L.79

 



se potessi nascere
altrove nel tempo
mi bagnerei in silenzio
della prima pioggia,
del sangue acheo,
dei mille amplessi
che mi hanno dato
al suono del mondo
quand’era muto

e dei tuoi occhi forse
quando ancora amavi



c’è un ricordo abissale
dentro ai volti
che spesso ci assale
su specchi sconfinati
stanchi e dissolti
in incontenibili sguardi
a volte mi trova
il riflesso di me



io scrivo della mia paura
infinita di me

dei progetti fermi,
dell’inquietudine
delle cose vaghe,

della ragazza
che era la nonna,
di me da vecchio

di come stasera
la pioggia sembri
un pianoforte

e della voglia
di toccarti
quando è buio

del silenzio
quando serve

e dell’orrore
di sparire