M.69

 

(Sbra)Nato tempo fa



Disordini in me
Animali spaventati che corrono
Nei prati della mia mente
Inseguiti da mostri
Mostri che vogliono comandarmi
Vogliono prendere quello che sono
Mostri che mi perseguitano
Da quando li ho scatenati
Non so se ce la farò
Non so se ne uscirò
Avrei bisogno d’aiuto
Ma quale aiuto
Io non voglio nessuno
Nessuno si merita i miei mostri
Solamente me
Sono miei!
Non avvicinatevi!
Lasciate che io ne venga divorato
Come divorato hanno
Gli animali della mia mente

Un giorno tonerò a vivere.

Angoli



Mi ricordo
Di un ricordo
Ormai ammuffito
In un angolo
Di granito
Ma ancora caldo
D’Amore e altre cose
Ancor gabbia
Di bianchi corvi
Ancor scatola nera
Di oggetti vuoti
Invecchiati
Prima del tempo

Lo accarezzo
E vado avanti
Alla ricerca
Del mio angolo di pane
Dove potrò
Finalmente
Amare
Amarmi
Lasciarmi Amare

Aria



Non vedo più
Le fronde dei pini
E mi sento
Di nuovo
Respirabile

Minuto 1



Minuto più
Minuto meno
Non ho tempo
Di darti tempo
Ogni colpo
Del mio orologio
Avvicina di un’ora
Il mio necrologio
Eppure
Ogni tuo bacio
Mi toglie un anno
Di dolore
In un solo minuto
Di piacere

E vorrei sempre
Un minuto in più
Mai
Un minuto in meno

Luppoli neri amari



Se un giorno te ne andrai
Lasciami sul comodino
Un bacio e una birra
Un bacio per non dimenticarti
E dirmi che, nonostante tutto,
Non mi dimenticherai
Una birra per darti il tempo
Di andar via
Di lasciar l’anima mia
Un passo ad ogni sorso
E avremo
Una lacrima per ogni viso
Un coltello per ogni cuore
Un ricordo per ogni anima
Due strade verso l’ignoto
Due cuori ormai soli
Abbracciati ad un lenzuolo strappato
Squarciato da sguardi non dati
Perso nel vento

E, dopo tutto questo,
Io sarò ancora lì
Fermo
A pianger di me stesso
Per la tua mancanza
E sempre con la speranza
Che la tua mano
All’improvviso
Mi carezzi il viso
Rischiarando
Il mio profondo
Nero

Cinque minuti



Cinque minuti
Cinque ore del mio tempo
Cinque minuti
Trenta giorni della mia vita
Cinque minuti
Nulla in confronto vale come
Cinque minuti
Del nostro amore
Cinque minuti
Della nostra magia
Cinque minuti
Della nostra musica
E se mi amerai ancora
Dopo che le nostre vite
Dal vento, come polvere,
Saran trasportate
Non finiranno mai
I nostri
Cinque minuti

Analizzando una bugia



La verità
È la sfumatura
Incancellabile
Del falso

Amare



Tocca
Il mio spirito

Tocca
La mia anima

Tocca
Tutto ciò che ho perduto

Tocca
Tutto ciò che sono

Tocca, tocca
Tocca tutto quanto
Fallo, te ne prego
Solo così potrò
Infine
Toccarti anch’io

Fammi compagnia



E quando sarà di nuovo il tramonto
Mi troverai là
Ad ammirare il Sole
Che tutte le notti muore
In un bagno di sangue
In un grido silenzioso di luce
E se tu verrai,
Abbracceremo la notte
Insieme
Aspettando che esso
Torni
Dal suo lungo
Viaggio

Tutti gli alberi, prima o poi, cadono



Come un soffio
Che accarezza il viso
Un vento d’amore
Ha sferzato il mio cuore
Sradicando quell’albero
Che i più chiamano
Solitudine

Mente di un falso malato di mente



Aver diciott’anni, ma sentirne sessantatre

Dio mio che belli i corvi, fuliggine che vola nel ciel

Vorrei un drago, ma forse non saprei sfamarlo

A volte trovo sexy le gambe dei tavoli

Potrei tenere il mondo in una mano, ma son pigro

Mi sento Pino, ma voi mi chiamate Abete

Aver paura dei 19, rassicurarsi coi 63

È solo che… mi manca me stesso.

Nuovo inizio



Boom

E io sparisco
Nel calore di una bomba
Coinvolto in una guerra
Non per mia scelta
Ma per scelta d’altri
Che la guerra cantano
E non vivono

Metto le ali e me ne torno a casa

Sogno N°1



In luoghi arcigni
Dove il grigio è eresia
Per una strada nera
Cammino,
Io,
Il viandante dei sogni
E intorno a me
Bianco purissimo
Senza orizzonti

Muovo i miei piedi
Leggeri
Lasciando dietro me
La scia del mio ieri
Finché il camminar mio
Non s’arresta
Di fronte alla molteplice scelta
Di fronte a quattro sentieri
E la mente si perde
Nella scelta complessa
Nell’ampia paura
Di perder sé stessa

Quattro vie
Di nera ghiaia
Quattro vie
Uguali in colore
Diversa è la meta
Diverso è il sapore
Quattro vie e altrettanti destini
Ma dai particolari non così affini

Piantato fermo
Ad indicar direzione
Un cartello ormai stinto
Non mostra fazione
È la prima via
Ormai perduta nel tempo
Traversata da tanti
Sola da chissà quanto

E un verso languido
Forse di fame
Raggiunge il mio udito
Vedo un guscio e le squame
È una tartaruga
Abbandonata dall’uomo
Che al sentiero secondo s’affaccia
Pian pian si avvicina
Ma non mi mostra la faccia

Il terzo sentiero
Forse il più tetro
Precipitato nel buio
Di un burrone assai scuro
Trema
Risvegliando nel cuore
L’uomo più oscuro
L’uomo più vero
E non posso far altro
Che osservarne il nero

L’ultima via
In sé la più bella
Strada nera soltanto
Strada nera novella
Che porta con sé
Gioia e tristezza
E un sentimento oscuro
Forse inquietudine
Forse incompletezza

Quattro vie
Quattro paure
E la mente insicura
Ormai si dispera
Ferma da ore
Nella paura più vera

Ma a un tratto
Essa s’accorge
D’una maestosa piramide
E svelta vi accorre

E i passi leggeri
La prima via scelgono
Dirigendosi
Verso quei bianchi mattoni
Ma dal bordo così oscuro
E lungo la via
Fiori
Arbusti
Piante
Monumenti
In un crescendo
Di maestosa potenza
In un crescendo
Di sublime bellezza
Nella metafora
Di una vita vissuta
Ormai spenta

Giunto alla piramide
Cercavo una porta
L’entrata di essa
Con curiosità distorta
E un infisso nero
Dalla maniglia dorata
In un mondo di luci ed ombre
La mia attenzione pescò
E come un pesce affamato
Mi gettai su di essa
L’aprii
E mi svegliai,

Sudato

Guardando l’orologio



Tic
Tac
Scorre il tempo
Solenne

Tic
Tac
La pesante lancetta
Vola
Nella mia testa

Tic
Tac
Martellate ritmiche
Nella mie orecchie
Sento il peso del tempo
Sento l’angoscia dell’uomo
Sento il dolore del presente
La paura del futuro
L’abbraccio dolce del passato
Tic
Tac

E tutto questo
Un minuto fa