M.118

 



Ho girato l’angolo
E ho trovato te

Al posto dei limoni di Montale



Fa così caldo fuori
Facciamo qualche tuffo
In quel mare di ricordi
Rinfreschiamoci la memoria
Nei tuoi occhi lucidi



Chissà se le mie lacrime
Come le nuvole
Hanno nostalgia di casa



Petali rosa caduti
Su selciati fradici
Disegnano note
E melodie silenziose
Su pentagrammi metropolitani
Di auto in fila

Danze disordinate
Di passanti distratti
Vestiti di parole
Cechi e sordi
Ignari della poesia
Del mondo

Sinfonie e balletti urbani
Di fresche primavere
Che nessuno vede o sente

Ed io ancora gelo, nell’inverno
Aspettando che la tua luce
Sciolga le mie nuove gemme



Labirinti, bambini
E scarpe sciolte
Antiche primavere
E fresche spiagge

Cuori pulsanti volano
Su soffici brezze
Di rimpianti
Gli specchi ci guardano
Quanto siamo diventati
Vecchi ormai



Allargo sfumo coloro
I contorni
Di orizzonti e sentimenti
Con una matita
Dal nome di ragazza



Ti ho cucita addosso
Come un bel vestito
Ma ho dimenticato
I bottoni



Mattine soporifere
In inverni di vacanza
Appoggio il da farsi
Sulla mia noia
Come su un treno
Che mai giunge alla mia stazione



Porto fiori nel mio cimitero
Dove ho sepolto i cadaveri
Dei miei amori passati



Eruzioni vulcaniche
Sotto lenzuola calde
D’amore consumato
Baci come lampi
Luce senza rumore
Labbra come nubi
Gonfie non d’acqua
Ma d’amore