M.57

 

Finché vita non ci separi



Nella gioia,

nella buona sorte,

in salute:

è troppo semplice.

Sono anche:

dolore,

cattiva sorte

e Malattia.

 



Recupero il sudore tra le scapole di legno,

imprigionate

impregnate di

rugiada salata e dolce salsedine.

Le spalle arrostite

da sguardi di ghiaccio.

E questi ossimori

banali

preziosi

non te li posso raccontare, che mi chiami “pesa”

ed io mi sento così leggera, all’infuori di te.



Nel luogo senza giuste direzioni

perdersi è Arrivare.

Ammetto di aver rimesso ciò che non ho mai voluto mettere



Secondo me

la vita

è un continuo Togliersi e Rimettersi.

Togliere? Sì.

Rimettere? Sì.

Mi tolgo un dente e mi rimetto in salute.

Mi tolgo il reggiseno e mi rimetto il pigiama.

Mi tolgo i pensieri e mi rimetto a correre.

Mi tolgo la vita e mi rimetto in pari.

Tolgo tempo al tempo e Rimetto i miei peccati.

E mi Rimetto, rimettendo tutto ciò che non ho mai voluto mettere

o

Ammetere.



Mi costringo vuota e fredda

quando vorrei solo bruciare

e finalmente cenere

spargermi su ciò che non ho mai raggiunto.



Immensi tentativi

Risvegliare nervi sopiti

Da quando mi vedo allo specchio le mattine sono brillanti

fredde e omicide

Finalmente mi siedo e ti noto

Sei sempre stato lì?

 

Ho cercato Dio in una mano ruvida

Ho perso conoscenza a metà strada

L’altra metà l’ho percorsa ubriaca

In fondo al percorso mi meraviglio

Stordita

Sanguinante

Sei ancora qui?



Petrolio bollente

condensa con dolce durezza

fra i nervi serpenti di cui consisto.

 

Sparo parole e possibili partenze

Mantengo Memoria Mobile

Coloro Crateri e Castelli

Pratico Pragmatiche sentenze

 

Ferisco Fiori Fertili

Frantumo Tasselli Terreni

Fornisco Fredda Fronte.

Baciami, la fronte

Assaporami i pensieri

gustati le mie paure

ingoia l’insicurezza

 

Poi guardami con forza

Vomitami addosso

Umiliami di me, prima che possa farlo io.

E fammi godere del buio che mi compone

E accetta la morte che nego

E dammi tutto quel che non hai,

che lo costruiamo insieme.