M.209

 

Giaccio



Giaccio

su questo letto di dolore

notti insonni

lenzuoli gelidi

e passo il tempo ad immaginare e sognare

come sarebbe andata

se avessimo potuto comunicare

non a parole,

costrutto umano,

ma con il linguaggio dell’anima.

Immagino te

di fianco a me

mi guardo

dove sei?

Non sento più il tuo pianto

forse perchè passi il tempo a ridere

e neanche ti ricordi il sapore salato delle lacrime

perchè di piangere non ne hai più bisogno.

Tu ridi,

io giaccio

attendo la morte

ma

non privarmi della benedetta speranza dei ventenni

di poterti incontrare ancora

chissà dove

chissà come

e dimmi che un giorno sarà il nostro tempo,

non qui,

non ora,

in un’altra vita,

dove non esiste nè lo spazio, nè il tempo.

Dammi un ultimo bacio prima di fuggire