L.79

 

supercazzola



tesina sul cervello.
il cervello è grigio
e puzza

sembra un campo arato
perché è pieno d’acqua
che si muove come deve
muoversi

il cervello è tondo, di per sé,
ma il mio è una pianura
muto come la padania,
che è roba di geografia, lo so,
ma giuro che c’entra

c’entra perché è il centro
dell’immaginazione,
cosa che aiuta in pianura
dove il paesaggio
fa schifo

ecco, ora mi sono perso
perché a volte scrivere
è come pigliare una rondine
dalle montagne russe:
se non stai pronto, eh, la manchi

comunque, si, volevo dire che
ogni tanto s’inventa troppo
come questo
sentimento per francesca
che mi toglie il dubbio
di non saper amare

fine.



se potessi nascere
altrove nel tempo
mi bagnerei in silenzio
della prima pioggia,
del sangue acheo,
dei mille amplessi
che mi hanno dato
al suono del mondo
quand’era muto

e dei tuoi occhi forse
quando ancora amavi



c’è un ricordo abissale
dentro ai volti
che spesso ci assale
su specchi sconfinati
stanchi e dissolti
in incontenibili sguardi
a volte mi trova
il riflesso di me



io scrivo della mia paura
infinita di me

dei progetti fermi,
dell’inquietudine
delle cose vaghe,

della ragazza
che era la nonna,
di me da vecchio

di come stasera
la pioggia sembri
un pianoforte

e della voglia
di toccarti
quando è buio

del silenzio
quando serve

e dell’orrore
di sparire