L.95

 



Le lacrime

che sono state la punteggiatura
del nostro romanzo d’amore

«Sei bella»



la notte chiudeva gli occhi su di me

Proletarskij rajon



In Russia la mia pelle si confondeva con la neve
e tutte le parole fino ad allora sconosciute
acquisivano una melodia
simile a dei passi sulla terra bagnata.
Passeggiavamo ogni sera ubriachi
su ampie strade asfaltate male,
sfregiati da clacson inferociti
tra urla di degrado ed edifici scheletrici
colonne vertebrali di ascensori
e gradinate di pietra, sporche di povertà

Le nostre dita intirizzite -
betulle accarezzate da un futuro inesistente.

Purezza



Ricerco qualcosa, un nonsoché,
simile al gusto dei mandarini
sbucciati da mia madre nell’infanzia

Tula



Sto bene dove sono
in una città in rovina,
tra pensieri inquinati



Le foglie si depositano
sul suolo d’autunno
come noi ci distendiamo
a letto a fare l’amore

-



Mischiarmi alla nebbia
e custodire i cimiteri

Ventisette giugno



Il tuo viso si appoggiava delicatamente
sulla spiaggia in lontananza,
il vento frustava a colpi irrequieti
i capelli tra i nostri baci
e scolpiva i nostri denti-perla.

Nelle nostre mani reggevamo le scarpe,
i piedi erano immersi in un tiepido bagno di sale.
Guardandoti nel crepuscolo, mi sembravi un’idea
e ti tenevo stretta la mano
forse per paura che venissi rubata dalle onde.



Tutte le lettere
che ho tenuto tra le dita
pensando di accarezzare
le tue mani

La guerra ci porterà via



Se passassimo le notti abbracciati
potrei quasi fondermi in te
e i nostri cuori sarebbero
un organo unico
che batterebbe più forte
di un tamburo della marcia Radetzky
Siamo leggeri come piume
e nessuno deve toccarci
siamo troppo delicati
per essere compresi

Marzo



Ho abbandonato me stessa
in cerniere di parole vuote
ho colmato la mia anima
con tramonti blu scuro

 

In primavera mi sono distesa
sopra a dei petali di pesco e
ho pulito con le mie lunghe ciglia
la sporcizia di un mondo inutile.