M.180

 

L’anima



L’ anima pian piano

si cura da sola.

La musica fluida del pianoforte

lenisce le ferite e le rimargina.

Per cicatrizzarle però essa

non basta.

Ci vuole un film

un libro

un amico.

Ci vuole la pace.

L’anima pian piano

sola tace

sole appare

riposa in pace.

Liberati



La libertà
è l’aria fresca della notte
che raffredda il viso
accaldato dalla corsa
per l’ultimo treno.
La libertà
è parlare con gli estranei
di ciò che ci accomuna.
La libertà
è abbracciarsi
senza chiedere il permesso
senza imbarazzo
nell’essere fratelli.
Perché in fondo
siamo nati dalla stessa madre
separati alla nascita
per preferenza di lingua.
Ma la musica è sempre la stessa,
è libera.



Mare verde nei tuoi occhi,
squame sulla pelle.

I fondali sono casa
per un pesce fuor d’acqua.

A Nonna



Quelle mani che tanto hanno carezzato, ora sono come cartine geografiche.

Minute, lisce, le vene e i capillari formano strade e fiumi, alla scoperta di una vita passata e presente. Presente nei cuori e nelle menti di chi hai amato tanto e ti ha tanto amata.

Anche se scompariamo fisicamente, non lasceremo mai questo mondo finché c’è qualcuno che conserva il nostro ricordo.



Come la poesia,
con le sue contorsioni,
avviluppa l’anima in fiore?
Come i rami di un albero
dalle grandi e vecchie radici
che cercano di staccarsi dal suolo
e raggiungere il cielo,
cosi lo sguardo nostalgico
dello sfortunato passante
si posa sulle nuvole
e sogna di volare.
Ma mio caro passante
non lasciarti scorrere
come l’acqua corrente
del rubinetto del bagno.
Tu, caro passante,
puoi mettere nero su bianco
o bianco su nero
ciò che ti si è avvinghiato
nel cuore.



A volte

mi fermo a riflettere
sulle frasi più semplici,
le parole più dette,
sul loro valore intrinseco
e potente.
Ma perché non ce le diciamo più spesso
queste belle frasi da cioccolatini?
Per far esplodere il cuore
di contentezza
basta una semplice parola.
Per fare vostra un’anima
è sufficiente la promessa
di amarla,
non per sempre,
ma per adesso,
ora,
qui.
Mi fermo.