L.75

 



Il mio essere e non essere 

Si completano nel paradosso 

La mattina non esiste e si perpetua poi in una notte affamata. 

Spuntino di mezzanotte di me stessa, mi divoro con pensieri 

tanto scuri che neppure la lucetta del frigo riesce a mitigare. 



Condizione melliflua di rigidità

Mi imprigiona nell’ambra dei millenni 

Fossile della mia coscienza 

Trovato nel letto di un fiume 

Nel letto di chi 

Non si è mai amato. 

Rime limonate



Di felici baci
Di amori fugaci
Pensieri contrastanti
Eccitati amanti
Affamati ri(morsi)
Non c’è modo di opporsi
Ai miei vivi pensieri
Mi manchi da ieri.

Luna di miele all’incrocio con Via Dante



C’è chi va fino alle Bahamas per amarsi:
a noi basta un’isola di traffico.

Ci stiamo solo baciando,
ma
le nostre mani frugano le tasche
più recondite
del corpo, al singolare.
E singolari gli epiteti dei passanti
che giudicano noi pazzi
in mezzo alla strada.
Non ho bisogno di segnaletica con te.



Papaveri rossi e gialli
le mie efelidi,
appassite rapidamente
al toc toc dell’autunno;
Sulla soglia di zigomi:
tondi, morbidi e spogli.
Lapidi derubate,
case profanate.
Acqua, voglio acqua e luce,
perché ridano i miei
campi
colorati,
arati,
osservati da aerei,
sorvolati da sguardi.



Talvolta uscirei
scalza per strada,
solo io,
essenziale,
solo io.
Senza di me.



Piango e
i miei occhi paiono
un acquario;
Ora so, come vedono il mondo,
i pesci.

Suona bene – concerto privato



Io e i miei mille complessi,
e non intendo band,
intendo
cattivi riflessi;
odio gli specchi
annego nei bicchieri
rami secchi
i miei pensieri ieri.
Echi di te.



Orgasmi mancati
i miei,
in realtà sgorgati
da occhi
che vorrebbero urlare
che sono felici,
ma nessuno glielo ha insegnato.

Vasi comunicanti



Succede, alle tre e mezza di notte,
di avere la gola secca e gli occhi umidi.

E non mi è difficile.



Leggo il tuo oroscopo anziché il mio
Immagino la tua giornata
Ti seguo da lontano
E non mi è difficile

Ti vedo gesticolare, camminare
come in un film muto
Io unica spettatrice di questa
proiezione
E non mi è difficile

In fondo il suono della tua voce
non se n’è mai andato dalla mia testa.

Macerazione



Siamo fatti della stessa sostanza dell’amore,
ne siamo impregnati,
come del vino è impregnato il mio vestito,
la sera in cui sono ebbra;
e quel vino ha il tuo stesso profumo,
me lo verso nel cuore,
così non ci sarà più posto per te.

Due di quadri



Io, mosca
Appassionata d’arte
Finita in una tela.

Tu,
un po’ ragno
un po’ pittore.

Strawberry Fields Forever



Questa sono io
che nelle caldi notti estive non pensavo ad altro che a dormire con la finestra aperta
E avevo gli esami
Ma nulla importava, mi bastava mangiare le fragole
E in quell’aria di indipendenza
un po’ ci affogavo
e un po’ ci crescevo
Finché un ragno sul pavimento mi urlava:
“Hai solo vent’anni”
(anche se ne avevo solo diciannove)
Ma che ne sa un ragno sul pavimento?
Facevo il contrario di ciò che dicevo, e ancora mi comporto così.
Imparavo principalmente a vivere
e come vanno le cose nel mondo;
Giornate lunghissime e prive di senso
Una trottola girava sempre intorno allo stesso palo
Malinconia che saliva
simile al calore dell’asfalto
e nuove consapevolezze inutili a una testa di legno.
Ma nonostante la finestra aperta
non dormivo per l’afa nella mia testa.



Se fossi capace di distinguere sesso e amore,
verrei da te in coitinuazione.



E cos’è il caos se non la mia forma d’espressione migliore?



Noia

Sonno

Fame

Loop infinito di bisogni

Carenze curate con carezze

Vita di notte, al buio, dove sai di esistere, ma non ti vedi.

Percepire una gabbia persino se il pensiero spazia,

uscirne per grazia con un varco di baci.



Vivo di abitudini che non si abituano mai a me

Polarità e magnetismo



Balla la volta celeste
al ritmo dei nostri baci
e non esiste nord
all’infuori di noi.



Cercava una sorta di rivelazione,
tra la pagine dei libri,
tra le righe delle canzoni,
nelle pieghe di un letto disfatto
E nessuna scoperta assumeva mai la forma
di quella voragine che sentiva nel petto.



E ancora mi stupisco di come dopo ogni inverno nasca questa
primavera.

Respiri



Soffia il vento freddo dal nord,
Sofia
E lo immagino come un filo che unisca le terre,
Sofia
La filosofia che tanto ami mi riempie le ore
E di àncore al cielo mi impiglia, sbadiglio ogni tanto,
quando l’aria, un vento freddo del nord, mi gira le pagine
E non è poi tanto diverso dai tuoi respiri, che sentivo all’orecchio
Son vecchio e ancor soffia il vento freddo dal nord, Sofia.

Borderline



Ma tu lo sai che il tuo corpo
non ha confini che non coincidano coi miei.
Che non siano anche i miei.

Vodka alla pesca o pesca alla vodka?



Fiumi di alcol
Fiumi di persone
E io sono un pesce fuor d’acqua;
La verità è che tutta questa mancanza non si può riempire con un
po’ di vodka.

149.600.000 Km



Siamo Soli al mondo
e ci dimentichiamo di splendere;

Siamo Soli al mondo,
pronti a bruciare, pronti a esplodere.

S.O.S



E ora che non ci sei tu
non so più a chi rubare le coperte
che ci erano state offerte,
dopo ore di vino e vite
a colmare e riaprire ferite;
Ci basta un letto, una tisana al finocchio,
anche oggi facciamo le quattro.
Al mattino
il volto disfatto,
ma siamo
irrimediabilmente felici.

Innamora(mento)



Innamoramento.

In-na-mo-ra-mento,

mento, per nascondere a me stessa la verità

che lotta per venire a galla

come una palla piena d’aria.

“La mente non lo dovrà sapere”, disse il cuore,

ma la mente già lo sapeva

e lottava, mentiva, per non visualizzare quegli occhi,

profondi come la verità.

Gioco da tavolo



Siamo un grande puzzle

di cui vorrei vedere la foto

sul coperchio della scatola,

o potermi inginocchiare

a cercare il pezzo mancante

sotto il tavolo e il tappeto.

 

Edilizia del cuore



È che tu mi fai davvero battere il cuore,

non in senso metaforico,

ma in senso letterale.

Il respiro è affannoso, veloce,

alimentato da battiti

che si susseguono rapidi

come le auto sulla statale,

e questo terremoto che sei

fa crollare i miei ponti.