M.105

 

Da confondere



Eri tutto da baciare
col tuo odore
che sembrava tempestarmi dentro
e l’acqua di fronte a noi che scorreva
Mi intingevi gli occhi di scuro
tu, nero e colorato
coi piedi leggeri e la testa pesante
tu, le ossa fragili
e la tristezza intessuta nei vestiti
infiltrata nelle ossa
e io che cercavo di togliertela dalla pelle
con le mie carezze
Eri tutto da guardare
dolce il percorso dal naso alla bocca
dal collo al petto
Sei tutto da mandare via
sei tutto da confondere.



 

Col ramo che ti ho dato
scrivi sulla sabbia
le ferite che ti ho inferto
Col coltello che ti ho portato
incidi sulle pietre
i sorrisi che ti ho strappato
Impasta l’argilla che ti ho regalato
con le lacrime che hai versato per altri
sarà collante per le pietre
costruirai così fortezze
Io un giorno verrò
mi riconoscerai dalle orme
ma non mi fermerò
Si tratta solo di un cuore spaiato
e prima o poi passerà.



שחור ועמוק
לא את העיניים שלך
אבל הדרכים שלי
תקווים
לא את המחשבות
אבל המלנכוליה שלי

Neri e profondi
non i tuoi occhi
ma le mie vie
Speranzosi
non i tuoi pensieri
ma la mia malinconia

Io stessa sono migrante



Io stessa sono migrante
voi tutti nei vostri paesi
io a piangere in terra straniera
con dei non miei e lotte sconosciute

Vorrei non un dio a mia misura
ma essere io in pace col mio Dio
Vorrei non una terra per me
ma essere io stessa la mia origine
e la mia meta
e per le terre vagare fiera
ritrovarmi dietro un angolo
sapendo di non essermi mai persa

Io stessa sono migrante
popolo nomade con un dio a voi sconosciuto
con la guerra sulle spalle
e un viaggio estenuante nel petto

Il venti di un mese invernale



Il mio compleanno
è amore infecondo per la vita
sputo nell’occhio della nostalgia
È una torta bagnata d’acqua e non col latte
un augurio scritto di fretta su un fazzoletto
il lancio di un vecchio cellulare
una voce annoiata
un senso di colpa
È un’amica che sa
Un’incertezza
la mia insicurezza
la mia tristezza
La voglia che passi di fretta
questo giorno invernale
durante il quale sono stata messa al mondo
un po’ per miracolo
un po’ per fortuna
un po’ per dispetto
da due aperti ad una volontà
che non arrivo a comprendere.

Perché dentro di me



Perché dentro di me
penetrano le vostre parole
i vostri sospiri al telefono
le vostre pause
che si confondono con le mie attese
i vostri dubbi che diventano miei

Perché porto dentro i segni
dei vostri amori falliti
io che non vi amo e nemmeno vi cerco
ma voi vi insinuate prepotenti
e io non so come respingervi

Perché siete uomini e io donna
e disfate con forza
la tela che tesso
per tenervi lontani

A poco a poco
se ne va il mio essere donna
e non ho più confini
ho lasciato che sbiadissero.

Myia di Tanagra



Corinna è poeta dispersa
nel cuore s’agita
turbine di parole
quando solitudine l’accompagna

Maestra d’uomini
che d’ombra la coprono
nei miei versi
come mosca vola.

Esther



È un mondo di uomini
quello di Esther
Con la cera attaccata alle dita
e la luce fioca a rischiarare le pagine
sa di essersi venduta
a un prezzo che ha pagato lei stessa
Ha appena perso
ha iniziato ad amare.

Elena



Elena è là
distesa ed usata
si riposa, prima di essere chiamata di nuovo
è stanca
apre la bocca, muove le mani
è un simulacro
la sua anima è imperscrutabile
il suo cuore vuoto
Elena è solo un involucro
Chissà com’è la vita delle donne che scelgono
si chiede.