palmi terrigni confessano
- zwei von drei -.

Sepolcro segreto



Fiesole, ottobre 2014

 

Chi sono quei “loro” c’hanno creato
una piccola tomba su una strada
che fragili pietre nel suolo arato
proteggono dalla terra gelata?

Chi era quel “lui” che dentro riposava
lontano dai cari e vicino agli avi
cui rendeva onore quando cantava
le loro imprese con versi soavi?

Di chi fu questa terra, di chi sarà?
Due realtà diverse che, lontano,
s’intrecciano come vie in una città.
La tomba affonda intanto nel pantano.

Tracce di un fuoco vorace, ora spento.
Le effigi di qualche moneta, perse.
Perché l’inverno del tempo ha spinto
anch’essa giù tra le coltri sommerse.

Chi sono quei “loro” c’hanno creato
questo piccolo sepolcro segreto?
Qualche foglia dal candore screziato
ha ora ricoperto il suo letto quieto.

Domenica



S’erge dal campo d’oro
il lamento straziante
della falce a lavoro
tra le alte spighe sante.

S’alza dal bosco vecchio
il canto dell’upupa,
d’acqua solo uno specchio
cura l’arsura cupa.

S’apre del cielo quieto
il velo vaporoso
che tiene a sé il segreto
d’un lunedì piovoso.

S’ammanta a mezzogiorno
di gioia il campanile
e spande tutt’attorno
il canto suo febbrile.



Coraggio tanto

coraggio è necessario

per scrollare le tende

serrare le palpebre

cedere al sonno

e sapere presente

nell’angolo estremo

una forma indistinta;

credere sia il tumulo

dei vestiti che ho indossato

e non la salma delle nostre due nudità.



Tempi avversi, dolci versi.

Momenti diversi, meglio volersi.

Amorino



Saetti assai di fretta, Amorino.
Se passo voli basso. Dispettoso!
Nascondi lo strale, fai l’occhiolino
e poi ancora nel mondo burrascoso.

Di scherzare ormai non ho più voglia,
sai bene tu che leggi i miei sogni
come pagine di un libro da poco.

Ma un libro con foga male si sfoglia
e tempo non dai ad altrui bisogni

se non per dar ghiaccio a chi chiede fuoco.



Scrivo, brucio e immolo versi
scrivo su carta come s’usa,
li brucio perché non dispersi
ma immolati sian alla musa

Turno L



Svettando da questa insolita banchina
le spire e il lume del monte che penso
- dicono – serva all’orientamento
di vaghi voli
intercontinentali / locali / di quartiere

 

Dentro; il silenzio si nasconde appena
ed è curioso
ché di voci ne vedo in quantità
di mete, fermate
aperture prossime

 

Sono già le 2:27 l’Elba parte a breve
e breve passo ugualmente mi
separa pensate
dalle profonde montagne
alle cieche pianure
doni e carteggi e passi meno brevi

 

“L’era meglio morì da cuccioli
porta’i via ‘ome i ranuncoli”
Ugo beccheggia
Selene s’accorge e ammara
su questi quieti via vai
e il lume ecco si spenge



Vedo la terra smossa
la vedova altera e scossa
le apprendiste prefiche
e le professioniste
mio padre il Padre un padre
con le offerte le offese
i sandali tolti che
metaforicamente
reali il pittore indaff-
( -arato il campo bianco
nero come già il mio )
tratteggia in mente sì
sù sopra non il mio corpo bensì
il Corpo, il doppiofondo del bicchiere
foglie e pelli secche in via Calzaiuoli – come
sono volate fin lì? – lì sì né sù né giù ma
tra le pagine ingiallite ad ingiallirsi ecco sì
il Corpo accennato e vi giuro che piccolo
si è fatto, come una promessa
piccolo e comodo nella terra smossa.

A good friend



I took chess classes
from Death herself.
She is a good friend,
doesn’t speak much and doesn’t forget.

If you see her crossing the fields on the hill’s top
or drinking coffee in a coffee shop
or waiting for the tram at the stop
say hello and tell her – hi, sister -,

she will shake her bag full of coins
and her bowed head that is merely in sight
- not now – she will whisper – i am busy -;
the knucklebones and a parchment in hand.

I smile, usually, and flatter myself
that i am safe from the roll of the dice
just because i confine that thought
into this match that is put on hold.

Translated by:  L.128

Per un po’ di vino



Colpevole il sonno, complice il rosso
sacro, l’acquasantiere di seguito,
giudice il volgo del decoro al soldo,
la piazza il tribunale come già fu

di colpo mi scrollo l’afa di dosso
il corpo affonda il disgusto tacito
della folla che m’assale -manigoldo!-

-Chi? Io? Macchè, piuttosto guardate lassù
vive chi ci governa col dejavu:
beato il reo che ne fa sua virtù-.

DADI



Dettero agli uomini la passione
e trasformarono il tempo in tempio,
dettero agli uomini l’ossessione
e trasformarono un ponte in monte.

L’Uomo del tempo è prigioniero:
l’uomo del tempio era un gigante
l’uomo del ponte aveva lo sguardo leggero
l’uomo del monte aveva la mano tremante.

Il tempio di gigli si tinse
il tempo di pioggia si colorò
il monte di neve si dipinse
il ponte di sangue si macchiò.

Di questa vita un gioco assurdo
i dadi in mano agli uomini,
di questa notte un triste assolo
due stelle in grembo al cielo.



A malapena ricordo
le buche d’asfalto sulla strada per camera tua
[ la crepata;
l’abisso;
la lieve;
la toppata;
quella che d’estate è soltanto un miraggio
[ la schiena di donna;
la timida;
l’erbosa;
l’inondata;
la tanto attesa davanti alla porta

Questa estate sono sparite
cancellate da una coperta di crine come a dire
- sia tutto tra noi tranne disprezzo e lascito -
come a dire che la parola
[ "compagna" ] [ companio - colui che ha il pane, la forza, la vita, insomma, in comune ]
non sia spezzare il pane
e farne fette spesse
e farne bocconi
e farne briciole
e farne parte infine
piuttosto condividere la fame
e la sete
e la fama e la
quiete e le
droghe e la pece che si accumula troppo volentieri sugli occhi

Come a dire che non è poesia ciò che ti risparmio
bensì un patto
come quello tra il bambino e il granchietto prigioniero del secchiello
una promessa libertà al termine dei giochi



Spighe e lumache -
le loro tenui scie
sui muri accesi

 

小麦の穂とかたつむり

ほのかな跡

光燃ゆる壁に

D.85訳 

Le cose mai dette



Le cose mai dette le urlano gli occhi,
le invocano le sue mani tremule,
le sognano le labbra sue di sangue.
Le parole morte in gola vivono.

Le solcano il volto come lacrime,
le bruciano la pelle come graffi,
le fanno paura come la morte.

Le frasi codarde si vendicano.
Le scrivi per tutta la vita e quando

le cerchi sono ormai muta cenere.



merlo affamato -
un punto nel candore
del campo incolto

 

空腹のつぐみや 

休閑の畑の白さに

黒き点かな

D.85訳

Tre cose



C’è chi ti porge un fiore e ti disprezza
chi ti promette guerra e ti accarezza,
c’è chi ti fa da padre e ti consola
e t’ama come un padre la figliola.

Ma tu che un padre buono non l’hai avuto
l’amore per un padre hai taciuto
e il tempo che del mondo è padre e morte
a più d’un padre chiuse le tue porte.

Guardami adesso e dimmi che non vedi
negli occhi miei qualcosa in cui non credi
e che da me, d’un padre mai all’altezza,
avrai amore, fiori e una carezza.

*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*

Tres cosas

Hay quien te ofrece una flor y te desprecia
hay quien te promete guerra y te acaricia,
hay quien hace el padre y te consola
y como un padre a su hija te adora.

Pero tú que un buen padre nunca tuviste
el amor por un padre encubriste
y el tiempo que del mundo es padre y muerte
á más que un padre cerró tus puertas.

Mírame ahora y dime que no ves
en mis ojos algo que no crees
y que de mí, sin de un padre la importancia,
tendrás amor, flores y una caricia.

Traducción del italiano con: A.149

Requiem



Persi nei cieli tersi
avidi di raggi aridi,
sole e tristi parole
addormentate, non dimenticate.

Ricordi, rumori sordi,
vuote e fredde note
tornano e in testa rimbombano
preghiere non più veritiere.

Carezze, prima certezze,
ora una tetra dimora
loquace che non da pace
neanche a queste rime stanche.

Grullo!



Il mio cuore gronda colla
che a grappoli s’aggruma
e ingrato al gregge grida
- vi ringrazio, ma non m’aggrada. -

- Gracchiare d’ogni agra cosa
o quella gracile ingrandire – dice
- mi grava come grandine sul grano,
come un gracidio sul greto gremito. -

- Gratto le grigie grate delle mie prigioni:
un grottesco groviglio di graffi.
“Grullo!” dite voi, io dico “grazia!”
poiché di aggressività sono parco, non di grinta. -

- Al tuo grembo, adorno di gramigna,
pellegrino migro e lì segregato sgretolo
ogni segreto, ogni lagrima. – Tace.
Grullo sì, magro, pigro forse, ma grande.

Evanescenza



Bianche vele solcano un plumbeo mare.
Vento da est,
scogli a ovest,
che minacciano nascosti il loro vagare.

Perdono il controllo, non la ragione.
S’infrangono sul mondo,
lo abbracciano,
ma sono ancora libere, non in prigione.

Brandelli, si salutano e spariscono.
Calano,
ascendono,
chissà poi se si riconoscono.



La mia vita è matematica:

non ricordo le regole,

non mi riesce la pratica.



Sorpreso
il mio volto sarebbe
se nell’occhio tuo il riflesso
di quella rosa
che bella ti donai
che triste adesso è
scorgesse.

Oppressa
tu speravi
sorpresa
di scoprirti
in quel riflesso
in quella rosa
che bella avevi nascosto
che triste hai ritrovato
stasera.

*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*—-*

Sorprendida
mi cara sería
si en tus ojos el reflejo
de aquella rosa
que hermosa te regalé
que triste ahora es
distinguiera.

Oprimida
tú esperabas
sorprendida
descubrirte
en aquel reflejo
en aquella rosa
que hermosa ya escondiste
que triste has encontrado
esta noche.

Traducción del italiano con: A.149

Omelia



Scrissi verità più dolci
di quelle elargite
nella messa
quotidiana

perché

nella distorta
terra degli ubriachi
baciare le anfore col tempo
rende generosamente più normali
tutte le cose.