M.74

 



Quello che non lascia il vento.
Io l’ho raccolto
sui marmi dov’è
del tempo traccia,
cavi e sbiaditi segni.
Abrasa dal freddo
al crepuscolo apro la mano
là dove il calore si fa tenebra
e l’illusione si svela per qual era:
Senza peso nè colore, è
il tuo sentimento
leggero, sostanza delle nuvole.
Quello che non lascia il vento.

 



Tre di notte.
Nella piazza romita
assaporo le botte
di un amore deluso,
un cuore solo rimane
sull’asfalto che riluce.

In un’illune inumidita
mattina settembrina
ho disegnato solo due righe:
dentro è atro
il mio cuore carminio.

Nebbia sfuma ormai l’ardore
feroce dei corpi sudati
e l’amore.

Dentro le tasche stringo
polpastrelli insanguinati
e quanti calpestano la strada
non sanno che sono stato io.