M.238

 

sanremo



poca fantasia,troppa ipocrisia,tanta ipocondria,molta tachicardia,dietro c’è la CIA e davanti la polizia,chi entra e chi va via,chi riceve e chi invia,chi vota e chi vuota,chi annega e chi nuota,chi nega,chi sega,chi tromba,chi sgombra,chi scazza,e chi ammazza…..ma Sanremo è sempre in tv…

Lupercalia



gonfia di pioggia …e di sangue che nutre la terra…di corna e di verga….inebria il cuore….danza nel bosco e lungo le vie….a batter il ventre …..fertile rubicondo… ammalia come il vino…insidia come il lupo…e travolge a portar prosperità…fuggir tra le risate ….rotolandosi tra i sentieri,fugaci e selvaggi a raccogliere la vita e festeggiar l’amore….

ALLE TRE DI NOTTE



d’ improvviso mi desto…occhi spalancati, gli ultimi istanti li ho scordati, un insidia m’accarezza e scivola succube sulla pelle….cerco sollievo sotto le lenzuola,lui mi trova e mi stringe ….dolce spietato amante,d’ambiguo sonno,la morte m’accoglie….si spalancano le porte tra le immense e fitte colonne…dedalo intricato di vie di fuga tra la veglia e il profondo….attendo l’oblio in preghiera che la meditazione mi lasci abbandonare il peso insostenibile della carne,lacera il velo che intrappola ogni mia debolezza nel vischioso miele del rancore,strappo ogni lembo,grattando a sangue con artigli d’arpia,unguento di dolore invocando un alba di libertà….

FAMIGLIA



lega tra sentimenti ed il sangue … stringe le corde d’amore, orgoglio e fierezza… schiaccia l’anima …..annulla in nome di un dio, stelle e croci,ad ingrassar i figli come bestiame…tirare la soma ed esporre la prole alla fiera, genuflessi in chiesa a braccia conserte, mano nella mano del consorte,di fronte alla sorte….fino alla morte…

BOLOGNA



…a Bologna ci nasci, a bologna  si cresce, poi viene la voglia  scappare, ma Bologna si ricorda….a Bologna non si resta…   a Bologna si torna…

FEDELE D’AMORE



    come un DANTE smarrito, affacciato all’inferno del suo infinito….      invoco libertà…      nell’amore…      l’unica obbedienza         che mi lega….

RABBIA



 arde l’animo ferito, spinto dal rancore da tempo assopito….  s’innalza grandioso ,in volo di falco, sorvola l’inferno sfiorando la terra,solco d’aratro e fendente di spada…. leggero nelle carni si fa strada…leccando il sangue che cola dalla  lama…

PRIMI PASSI



     cammino con piedi di velluto su pavimenti di cristallo …inciampo sui miei passi, urto contro le pareti di marmo… con le mani avanti mi faccio strada nella penombra    timidi spiragli   di luce mi rendono più audace ,fino al momento, che il silenzio …. mi darà voce

QUARANT’ANNI



vent’anni in testa…                   altri venti sulle spalle…          e con tutta la vita davanti

RISPOSTE



vivo realtà  tra loro contrapposte                        lancio messaggi nel cosmo                  e aspetto le risposte

trionfo



l’euforia che riempie la piazza…. apre la bocca che unge s’ingrassa… ispira i versi che danno ragione,di santità dal profondo del cuore…  torneremo a danzare  tra i sassi e le foglie,risate di bambini e i sospiri di una moglie….finita l’attesa si torna a cantare… finchè il fiato non ci costringe a restar in silenzio a pensare….

MALARIA



respira i profumi che provengono da oriente , viaggia tra le nubi sulle labbra della gente….leggende raccontano straordinarie avventure ,di seta e di congiure….soffia la sabbia tra le dune del deserto …..nel sonno degli innocenti alla gloria dell’esperto…..