M.97

 

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Fossi stata Pasolini
ci avrei messo, avrei messo noi
in una pozzanghera grigia
in una strada che suda
in un bicchiere di vino acido
abbracciati come Schiele a Roma sud

ci avrei messo, avrei messo noi
nel mare sporco di sentimenti
sulla sabbia bagnata di sangue
contro un muro bianco (disturbante)
abbracciati come Schiele ad Ostia

Fossi stata Pasolini

Invece io sono solo io
e ci metto, metto noi
nella pasta scotta
in mezzo alle tue dita che non hanno conosciuto           tenerezza
nelle luci colorate minuscole della mia stanza
abbracciati come Schiele a Trieste

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ai baci che mi hai dato

convinto che io stessi dormendo

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Dove voi sputate odio

Io respiro Poesia

A Chiara, da sempre. A Mariapia, al suo cuore troppo grande per essere nascosto. Ad Annalaura, che sorride coi pugni chiusi.



Non basteranno certo mille chilometri per fermare questo amore. E per amore sapete che intendo

la passione, quella che ustiona, inscindibile dalla

sofferenza, quella che fa sanguinare e ti rendi conto che sei vivo.

 

Voi lo sapete che io sono un casino, sono uno scoppio, un’eruzione e non so gestirmi. E voi invece ci siete riuscite, con tempi e modalità ognuna differenti. Voi lo sapete perché sto partendo, voi conoscete il perché profondo. E io mi abbandono completamente e vi affido questo perché, ad occhi chiusi, con la stessa fiducia solida con cui in questi anni vi ho affidato le mie debolezze. E voi siete state quanto di più solido un mucchietto di sabbia possa desiderare di essere.

 

Vivetevi. Non smettete di vivervi.

Io non voglio prendermi per il culo da sola e dirmi che tutto continuerà e sarà come stare qui come stare a casa e stare sempre con voi e niente cambierà.

Ma voi non smettete di vivervi. Avete qualcosa di prezioso tra le dita e di raro e non smettete di viverlo. Pia, continua ad incazzarti abbestia con Chiara quando sparisce per un po’, e continua a non saperle muovere nessun rimprovero quando la vedi, perché è il cuore tuo e non vuoi farle più male di quello che senti già. Chiara, continua a cercarci con i tuoi occhi fermi e i polmoni che tremano quando proprio non riesci più a non farti sbattere sugli scogli dalla corrente: non sarai sola mai. Anna, ho appena ascoltato una tua nota audio in cui dici di non sapere cosa indossare il primo giorno di università : continua a mandarle, continueremo a pensare che tu sia bellissima.

 

Vi lascio col cuore indurito e freddo. Vi prometto che lavorerò su me stessa affinché possiamo ritrovarci morbide e tiepide.

 

Vi amo sinceramente e profondamente.

 

La vostra comunistadimmerda.

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ho comprato la moleskine rossa quella che dicevi sempre di volermi regalare e non lo hai mai fatto

 

perché ti piaceva il mio scrivere gli appuntamenti sui biglietti dei musei – dei treni quelli che avremmo dovuto vivere – perdere insieme ma che ho sempre vissuto – perso solo con me

perché ti piaceva il mio scrivere gli appuntamenti sui biglietti dei musei – dei treni dicevi    dicevi e non sentivi

era un periodo strano non sentivo nulla – dicevi e io ho aspettato la mia moleskine rossa mentre tu ignoravi le mie poesie

- la mia poesia la ignoravi così ho creduto di non averne più

 

ma io sono piena di poesia sono materia di poesia sono carne e ossa di poesia sono cheratina di poesia e poesia e poesia – tu sapevi solo risolvere equazioni

e non ti sei risolto

e mentirei se dicessi che io mi sono risolta – lo sai che sono brava a dire bugie anzi non lo sai perché bugie – a te non ne ho dette mai      lo sai che sono brava a dire bugie anzi non lo sai ma stavolta non mento e dico : mentirei se dicessi che io mi sono risolta

 

io resto irrisolta e in più ho una moleskine rossa sulla prima pagina ho graffiato: ARTE AMORE RIVOLUZIONE

rivoluzione: moto di un corpo celeste rispetto ad un punto materiale che rappresenta il centro o un fuoco della traiettoria del moto – in più ho una moleskine rossa, un’equazione irrisolta, una x non trovata e non sapere

cosa chi

sei

tu (a me)

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Volevo scriverti

ma non ero abbastanza ubriaca

Allora ti ho attacchinato una poesia sotto casa

 

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Goethe non lo sa

che Ottilia non si specchia più :

Mehr N(L)icht

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E ti vengo a cercare

E neanche lo so

E neanche lo sento

E il cellulare mi si è già spento

E non ha più nulla da raccontare.

 

 

E ti vengo a cercare

E sono seduta sullo stesso muretto

A gambe incrociate

dita intrecciate

arterie inchiodate

A inghiottire una storia

che non  esiste

che storia non è

è

piuttosto

la geografia di me senza te.



io non

sono

la brezza soave che ti sfiora e ti fa respirare

 

io

sono

la terra nuda e calda in cui i tuoi piedi affondano e

tu

metti radici



Ci fai l’abitudine

 

O

 

Ci fai la lotta




All’alba

sempre resta:

sudore

lenzuola orfane

di Amore



Amor mio

questo sentimento

è il revolver di Verlaine



Propongo solennemente

una petizione

tra noi tutti

Poverisfigatiautocommiseranti

per farci risarcire

dallo Stato delle Cose

il 70% MINIMO

delle emozioni spese

per carburare auto rosse e claudicanti

per raggiungere

nel suo letto troppo pulito

nella notte troppo (s)porca

quella Testa di Cazzo

la cui sincerità tende allo zero Kelvin.

 

 



Io:

Cervello inaffidabile e

Amara poesia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tu:

Narciso

Persuasore.



HO FAME DI AMORE!



Ho scopato un altro:

Orgasmo col nome tuo



In noi

Ciò che più mi mancava:

io



L’amore per te

l’ho sepolto

nell’unico angolo

caldo

del mio cuore



Qui

Sul campo di battaglia

Siamo rimasti

Io

E

Le mie poesie

 



Coltivo

dentro di me

frutti che non mangerò.

Spargo

incenso dorato

su pareti di ruggine

molli e sanguigne.

Sono in rovina:

un tempio distrutto

nello zucchero

del marmo morto.

Un infedele

e

al culto della vita

non offro sacrifici

altri

se non il mio coraggio

immolato.