M.225

 

Non se ne esce



Ho voglia di trovarti

dove puoi trovarmi pure tu

Guardare i tuoi occhi

in cui mi perdo mi cerco mi incontro

Avvolgiamoci in silenzio

che le parole sono noiose

Sennò poi t’immagini

quanta polemica

con cui mi tedieresti

sull’uso che faccio

dei verbi

ewigen wiederkehr



Fai conto:

buio pesto

luce artificiale

ebrezza nervosa

perdita distruttiva

felicità evanescente

curve raddrizzate

scatolette di tonno

Tutto ciò

per te adesso qua

con il mondo intorno che sparisce

lo rivivrei

magna cum laetitia

grunge, ovvero de rerum pupa



Accordi distorti, confusione assordante
dura rude inavvicinabile
tu dici cupa, io dico tetra

Momenti in cui il mio unico amico
è un angolo buio lontano dal mondo,
in cui posso stringermi e tenermi insieme
Non sempre funziona, e se mi sgretolo
divento un corpo
inerme inerte inetto

Cado, mi disintegro, non metto insieme i miei cocci
loro ormai la strada la sanno e mi seguono senza rincollarsi
tanto sono smussati gli angoli

Si dice che ci si rialzi sempre più forti,
si dice di riempire d’oro le ferite per valorizzarle
si dice un branco di cazzate
Mi rialzo perché devo, e l’oro non mi piace

Sono pioggia incessante nei giorni di sole,
mi calma la pioggia sottile
nei giorni che sanno di terra bagnata

Rantolo a terra senza lamentarmi, senza richieste
Nel dolore ci sguazzo, nell’attesa del dolore mi frammento

Sono permeata di rapporti causa-effetto senza sensibilità,
di rapporti effetto-sensibilità senza causa

Mi avvolgo su un filo sottile, rido di continuo
elargisco la mia ironia,
si vede che sono antipatica?

Sono piena di amore, per il particolare, per le cose strane
per la precisione, per il mio disordine
per te.

Non riesco a dire cose che non hanno un fondo di verità;
l’eccesso, il superfluo, la perdita di tempo
sono cose per me insopportabili:
se mi piaci è perché mi piaci,
se ti dico che sei meravigliosa è perché per me lo sei
E tu lo sei.

Sono felice nel contingente, emano gioia di riflesso
Mi annoio di continuo e niente mi va bene;
sono caustica e intollerante
sono dolce e disponibile
non me ne frega niente, e comunque mi annoio di continuo.

Lo standard mi ingabbia, ma non cerco il confine
Lo sorpasso, senza pensarci
non avere nessuno vicino mi dà sicurezza

Non sono sicura, mi odio e mi amo
mi sento una cretina e mi idolatro
Sono coerente alla mia incoerenza,
quasi niente è semplice e scontato.

Ti guardo e sei un tramonto di fine estate;
chiudo gli occhi e sei pioggia insieme a me:
Sono un disastro.
Ameresti un disastro?