M.104

 



Sapeva trasformare
in bello
ció che toccava.
Come un superpotere.
Ma non aveva
il mantello.
Tipo Re Mida.
Anche se d’oro
aveva i capelli.
Ci riusciva con tutto.
Con le parole.
Con le fotografie.
Una volta con un rospo.
Ma non ci furono testimoni
a confutare.
E ci riusciva
con le persone.
Le persone
erano la sua specialità.
Spesso,
neppure le toccava.
Le bastava
uno sguardo.
Come la Medusa.
Ma di pietra
non aveva niente.
Tanto meno
il cuore.
Poi la incontrai.
E neppure io
ne fui immune.
Mi sentii bello.
Come mai ero stato.



Se tu mi vedessi
bello
come ti vedo io.
E se io
fossi bello
come sei tu.
Amore mio,
accecheremmo
il mondo.



Dimmi solo
che dopotutto
ne
varrà
la
pena.



Sei quella canzone,
che senti
per la prima volta.
E la riascolti.
E la riascolti.
Sei quel posto segreto, 
in cui inciampi
per caso.
E ci ritorni.
E ci ritorni.
Sei il tuo sorriso,
in mezzo
a questo
deprimente
funerale.
Che mi salva.
E mi salvi.