M.217

 

Tua arte



Io sono la tua arte,
Ma tu per me sei un Bernini scolpito nella mia mente.
Per me sei la neve scesa a Roma,
Come un miracolo ti poggi sui palmi delle mie mani.
E la tua mancanza mi fa sentire il ticchettio delle lancette,
Questo maledetto tempo,
Ti apprezzo lo stesso.
Da Roma a Terni, passando per Cremona,
Per me sarai il mio interrail,
Dove potrò esporre questa mia convinzione
Che l’arte debba essere indipendente
Come te,
Senza troppi colori,
Ma sfumando il mio corpo con la tua mente.

Mi baci ancora?



Se vivo questa malinconia
Non è mica colpa mia.
Mi baci ancora?
Te lo chiedo per piacere,
Almeno un’altra volta,
Come quando alla Serenissima,
Mi feci tre piani con te in braccio,
Poi tre canne e la musica come dessert della vita.
Tu, io ed i tuoi amici del Sert
In giro per la via.
Tu però non mi manchi,
Ho semplicemente pensato quanto l’amore con una determinata persona
Alle volte smetta d’esser quel tempo che vorresti non si fermasse mai,
Invece dovrebbe andare proprio avanti così.
Perciò alla domanda di prima,
Non rispondere.

Non perfetto così



Ci dividiamo come frazioni
Con i nostri sguardi che si intrecciano
Per frazioni di secondi.
Lei mi asseconda non andando via però,
A seconda di quello che accadrà,
Non mi capacito di come io potessi essere tanto felice,
Perché tu da fenice,
Volavi in alto,
Ed io d’altro canto,
Mi sentivo inferiore,
Volando con un solo aquilone.

Vorrei morire



Volessi morire
Di sicuro avrei smesso di dirtelo,
Piuttosto avrei esposto il mio cielo
Per mostrarti i miei angeli,
Le mie poesie come testimonianze dei miei vangeli.
La verità l’ho trovata solamente tra le tue dita,
Insieme alle sigarette che di tanto in tanto mi passavi,
Morendo a distanza in questa vita.
I nostri quartieri malfamati,
Riempiti dai nostri stomaci sazi,
Con i lampioni spenti,
C’eravamo tanto amati,
O forse ho amato certi momenti.

Sb.01



Liquidi percuotono il mio corpo
Per poter dipingere colori
Accesi,
Come i semafori rossi alle quattro di notte.
Poter attaccare un tuo atto,
Poter essere partecipe del tuo sguardo,
Sciogliermi con le tue iridi
E sentirle al tatto,
Ma non vedendomi.
Mi sento un bastardo,
Io e le mie mille emozioni siamo timidi,
Come i liquidi,
Non vogliono fuoriuscire,
L’effimera voglia del sapersi decidere.