M.170

 

L’immortalità



Morte, mia cara sorella.
Hai il volto d’una amante di lunga data
E il tocco di chi ti conosce.
Morte, mia dolce compagna.
Fin dalla nascita sei stata ombra
E ora che cala il sole
Scompari anche tu.
Morte! Non abbandonarmi.
Ho paura, tanta paura, se tu non ci sei.
Chi si prenderà cura di me!
Come potrò amare la vita
Ora che ho solo quella,
Ora che non posso rinascere.
Sento il tuo freddo alito
Sul mio collo gelato
E percepisco le ossa oscure
Alle mie spalle. Tu ridi!
Non lasciarmi solo,
Solo nell’immortalità
D’una esistenza che non ho scelto.
Se tu non sei, io sono.
E io non voglio essere.

Litania



Credette a favole,
Ritenendo legittimo,
Di non poter far altrimenti
Reputando, sognare.
E ora, in un mare di bugie,
Incantato nuota
Ammaliato dal luccichio
Del fondale al crepuscolo.
In questo cantico d’illusioni
Non c’è sirena
Che possa svegliarlo.

Ho dimenticato il colore dei tuoi occhi



Ho dimenticato il colore dei tuoi occhi
Cioè, sai che so di che colore siano,
Ma son fuggite le sfumature
Ed è fuggito il mio riflesso
Dalla tua iride,
L’unico posto dove realmente mi apprezzassi.
Ho dimenticato il colore dei tuoi occhi
E allora mi chiedo se ti abbia guardata abbastanza,
Cosa cercassi quando mi specchiavo
In quel cielo di creatura
Che ora germina lontano,
Come un sospiro sommerso.