L.88

 

Polaroid



Sogno una polaroid ingiallita

stretta da dita impacciate

scossa per vedervi comparire

i nostri sorrisi storti

i nostri volti felici.

Giorno 17



Morii.

Su di un letto di primavera morii.

Con il mio amore al mio fianco.

 

Tre parole mi fecero sanguinare

Quattro e la mia carne era dilaniata

Cinque e la mia mente era intossicata.

 

Quella notte morii

Sotto il peso delle stelle

Per il veleno nelle sue parole.

 

Il mio corpo sussultava quando morii

Ma la mia mente era ferma.

E la mia mente era vuota.

 

Morii

E fu doloroso

E fu bellissimo.

Giorno 14



Today I loved you more than ever

And from my heart my love vibrated to the tips of my fingers.

I touched your skin

Wet your lips with mine.

 

But my love is no light feeling

It is a bite that stretches my guts

And burns

me.

 

I wait for the darkness to think of you

As if you were the greatest secret of humanity.

And maybe you are.

Maybe I found the origin of the world in your kisses

And the meaning of life among your locks,

The secret of beauty between your thighs.



Ricaccia indietro le lacrime, tesoro

lascia che bagnino la tua anima

e se stai affogando

lasciale cadere

è buio, nessuno ti vedrà

 

Trattieni il respiro, tesoro

lascia che strangoli la tua anima

e se stai morendo

lascia che sia

sono sordi, nessuno ti udirà

 

Ma lasciami dire che un giorno

non ricaccerò indietro le mie lacrime,

non tratterrò il mio respiro,

e il mio grido sarà così forte

da esser udito da chi è sordo.

Giorno 16



Forse è che l’amore l’abbiamo inventato noi

quella notte nell’appartamento denso di fumo

quel pomeriggio sul letto sfatto e sgualcito

quando non capivamo più dov’era il cielo

e dov’era la terra

Notte prima



Ma la notte è ancora nostra.

Sì, è nostra la notte, è nostro il tempo ed è nostro lo spazio,

è nostra l’aria che a fatica ci accarezza,

nostro il fumo che ci impregna i vestiti

e nostra l’ansia che ci ruba una lacrima,

nostra anche l’ebbrezza che ci strappa sorrisi,

nostre le canzoni alla radio, nostre le risate con gli amici d’infanzia,

nostra la vita che ci si drappeggia davanti, bella

la più bella, la più calda,

nostra la smania di raggiungere il cielo

e cogliere la luna,

nostre le mani che si sfiorano,

nostri i corpi, le voci, le speranze,

nostri i volti che sbirciano con paura al futuro.

 

Cambieremo,

sguscerà il tempo fra i tuoi capelli.

Ma questo istante è nostro, nostro, nostro.