M.39

 

Amanti eversivi



Nella tua attesa

su di una panchina,

la brezza salata come mia compagna,

ho dipinto una tela

che parla di eterni Paolo e Francesca,

di amanti eversivi affascinati dal particolare,

alla ricerca di una profumata Verità,

che ha il sapore febbricitante della tua bocca.

Fame e Rabbia



Dal seducente torpore,

il cui torbido veleno-ahimè facile preda!-atrofizza

Intelletto e Volontà,

soltanto la Vita,

rapace e instancabile,

mi ha ridestato alla Vita stessa,

affondati i freddi artigli nelle mie carni,

che ora sanguinano Rabbia e Fame,

Fame e Rabbia.

Incostanza



Nelle notti

bagnate dall’odore dei corpi,

il tuo nome

ho paura di dimenticare.

Senza titolo (01)



Ti ho visto,

eri lì, nella solitaria pioggia autunnale,

carica dell’odore silvestre dei pini.

Eri su di una foglia,

svogliatamente ne percorrevi le rugosità,

anelando quel riposo che solo la Terra può dare.

Eri gli argentei dardi che impregnavano le mie vesti

alla ricerca del mio corpo nudo.

Eri la pioggia che, scrosciante,

vaneggiava di Vita, di Morte e Verità.

Sogno di una notte d’Oriente



Fragili fragranze intessono voluttuosi veli d’organza;

occhi di tormalina incantano serpenti dalle squame turchesi;

novelle Salomè dai bruni piedi esigono la loro ricompensa;

e ancora: rapaci armonie

a caccia di spiriti errabondi.