M.105

 

Yael



Yael si accarezza la pancia

sa che non la vedrà mai rotonda

e con le dita traccia disegni

che spera arrivino

oltre la sua pelle

Li dedica a quel piccolo frutto

di cui solo lei sente la voce

Ne immagina il battito

e chiede perdono

nemmeno stavolta

è padrona d’amore.



Sono stati anni piovosi
quelli che ti hanno indurito la pelle
mentre io andavo
e non capivo perché
le tue nocche fossero così scure
Sei sempre stato dalla parte
dei vincenti
per me
Tra la sponda dei partecipanti
o dei perdenti
non ti ho mai visto nuotare.

Esther



È un mondo di uomini

quello di Esther

Con la cera attaccata alle dita

e la luce fioca a rischiarare le pagine

sa di essersi venduta

a un prezzo che ha pagato lei stessa

Ha appena perso

ha iniziato ad amare

Arianna



Nel mondo che Arianna ha immaginato

Teseo di sé non ha

che la voce e l’aspetto

Ha amato un uomo

che ha creato lei stessa

com’è brava Arianna

a tessere fili di sogni impossibili

Finalmente serena

se ne sta seduta

a riavvolgere un filo di amore di carne

all’estremità chissà chi l’aspetta

Itaca non è terra per donne



Itaca non è terra per donne

Penelope lo sa bene

Telemaco davanti agli ospiti

le ha ordinato di tornare

nelle sue stanze

È poggiata alla tela

che cuce e disfa con abili menzogne

Finisce così il suo potere

con la crescita del figlio

Si rimette al lavoro

almeno di quella tela

è l’artefice.

Elena



Elena è là

distesa ed usata

si riposa, prima di essere chiamata di nuovo

è stanca

apre la bocca, muove le mani

è un simulacro

la sua anima è imperscrutabile

il suo cuore vuoto

Elena è solo un involucro

Chissà com’è la vita delle donne che scelgono

si chiede.

Ai Guerrieri Agitati



Ai Guerrieri Agitati

al cuore martellante,

nella danza del tremore,

alle labbra frementi di vita,

al respiro mozzato,

e poi bonaccia e primavera dei sensi.