N.09

 



Inferno d’inverno,

il flusso brucia come occhio senza ossigeno.

Una voce ulula fuori La porta,

indefinite parole

Che gridano sconfitta.

You lose Man, i win

Il fato bisbiglia e  tu muori.

Luci accese

flebili si consumano,

La stessa cera,  pesante grava sul corpo

Lo spirito vacilla e cade

Tonfo secco di montagna,

non lascia scampo.

Lo spirito lacera arde fino in fondo.

Are you so weak!?

Resiste,

cenere incandescente fonde lo stesso dolore,

Mantice mastica le assi del futuro

E sordo strozza quelle grida.

Fase afasica



Idee e progetti fissi nelle menti,

Lacerano la dialettica dei rapporti tra i viventi.

La sequenza lp del mio battito cessa all’iniziare del tuo.

Attaccato alla speranza di perdersi fuori dal tempo

determinato,

sogno il tempo in cui il tempo non è dato come dato.

Ma la cosa che non riuscirò mai a spiegare

È il perché io t’amo e t’ho amato

e tu non possa più amare.



stiamo respirando una magia



So look at  you,

so mercyful,

so focused on the immensity.

You look through the dark, trying to write your own story

without a pen.

With a broken pencil you lie,

lie to you, to your soul,

trying to overthrow your limits

without the right light.

So,

head on your arms,

fallow the path,

the eyes can’t help you.

The chest ‘s still breathing, the heart’s still beating, aren’t they?

let your chest breath the breeze of the ocean

let your heart pulse in the ground like an earthquake.

Without eyes you can better see

cause you path is signed inside you

mirroring into the leaves of autumn.

 

soffitto



La balena si tuffa nel bianco,

Ciuffi di vento come puntini nel cielo,

Scogli da superare,

Oltre la lama dell’orizzonte,

Una luminosa luna

Lancia scaglie di astratto

Verso menti abituate al buio



Guardo indietro nei miei ricordi,

Fantasmi felici,

Poche teste bianche, tanti sorrisi.

Corro, per ciò che ero,

Per ciò che forse ancora sono.

Occhi illuminati, vestiti sporchi.

Skippo ancora indietro,

Pochi e confusi

I nembi di gioia,

Come neve nebbia in faccia.

Se potessi tornerei indietro,

Per crederci più di adesso.

per poter dire “guardami! Io ci sono e ci sarò! Qui, adesso, per sempre”.

Vorrei tornare indietro,

Solo per un istante,

Per sussurarmi nelle orecchie ” ricordati di non guardarti mai indietro”.



El cielo esta’ oprimido,

Ni una hoja se mueve

Un rayo de luna penetra las nubes y

Va ocupando el lugar de la luz de una ventana,

de la casa al otro lado.

Ojala’ hubiese una manera para penetrar esa ventana y ver si al otro lado haya alguien

Como mi,

Escuchando jazz, andando lento para no hacer ruido,

solamente el rio que camina

Camina camina,

Y me acuerda que estoy viviendo,

El y la ventana,

Los únicos que viven en esta noche de fantasmas

MeeTe



Una strada bucherellata scorre lungo il mio naso,

la più facile vena per il divertimento.

Difficile capirne i segreti,

celati per sorrisi intraducibili

Incomprensibili volti.

Ma Buttati che mi butto con te,

pensa alle piume scure,

ai futili viaggi in auto,

pensa alla tequila e

alla sabbia che stringe le parole,

pensa al caldo che ti nega il sonno.

Ora guarda tutto il resto,

miraggio, globulo invisibile che cela strumenti infernali.

Guardami in faccia e parlami di me,

Dammi del folle o del molle

Ma dammi la ragione di esplodere in un sogno,

un raggio di luce,

l’incontro di due stelle nel firmamento.

insonnia



Sono io che ascolto il silenzio, o il silenzio che ascolta me?

Mentre il tempo sembra rallentare

i pensieri mi squarciano il cranio come lampi,

con gli occhi verso un cielo ostile,

malvagia tenebra riflessa nei miei pensieri.

Aspetto forse un’illuminazione, una luce in fondo al cielo,

la cerco e mi sembra di vederla

laggiù come finestrella del villaggio.

Potrei esserci solo io al mondo adesso,

Immobile muto rivolto verso il buio,

in cerca di un muro che si possa scalfire.

primavera



é il grillo,

timido esce dalla tana e spande il suo suono fin dove può,

primavera son gli uccelli che con volontà naturale svegliano l’uomo all’alba .

Sento crescere l’erba sotto la mia schiena,

cresce e diventa cosa mia, s’infila nella mia pelle al ritmo fomentato dai grilli.

I ciuffi di cotone nel cielo danzano,

sazi e stanchi, minacciosi e incapaci.

Ora i grilli non li sento più,

é come se avessero fatto la tana nella mia testa, abbeverandosi della mia fronte sudata, ospiti di una reliquia abbandonata all’eternità. Dentro di essa il tempo e lo spazio non sono,

ma solo sbocciare di arcobaleno.



Pattino sul mondo,

mi sembra di non appartenergli,

mi abbraccia un calore d’inferno che soffoca, stritola e arde.

Il mondo uno spettacolo e io spettatore,

voce fuori dalla scena.

sul treno



La vista danza,

Riflessi da ogni dove la sfiorano,

la ingabbiano,

inalandoti di profumi e facendoti rabbrividire dal tatto colle foglie.

 

L’aria condivide i colori,

Turbine immenso come tavolozza

che il pittore pinge al suo manifestarsi

 

Corre, ballerina

Nuda si veste nel percorso

Il suo vestito é quel che incontra

nel paesaggio e nei ricordi apparsi.

 

Nuda e infreddolita,

stanca ma avida

allora la luce si spegne

candela si scioglie.

 

Nelle ombre del sogno ora splende,

e smonta il dipinto in istantanee visioni.



Accetta che il tempo passi,

che le onde della notte ti cullino fino all’alba,

accogli l’epifania che sorprende nel sonno poi,

lasciala scappare via.

Sei tu il nocchiere notturno ,

i tuoi occhi senza palpebre brillano nel buio

fari impazziti nella pioggia del caos,

lascia che ti guidino fino allo splendere del primo sole.

la mia città



Il fiume porta con sè l’essenza del sigaro,

della marmellata fatta in casa.

Nuovamente colpito dalla presenza di vita

e punto da spilli di rigogliosità.

Appare tutto soavemente defunto,

come immortalato nell’istante più divino

seppur così tragico.

Mi ritrovo immerso in un giocoso funerale,

e la strada verso casa uno strascichio di piedi sull’asfalto abbandonato alla pioggia



Sorridimi, ti prego.

fallo ancora, non smettere!

Non guardarmi così,

sai che è passato, quello sguardo.

sai che è peccato, quello sguardo.

No no, non smettere di sorridere!

tu non lo sai, ma il tempo si è fermato,

non c’è passato o futuro adesso.

Vorrei perdermi in quel sorriso qui, ora,

dove il tempo non c’è.

Vorrei ricordarmi i tuoi occhi quando i secondi torneranno a scorrere.

la piazza



Danza tutta la piazza,

le bottiglie rovesciate

lasciano stillare l’ultima goccia di risa,

acrobazie e silenzi sputati al vento.

La notte della città ci chiama,

e il buio si fa più buio sotto i lampioni,

la quiete ci intima di non pensare,

ci spinge a far vibrare le anime in un istante.

Passi affrettati e freddi,

mano nella mano, tra di noi un vuoto

che più colmo non poteva essere.

papà



Insegnami ancora,

Insegnami a vivere, come la sai tu,

come l’hai sempre saputa.

L’amara eredità può spaventare, ma il sangue,

lo stesso sangue che scorre nelle mie vene é tuo.

Lascia stare le sciocchezze

la violenza, il dolore, la tristezza.

Mostrami quegli attimi di contatto, voglio vederli riflessi nelle tue mani, nelle mie.

Mostrami la fierezza, mostrami la durezza, mostrami il riso e la noia.

Fallo ancora, non smettere,

e della vita lasciami la libertà,

di vivere lontano

ma sempre e infinitamente vicino

al tuo riflesso.

città



Luci all’orizzonte,

Il dramma si estende per miglia,

Si confonde col cielo, e i palazzi sfumano all’ombra delle montagne.

Il sole fa di nuovo il suo corso,

Ma lo spirito senza pace non ne vuole sapere, vaga con la mente nei paesi più lontani,

Per mondi mai esistiti o estinti.

Sento l’aria di neve,

con sè c’è odore di pino e malinconia,

Il bambino di prima sta sussurrando nelle orecchie dell’uomo frasi felici,

Vaga nel futuro con le certezza del candido e infinito bianco…

Alzo lo sguardo e il cielo si oscura, un nugolo di fumo sale da una ciminiera,

Il bambino non c’è più, se n’è andato

e  con sé la neve dell’infanzia.



Sono ombra,

Sono specchio lungo la via,

Sono vento,

Vieni via con me, sulle onde dell’intangibile,

Finché non riuscirai a scoprirmi potrai tenermi con te.

Non aver paura, io sono te senza che tu te ne accorga,

Mi puoi scorgere ovunque,

nel tempo, nella natura attorno a te.

Innamorati di me, innamorati della vita

e non  dovrai aver più paura di nessuno.

Lei



Così bella, cosi decandente
Come la luce nell’abisso.
Un rosso fiammante avvolge i tuoi passi
Mi guardi
con occhi affamati
come un leopardo
Vivi la vita cosi com’è
I tuoi passi indugiano sulla fune della vita
E le palpebre, ali di farfalla
Celano il mistero della bellezza



Ciniche luci,
Spargono silenzi,
Immacolati di rugiada .
Lungo il raggiante raggio di stella,
Afferra la luce
E la trae a se,
Morbida gli infonde calore
Freddo calore degli astri,
Desiderio già dimenticato.
Lungo il raggio della notte,
Scorre il pensiero,
Di un uomo che fugge la luce,
In cerca di un’ombra insoddisfatta.



Far away

From my home,

She saw the moon,

She saw the light of a lamp in the sky.

Far away,

From my mind,

I saw a light in my heart.

And we saw,

Far away from us,

A fusion of we,

In the dusk of the night,

In the warm of the heart,

In the kiss of two clouds.

fratelli



corrono ricordi nella testa,

momenti che passano veloci,

fuggono l’alternarsi della vita.

lenti passano i secondi sulle nostre pelli dorate,

quel sole accecante d’amore

rende vivo l’istante,

e le onde alte come le nuvole

s’infrangono sul passato.

Il rumore,dolore soffoca i battiti,

il respiro si specchia nei volti amici,

e l’orma sulla sabbia si perde nell’abisso

lacrime sulle nostre labbra.

La finestra



guardare il nulla,

proiettare noi stessi sull’orizzonte

a cercare il futuro,

a sondare l’esistenza,

a mettere una piccola parte di noi

in tutte le parti dell’universo.



mi piace girarmi di lato quando leggo,

dall’altro lato tutto mi pare meglio,

mi fingo lettore,scrittore,letterato!

Mi volgo da lato

per scorgere quel che non voglio essere,

quel che fingo,

quel che non sono.



Nel buio,

al di là del muro,

mostra i suoi occhi, come delle stelle.

Ti offre il paradiso,

quegli occhi brillano,

e tu immagini la meraviglia

vuoi vivere la meraviglia.

Il polo magnetico ti sfiora,

e non percepisci il vuoto, e la paura di cadere

sotto

sotto la splendida maschera della regina,

oltre i suoi diamanti,

non c’è che il buio,

l’accecante buio dell’attrazione.



l’attimo in cui bruci,

quel momento di irresistibile agonia,

indispensabile necessità d’infliggere del male a te stesso,

un brivido di consapevolezza palpita nell’aria.

Il fumo cerebrale offusca i pensieri

rendendoli più nitidi,

mentre il fluido oscuro corre viscido assimilato al sangue.

Quell’attimo

estremamente vivo

nasce e muore, lasciandosi dietro

la coscienza della mortalità.



I fragili pensieri si fanno vivi,

i rami dalle mani s’intrecciano tra noi.

Vivo nell’incresparsi dei tuoi occhi,

è un vento che s’innalza forte nel petto    la foglia trema.

Follia d’amore.

Vivo nell’incresparsi dei tuoi occhi e  mi perdo tra le tue montagne mentre,

accarezzando la sabbia sul tuo capo,

scalo le rosse nuvole.

Assaggiando l’infinito vinciamo sulla notte,

e diventa tutto melodia.