M.29

 

Al fiume



Raggi di sole bagnati

cadono dalla cascata

creando suoni ritmati

Fresche fronde oscure

filtrano il calore

sui ciottoli del fiume

sui corpi nudi

abbracciati nel soave rumore.

Venezia 2



Corri corri vola

Stringi le mani forti

Vola per calli e per ponti

vola con lui senza limiti porti

L’acqua è alta in San Marco

l’orchestra intona vecchie canzoni

due anime giocose

volteggiano ballando

sopra un brillare di immagini acquose.

Gelo



Un bianco candore

ci avvolge e ci impura

Lame di ghiaccio azzurro

fermano tutto

Immobili attendono

fiato sospeso

il risveglio atteso

cascate ghiacciate

assolate distese di neve

San Rossore



Il mare unica voce presente

rompe silenzi inaspettati

pallidi tronchi scheletrici protesi

carezzano il cielo

Foresta silenziosa

di sentinelle senza più vita

muti osservatori

della spiagga solitaria

Tanti

ognuno diverso

chi dritto su se stesso

chi poggiato ad un compagno

prima di arrendersi alla sabbia e al mare

Dormienti contorti sofferti

sferzati dal vento

battuti dall’acqua

riposano infine

abbandonati alla pace.

Venezia



Silenzio intorno

ma non umano silenzio

nella notte silenzio acquoso

ovattato e nebuloso

per animo sensibile e solo

Placenta di emozioni

vivide percezioni

lagunari infiltrazioni

intersecano contrari umori.