M.144

 

Acquerello



Insegnami a dipingere
sul mondo ruvido
mescolati insieme
senza confini e limiti
la nostra vita

Mistral



Aspetto il cielo chiaro
ed il sorriso scaleno della luna
per chiedere alle stelle ed a te,
vela maestra del mio io silenzioso,
dove rivolgere lo sguardo
per abbagliarmi ancora nei tuoi capelli

quelli che usavi per riscaldarmi
quando dei fuochi restavano carboni muti
di ogni scintilla immolata
alla giusta causa del tepore
per amanti scoraggiati
dal fragore del vento

Actaeon (Coup d’etat)



Sfiancato continuo a correre
senza aver modo di pensare
se ho oltraggiato la tua santità
quando ho attraversato i tuoi occhi
limpidi di acqua di sorgente

E non posso chiedermi
con la milza che esplode
se ha un senso continuare a respirare
per mandare ossigeno
alle gambe sfibrate che scappano

E soprattutto sapere se
il mio fido esercito di emozioni
sarà ormai fedele
sempre e solo a te

Braccato da loro tutte, preda facile
dai movimenti scontati
fuggo in disordine
verso la mèta del noi

senza avere il tempo
di leggere la vecchia mappa
che avevamo disegnato
distesi sul pavimento
con i pastelli a cera

Acluo(fobia)



Non accenderò la luce
in quella stanza
Resterà
almeno la tua ombra

Supernova



Provo a risplendere
di una mia luce
ma i tuoi occhi
ne consumano troppa

Sorpreso
mi ritrovo spento
dopo l’esplosione,
in un angolo

freddo almeno come le coperte
derubate del nostro abbraccio

e nero del tuo mascara
sulla mia spalla

California dreamin’



E invece no.
Io sogno splendide tempeste.

Frequenzasincera



Riponi tu gli scudi, e prendi l’armatura
Poi tira via i vestiti, e strappami la pelle
E raschiami le carni, e levami gli umori
e caccia via poi i reni, il fegato e polmoni
E soprattutto il cuore,
che vive non sapendo,
involontariamente,
che palpita comunque,
chiunque lo accompagni

Poi guarda un po’ più a fondo,
ché sono trasparente,
E suonami pian piano
sfiorandomi col dito
Non vetro ma cristallo,
la vera e pura essenza
con suono assai profondo
a te sussurrerò

Attitudine



Alla velocità della testuggine
Al volto segnato da rughe
Alla pazienza di milioni di anni
di un ciuffo d’erba e nulla più scalfito
Saggia lentezza

Noi
neonati per Gaia
adolescenti del cazzo
Giochiamo a fare i grandi
viziati e veloci
Corriamo! Anzi, correte!

 

Io vi guardo
e mi faccio un caffè

Abisso



Sul bordo di un pozzo,
al turbinìo di sentimenti
lasci spazio
al buio che inghiotte
Codardo!
Illuso!
L’assenza della luce sul fondo
è il solo tuo eco

Io come



gli alberi a bordo strada
insudiciati dal fango
di buche odiate dalle auto
Immobile.

Attonito
testardo

dono ossigeno

Puntelli



I piedi chiodati sul parquet per non cedere
Bulloni
per tener saldo lo stomaco
e puntelli per il cuore

A metter me in sicurezza
quasi fossi uno di questi palazzi
-grigio cemento morente-
solo il tuo abbraccio

Aria



Non ala, ma volo
Né ossigeno, ma respiro

Non me,

Te