M.155

 

Orfano



orfano di silenzio è il mondo
e di pudica compostezza
davanti alla sua bara
e i sentimenti
sottintendono debolezza
mentre la schiettezza
è cosa di pochi alieni

Enea



Io sono l’Enea
di virgiliana sembianza
tra mille perigli
vorrei raggiungere la meta
da Giove destinatami
combattuto tra l’onus
e l’amicitia
tra il dovere
e l’amore
Didone canta lontana
con il ventre sulla mia spada
maledice me e Giunone
che non riuscí a fermarmi
neanche con i venti avversi

Ingens Sylva



Prima di te ero qualcuno
con sogni e paure
obiettivi e speranze
con te e dopo di te
ho annullato la mia presenza
inabissandomi nell’ingens sylva
e nessuno sciamano
nessuno stregone
mi ha riportato
alla coscienza di me
solo il dolore
e poi l’angoscia del non esserci
mi hanno fatto andare oltre
anche senza di te
riposa in pace

Forse



Forse non ti amo
almeno
cosí mi sono detto
ma se penso ai tuoi occhi
che non rivedró piú
se penso
che non mi sorrideranno piú
le mattine d’inverno
allora qualcosa si muove
e urla
dentro di me

Domenica



La domenica è una dimensione
di svogliata sopravvivenza
dove tutto è in bilico
tra il male e il bene
e basta un minimo
per essere scaraventati giú
nell’oblio della paranoia
                    M.155

Arriverà



Arriverà il giorno in cui ci ameremo
e potremo stare insieme
il giorno in cui gli agnelli divoreranno i leoni
i cattivi non saranno poi piú cosí cattivi
e Eteocle bacerà in fronte Polinice
                    M.155

Da quando non ci sei



Da quando non ci sei
camera mia è un disastro
e non cucino piú
                                    M.155