M.191

 

NON PENSAVO



E non pensavo che

Febbraio, silenzioso e cupo

oltre al grigiore e alla pioggia

portasse con sé un caffè amaro,

un timido sorriso e una luce calorosa

 

Non pensavo che

Febbraio, rumoroso e nero

oltre al piumino e al berretto

portasse con sé un cambiamento,

un gorgoglio di stomaco e una speranza da vivere

 

Non pensavo che

Dicembre, candido e marmoreo

oltre alla neve e agli affetti

portasse con sé un volto,

che ricerco nelle vie nascoste

e in quelle più comuni

 

SILVI MARINA



Un libero davanzale

Vertigini confortanti

Sole che sorge nel cuore delle onde

Sabbia tiepida.

Un campo di grano sulla mia pelle

Le spighe punzecchiano i miei muscoli

Sogni in testa, realtà alla mano

Facce nuove che diventano consuetudine

Consuetudine che diventa certezza

ECHI RIECHEGGIANTI



Occhi che perforano la pelle indifesa

Occhiali che fanno da scudo

Occhiaie che non riposano mai

 

Braccia lusinghiere a forma

di gabbiano

che passeggia sui colori del mondo

 

Di mille volti ne rimane uno solo

passa ridendo

e lascia il segno.

 

FOGLIE SECCHE



Il tuo viso riflesso in un lago di luce

Le onde si muovono nel mio immobile corpo

La barca di sentimenti ondeggia nel cuor mio

Il sangue scorre in piena, caldo come ad agosto.

Mi getto nella mischia dei ricordi

e trovo solo foglie secche.

Vorrei sapere



Vorrei sapere come va,

Vorrei sapere come passi il tuo tempo,

Vorrei sapere che musica ascolti,

Vorrei sapere cosa pensi, a cosa t’ispiri e aspiri.

Vorrei sapere cosa sogni,

Io tanto. Tutti i giorni.

Vorrei sapere da che parte ti porta il vento,

Vorrei sapere dove porgi il tuo sguardo, dove ti soffermi.

Vorrei sapere… come vivi

 

Vorrei, sapere.

NUAGES



E con la leggerezza di una nuvola che si posa sul ciglio di un angolo di cielo

Io mi posiziono sul picco dell’universo

Dove non ci sono nuvole,

ma dove posso vedere tutto.



Il silenzio.

Un corpo solitario, che è pieno di rumori.

Un rumore silenzioso che è in ognuno di noi, che aspetta di essere tirato fuori.

Ci circonda, ma non si sente, ci accompagna, ma non si muove.

Arriva, ma non si ferma

È il bello delle cose perché è indefinito, incalcolabile.

C’è, non c’è, c’è.

Sta nel borbottio delle piazze, nel canto degli uccelli, nello strepitio del terrore.

 

Aleggia sui monti, e non dorme mai.

 

Tu suoni, Io vivo



E poi te lo immagini,

Un pianoforte

Nuvole Bianche,

Tu che suoni,

Io che ascolto,

Che guardo con lo sguardo fisso

Tu che mi emozioni,

Io che penso,

Con la mente libera

Tu che sorridi,

Io che vivo.

 

LETTO FIORITO



Distesi sul letto

Di un prato fiorito

Lenzuola disordinate

Sotto un cielo sereno

Cuscini morbidi

In un giorno mite

Corpi che migrano

Nel tempo infinito