M.07

 



Fuori dal coro

canto,

stono.



Come potevo immaginare

che tutto ciò

di cui avevo bisogno

fosse nascosto

dentro un tuo abbraccio?

Disegno dal vero



Peccato tu non possa essere

il mio bianco sentiero

Peccato io non possa seguire

la rotta da te tracciata

in acrilico rosso volitivo

 

Mea culpa averti incontrato

prima di conoscerti

Mea culpa aver bramato

che le tue mani disegnassero il mio volto

che la tua accortezza fosse rivolta a me

 

Dovrò tratteggiare una nuova direzione

per placare la mia libido

contornata di nero carboncino

Dovrò lasciare che tu sia una sagoma lontana

appena abbozzata con impalpabile fusaggine

per smettere di desiderare solo te

 

PMC



Gazza, ladra

del mio amore,

insegnami a volteggiare nel tuo presente

e a riposare lieve

sulle catartiche nuvole dell’infanzia

Prendi un mio dito nella tua mano minuta

e conducimi attraverso l’incanto

Gioca con me …

facciamo “giro tondo” mentre colori il mio mondo

Impara da tua Madre

che ricalca la Terra

Vedi com’è bella?

Ora basta, non resisto, salta su!

Poi dammi un bacio e niente di più



Orbito, satellite

del tuo sorriso.

 



Baciami sempre

quando non ci guarda nessuno

Baciami con gli occhi

segretamente

Fatti luce e

disserra il tuo sorriso appiattito

se mi scorgi



Non appartengo a nessuno schieramento

Non ho alcun credo

La mia politica sono io

Il mio dio sono io

Io! Io! Io!

 

Femminicidio



Sono morta ai tuoi piedi

colpita dal tuo odio

prepotente e possessivo.

Ora non posi nemmeno lo sguardo

sul tuo delitto disumano.

Ero il tuo ‘grande amore’

il tuo ‘bene più grande’

al quale non potevi rinunciare

ma continuavi a spaventare.

Oggi per l’ultima volta.

E finalmente sono libera

dalla tua accecante gelosia,

dal tuo patriarcale maschilismo.

 

Avevi infranto il mio sogno d’amore

io, volevo solo fuggire dal mio dolore.



E’ te che desidero

sottovoce

 

Ph.



Tu

come altri

mi guardi

ma non mi vedi.

Semini musica e risa

 fraintese 

mi guardi

e ritagli immagini

di me

che non mi vestono,

non mi vedi.

Mi guardi

e decidi che

non ho nulla da darti

nulla di me ti può arricchire.

Mi guardi,

indosso l’abito di preconcetti che hai cucito

volto le spalle e vado.

Ora vedi.

 

Fiele



Rami spezzati

cadete lontano

il tronco è ormai secco

del colore del grano.

 

Pronto al raccolto

brilla dorato

sotto la falce

dal taglio affilato.

 

Si miete sempre,

durante una vita,

il campo è rinnovato

che pace infinita.

Mimesi



Vado a fare un giro.

Dove?

Non so,

cerco il freddo.



Tirami fuori
da questo angolo.
Prendimi per mano.
Sono sola
in questo luogo
fatto d’indifferenza
e grigiore
dove le giornate si susseguono
tutte uguali
identiche e noiose,
come pioggia battente.
L’estate
ha camminato a lungo
e ora che il freddo
è arrivato
sembra tutto
monotono.
Sono annoiata
fino alle lacrime.
Offrimi un diversivo.

Rosaria



Le tante strade
che segnano il tuo volto,
nonna,
percorrono un’epoca
dura e lontana
fatta di guerra e povertà,
di sacrifici
non sempre ricompensati.
Sotto le palpebre pesanti
i tuoi occhi, muti
sussurrano i timori dell’età.
Umiltà e testardaggine
sono la tua forza
e ora che il tuo corpo
si è fatto più piccolo
e sofferente
sembri tornare ragazzina,
fragile e orgogliosa.
Le tue mani
lisce, consumate
mi accarezzano compulsivamente
mentre mi tieni stretta
al tuo petto
qui sedute sul divano
e io torno bambina.

3 colli



Città di vento
che hai accompagnato
la mia infanzia,
ti osservo dall’alto.

Ora che più di prima
sei coperta di sole
e polvere,
so che mai sentirò
la tua mancanza.

Ritornerò ogni volta
per ricordare
e imparare nuove cose
dal mio passato
per nuotare
nel mare brillante
che solo Tu
sai offrirmi.

Ma ti ho già dimenticata,
non sono più
parte di te.



Ho il suono
del tuo nome
tra i denti

E’ un sibilo
che riecheggia
sottile

fino alle tue meningi

 

Inesorabilmente



Ormai sono dodici.

Sembrano ore
perché il tormento
resta lì,
immobile,
a osservarmi.

Tu ormai
sei polvere,
come quella che soffio via
dalla memoria che
ti conserva
come fossi un’istantanea.

Immobile.

Come il mio dolore,
chiuso in quella casa
semivuota
e abitata da estranei.

Il Dolore sa
come aprire quella porta
e ogni volta
si presenta in compagnia
delle mie debolezze.



Questo sentimento
di Egoismo,
così nuovo e inaspettato,
mi solletica il palato
e dà sapore.
 

Atrani 1.2



Nascere gabbiani

non è poi così male.

L’ho capito

guardando giù,

dalla scogliera

come tu non volevi.

Cosa mi diresti oggi?

Avresti i capelli bianchi,

come la terza conchiglia

che mi ha regalato

questa spiaggia nera.

Atrani 1.1



Un ricordo di me

galleggia

in questo mare

verde profondo.

Io che nuotando g-rido.

Provoco onde

tra le onde.

E tu – papà –

sospeso tra bianco, verde e roccia

agiti la mano,

sorridendo.

Ainda



Ando pela rua
com cara cor cinzento
com olhos perdidos
em pensamentos
dos momentos
que nunca mais
vou esquecer.
Porque não sou eu
que mando
mas, também se
só foi um engano,
eu nunca mais
vou te esquecer.
E agora apenas espero
o momento
em que a memória
não vai ter sofrimento.



Soffoca le grida nel cuscino
forse dormirai meglio.

Il sale che berrai,
sarà sonnifero
e al mattino 
avrai dimenticato tutto.

Se i sogni te lo impediranno,
prima o poi,
smetterai di sognare.

Rios



Os nossos rios

correm rápidos.

O teu mais

do que o meu.

Correm separados.

agora perdidos,

como lágrimas na chuva.

Mas um dia, talvez

se reunirão

no mar infinito

da vida,

para se juntar

novamente

numa água só.



- promettimelo! -

dicevi

ma

divisi dallo spazio
presi dai giorni

dimenticheremo

ciò che ci siamo promessi.

Occhi



C’è tempesta
nei tuoi occhi
che possiedono il mio spirito
risvegliato.

Ora sono tuoi anche i miei.

Perché i miei occhi
stanno nei tuoi che,
ormai stanchi,
mi appartengono.

prostituta



Il suo corpo
è carne putrida
in pasto
agli avvoltoi,
non le appartiene più
è ormai tardi

dia-a-dia



Contigo.
Agora.

Contigo neste dia
de Sol.

Porque hoje posso
não me lembrar
do passado.
Porque é sò rir,
contigo.

Agora.

Amanhã já não sei.
vou embora
e não volto mais.

sempre o mesmo



Dói.

Dói-me porque está
estragado.
Isto sempre depende
de mim,
que não sei estar
vestida,
que cada vez
apresento o meu corpo
à chuva.

Muda o céu
mas não a chuva.
E ainda não tenho aprendido
qual é o lugar
onde poder esconder-me
para não me molhar.

neve



ieri è piovuto,
la neve s’è sciolta
e come lei,
come anni fa
mi sciolgo di nuovo

ancora

mi sciolgo in lacrime
scorro lungo i marciapiedi
e facilmente
finisco nel buio del profondo.
e ho di nuovo paura

ancora

sortilegio



batto le mani
e tu non ci sei.
chiudo gli occhi
e ricordo di te.

il nostro filo si è rotto
ed io ancora non trovo
la parte che mi spetta
per poter fare un nuovo nodo.