M.177

 



Come morbide onde
d’un mare in burrasca
richiamate dal vento
volevi che imparassi
a controllare la forza
di certi moti interiori.
Non sapevi d’essere tu
il vento minaccioso
portatore di pioggia
e cattivo umore
mentre io
pescatore impavido
gettavo le reti
per fare scorta di speranze
per la nuova stagione.

Meteora



Come una meteora

in caduta libera

hai acceso la notte

sconvolto i sensi

stravolto gli equilibri

ma a pochi hai concesso

il lusso di ammirarti

nella tua effimera

seppur audace natura.



Nascon(d)o

poesie

in me.

Maggio 2017



Come fanno le foglie

sui rami nel vento

siamo caduti presto

senza qualcuno a raccoglierci

in piena primavera.

 

Eravamo i frutti

di una stagione sbagliata.

Nostalgia



Ci sono punti di arrivo

che oscurano ogni partenza.

Dovevo saperlo che il nostro era

un viaggio di non ritorno.



Non sono di parola

sono di parole

di silenzi strazianti

che squarciano dentro.

Se mi cerchi

mi trovi sul fondo

a raschiare via

tutte le mie solide

- e solite -

insicurezze.



Seminiamo nel vento

per raccogliere tempeste di parole

In questa tarda primavera



Immersa in un bagno di parole

lascerò asciugare i miei versi

ai raggi stantii del primo sole

Oltre



Voglio andare oltre

voglio essere così oltre

da perdermi nell’orizzonte

nelle sfuggenti sfumature

di me stessa

 

Il punto di tutto è



che sono io

il mio punto debole

il mio punto di forza

 che devo essere io

il mio punto fermo:

il punto di partenza

il punto di arrivo.



Vorrei vivere senza
più inibizione
più pesi sul cuore
più paura di cadere
più gabbie nella testa.
Vorrei lasciarmi andare
alla corrente che trascina
al largo in mare aperto
ai passi di danza
al buio nel silenzio
di una stanza.
Vorrei restare
a guardare chi va via
senza più tremare.
Dovrei imparare
che in fondo tutto ciò che rimane
è ciò che merita il mio
più sincero
amore.



Tenersi in vita

tenersi per la vita

da soli.



Non mi guarderai più
come se fossi l’unica
coraggiosa e tenace
nel restare.
Non mi troverai più
tra un messaggio e l’altro
ad aspettare.
Non ti sentirai diverso
nell’avermi perso,
solo un formicolìo
ti attraverserà il cuore
al ricordo delle mie parole
che sapevano come e perché
farti sentire migliore.



dal parlarci di tutto

al condividere il niente



Il mio era un urlo vano
quindi ho scritto
per i pochi che volevano
e avrebbero saputo
udirmi



Lui vive sulla superficie del mare
io sul fondo
siamo nel medesimo mare
ma non ci incontriamo mai.



Dovevo capire

che in fondo

quelle che tu

chiamavi cure

erano rimedi scaduti

al mio ennesimo

mal di cuore.

La vita non offre

garanzie di riparazione

per chi vive intensamente

ciò che lentamente

è destinato a morire

per mancanza d’attenzione.

Punto di fuga



Ed avrei voluto
che il tempo non esistesse
perché persa nel mio buco nero
non sapevo come risalire
ché a sfiorare la superficie di me stessa
non sono mai stata brava.
Sola tra i miei abissi
ho sempre cercato
un punto di fuga
per correre fuori
dalle mie amare prospettive.



Capita spesso

a chi legge

di morire dentro

un’emozione distratta

perdendosi in parole

così calde da far stringere

anche i cuori più freddi e distanti.

Promemoria



Devo ricordare a me stessa
che quando qualcosa manca
non va colmato ad ogni costo
ma taciuto perché
certe mancanze hanno un prezzo
che non può essere calcolato
dimezzato o moltiplicato
puoi solo lasciarti scavare dentro
lasciarti seminare
affinché nasca qualcosa
col suo giusto tempo:
un germoglio di vita nuova.



Mi sento schiacciata
da un cuore rovente
che infiamma i pensieri
di rabbia e (ri)sentimento.
Tra i miei polmoni
giace un silenzio
stanco e abbandonato
che mi toglie il respiro.
Vorrei parlarti
ma non riesco
e ti fisso come un chiodo
che ha perso il suo quadro.



Se si potesse far tacere il dolore
urlerei a pieni polmoni
fino a rimanere senza fiato
e le parole anziché creare vuoti
riempirebbero spazi bianchi
aperti come finestre sull’ignoto
che lasciano passare l’aria
senza trattenerla
ed io con esse diverrei ponte
che conduce dal fondo di se stessi
alla luce che rischiara i bui dell’anima.

Pensiero notturno



A vedere sempre tutto buio

si diviene soli e ciechi.



L’àncora di me stessa

L’ancòra di nessuno.



Mi chiedo se esista
un posto
anche per noi
anime solitarie
a metà
buone solo a scomporsi,
di cui noti i frammenti
i dettagli
ma mai la vera
- anzi reale -
consistenza.

 



Seppellisco parole
quando tutto intorno a me gira
e sfumano i dettagli,
quelli che tanto adoro
ma che spesso non comprendo:
allora mi annichilisco
divenendo io stessa un effimero dettaglio.

 

Tutto a rovescio



Con te era diverso
con te ero diversa
ero fuori di me
e mi piaceva
parlare a cuore libero
vita contro vita
combattere le paure
con un abbraccio
le insicurezze con un sorriso
sentirci vicini
fino a saperci lontani
mondo contro mondo
tutto a rovescio.
Come due facce
della stessa medaglia
eravamo destinati
a sapere l’uno dell’altra
a essere l’uno contro l’altra
completi ma divisi
a coprirci le ferite inferte
dalla nostra stessa guerra.
Spalle al muro!
E un attimo dopo:
Ritirata!

Oblio



Il vento batte forte
contro le persiane
e il cuore palpita
ad ogni colpo nel buio:
qualcuno bussa alla mia porta
senza mai aprirla.
In penombra
ti vedo esitare
non vuoi entrare
ti lasci cadere
nel mio sonno leggero
tra i miei vuoti
pieni di stanchezza.

Le parole



A volte scompaiono
come fantasmi poi si ripresentano
a me che le accolgo
senza mai tenerle troppo al caldo
ché basta poco per farle evaporare
ma anche tanto per sentirle davvero
dentro queste ossa bianche e scarne.
A volte mi sorprendono
in mattine troppo assenti
in cui il pensiero di una leggerezza
mi trascina via come fossi foglia
ai piedi delle mie stesse radici
incapace di volare e cadere
dentro i miei vuoti di parole.

Di-versi



Eravamo spigoli di una vita

che non ci apparteneva

che ci voleva di-versi,

e così ci siamo persi

l’uno nelle rime dell’altra:

ci siamo incrociati e baciati

alternati e composti

sino a divenire rime imperfette

di una poesia ormai finita.

E noi con lei.