M.218

 

Palabras sin vóz



Lo que me gusta de ti
es tu cuerpo,
de tu cuerpo me gustaron
tus ojos,
de tus ojos las estrellas que vieron;
Yo nunca las ví, pero conozco unas
las encontré en tu pecho;
de tú pecho me gustó su moverse
cuando se deja llevar más allá
cuando tiembla por música andina
o se calienta al ritmo del sexo;
de tú sexo me gustó tu boca
de tu boca me gustaron las palabras
de las palabras la ambición
que las hizo descaradas,
valientes,
y por eso poderosas.

Asi,finalmente, ganaste
e Yo también gané,
volví a los diecisiete
bajo el sonido de cuerdas tendidas,
bebí un trago foráneo
hasta aquella última gota
dulceamarga.
Y por noches sin tiempo
de esta danza sin nombre
danza de ojos, danza de pecho,
de sexo, de bocas, de vino
de palabras
Yo gané
un instante del cielo de Chile.

Ti ricordi?



Quando un giorno ti incontrerò
in quella sponda che non esiste
mi piacerebbe sapessi di autunno,
come quella notte di maggio.
Ti aspettavo
sotto un Tipuana tipu
non conoscevo il suo nome
non sapevo cosa il tempo
avrebbe fatto alle sue foglie
ma una la rubai
e la nascosi tra i seni.
Così di te
non avevo altro
che la paura dell’incontro;
ma il tuo sguardo di vecchio poeta
mi sussurrò una rima nota.
La foglia sarà ancora verde
e tu mi scruterai
con gli stessi occhi foranti.

Quando un dì ti incontrerò, dicevo,
in quel giorno non detto
mi piacerebbe non mi chiedessi
che fai o come stai
ma se credo in dio
e se qualche volta ho pianto
per il ciangottio di un pennuto
di colore azzurro.
Mi piacerebbe mi dicessi
non della tua casa,
non del tuo lavoro
ma della musica che senti
quando cammini per strada
e di quella volta
che comprasti una cetra
e la suonasti alla luna.
Non capirai le mie risposte
ma mi avvolgerai
come un velo di musica jazz.

Quando ci rincontreremo quindi
in quel tempo di altrove,
riconoscerò li tuo silenzio
come quel giorno
che aveva l’odore
di rosmarino,
e senza dirmelo tu
darai un suono al mio.
E non saprò, come non seppi,
se sarai amico, fratello, amante,
ma accosterò il mio andare al tuo
e ci perderemo nella notte
come due stelle cieche
che all’unisono muovono
i primi passi di tango.
Sarà allora
che le nostre anime viandanti
si sorrideranno
come due vecchie amiche.

E se tutto questo non sarà
perché il grigio è calato
sulla mia vita disordinata,
e se quanto dico non potrà
perché il freddo ti trattiene
un venerdì alle due di notte
che sia o non sia
io ugualmente
lo voglio raccontare
perché nessuno dica
che non sia accaduto per davvero.



Sono solo parole ma

una volta
come un fischio
hanno forato
l’aria di primavera

come profumo di pane
hanno contraddetto inverni
come un rapace
mi hanno tolta all’estate
e come giacigli
mi hanno svegliata
più calda.

Le hai sussurrate
come poesie
d’avanti alle mie gambe
ma
come le più belle foglie
le tue
hanno ceduto all’autunno
e  sono tornate
solo parole



Randagia

Come capirti, Argentina?

I tuoi cani randagi

hanno fame

hanno occhi amici

ma fianchi magri

e tu

non ti curi di loro.

I tuoi cani randagi

sono donne

hanno i figli del mondo

tra le braccia smilze

e tu

non ti curi di loro.

I tuoi occhi antichi

non vedono

che hai le mani sporche

delle strade sporche?

E il tuo cuore porteño

non soffre

questo freddo triste

che si piange di notte?

Dimmi Argentina,

se il tuo sguardo è cieco

e il tuo cuore non ode

perché i miei occhi

non si indignano

dei i tuoi muri sporchi

dei tuoi tempi lunghi

dei réclame ingiusti

delle piazze povere.

Cos’è questa musica

che scalda il mio petto

con siffatta passione

e questo pianto

al solo pensiero

di non vederti ancora

derubare la notte?

Era autunno

e camminavo a cuore spento

un giro di tacco, mortale

mi ha stretto il cuore,

una milonga, oh che milonga!

Mi ha chiuso gli occhi

e come te

mi ha fatta musica.

Ho accarezzato i tuoi cani

mi hanno reso randagia.

Ho baciato le tue donne

mi hanno reso libera.

Ho cebato il tuo mate

sono stata ristoro.

Ho incontrato Borges

sono stata poeta.

La cima de la Sierra

mi ha fatta vento

e Pachamama

mi ha detto che

le cose

più vicine alla morte

sono più dense.

Come te, Argentina.

Non potrò capirti

ma per amarti

mi basta

chiudere gli occhi

e seguirti.