N.17

 



Quando me lo chiedono,
dico che eri un po’ psicolabile.

Non era certo questo il problema.
Lo sono anche io.
Lo siamo tutti.

Cos’è amore,
se non il trovare qualcuno
la cui psicosi
sia compatibile con la propria?

Breve storia triste di un amore altrettanto breve e abbastanza traumatico



Come avrei potuto dormire? Sentivo solo il mio orologio ticchettare velocemente, e il mio cuore seguirlo e l’angoscia e la voglia di piangere crescere. Ma cosa potevo fare, a parte guardarlo dormire?
Si gira e girandosi mi alza la testa e se la riposa sul petto, prima di riappoggiarsi al cuscino mi sfiora le labbra con un bacio. Dorme. Sente però che non sono tranquilla e in fondo non lo è neanche lui, ma è stanco e vuole solo far finta che sia per sempre, ancora per un po’. Anche quando suona la sveglia, fa finta che sia ancora un pochino per sempre, la spegniamo, parliamo. Mi abbraccia. Lo abbraccio. La luce filtra impaziente dalla finestra, non voglio vederla.

Dopo qualche ora mi guarda, mi cerca con le mani ma io non voglio che lo dica. Deve andare via e lentamente si alza, trascinandosi dietro le mie paure. lo saluto sulla porta e so che sarà l’ultimo bacio. So perfettamente che me lo ricorderò così. Mentre corro alla finestra per guardarlo salire in macchina portando con se i suoi pensieri.

lo guardo mentre sale e sta un po’ fermo davanti all’appartamento ad aspettare che sghiacci. Non ce la faccio, lo chiamo e gli dico di guardare alla finestra.

Restiamo cosi, a parlare guardandoci attraverso il vetro come in un film, ma qui non posso spegnere la tv e il dolore mi travolge.



Ti giuro che ho gridato per buttare fuori
tutto il male che mi hai messo dentro,

e che ho pianto per buttare fuori
tutto il pianto che mi hai messo dentro

e ti giuro,

ti giuro che ora finalmente
c’è un magnifico silenzio.



Nella penombra della camera,

i loro passi risuonarono leggeri.

lei accese lo stereo

e una musica dolcissima ebbe inizio.



Un battito di ciglia

diventa un infinito

momento di sogno

e

ti travolge

con quel suo minuscolo

secondo di buio.