M.128

 



A te…
che come di carota estratta
dalla terra scura
ti cingi;
sviscerati l’anima.



Come d’autunno muore la foglia

la linfa del mio amore si esaurisce.

Spesso ritrovati sulla stessa soglia

combattiamo una battaglia che perisce.

Liberati di me,

ma portami con te.



E se fosse tutto un’ineluttabile corsa verso la morte?

ARRIVEDERCI



In una leggerezza di un addio,

quello spento alla fine delle parole

dove gli occhi e le espressioni parlano,

ho sempre colto

a chi porterĂ² mancanza

e chi vuole la lontananza.



Incrociamo gli sguardi

come quando dai la precedenza a destra.



Tramontiamo come un’alba di Novembre.



T’ho vista in quel locale

a due passi da un noi.

Ansimavi sull’uscio della morale

a due passi da un poi.