M.161

 

Acciao bis.



Da striature

in globuli vari

in emistichi

scarlatto denso

esce il dolore.

Acciaio



È morte dentro.

Scarlatto denso

esce il dolore.

Deissi



Il corpo

questo corpo

sentito così estraneo.

Il corpo

sente il glaciale sguardo.

Il corpo

rivela,

traditore,

le torture.

Sequestralo,

esilialo,

seppelliscilo.

Versicoli



Versicoli.

Scarabocchi che sono parole.

Macigni che flagellano la mia anima.

Versicoli.

Pulviscoli che ottenebrano la mia mente.

Liquami che mi contorcono le budella.

 

Fermati



Fermati e guardati.

Prenditi tempo.

Tenditi il braccio

con quella risoluta pazienza.

Tienilo teso, nonostante lo sforzo.

Lasciati scorrere,

giacché vivi.

Ricordi?



Ricordi

quei baci

che ci davamo con foga?

Io ricordo

ricordo il timore

che si trattasse

dell’ultimo.