N.14

 

O dio



Scorre al lume lasso
breve pioggia di grafite,
greve sabbia di una spiaggia con dune ormai appiattite,
Beve gretti fumi su vuote note del Caribe e
n’esce tasso dall’inferno ove è vite

Luce,
riga sullo scuro muro, loco di fogli e carte,
Albe nere inondano i miei carmi
Fiamma, vesti di fuoco i canti di Marte,
Inombrano quanto siano sciape le vere carni
Accogli i resti di chi ancora grida roco dall’altra parte

θ ι



Ti odierò con tutto l’amore che ho

Falso quadrato



Mi stupisco quando, nel mio sguardo splendente di te,
ti dicon fosfene
Solo ora finalmente capisco perché
di notte muoion falene

A. (Acheronte)



Tu di’ che sto tornando,
quando vedrai il mio corpo sfinito lasciare quella sponda ondeggiando
Tu di’ che sto tornando,
quando mi confonderai dolorante fra le acque
Tu di’ che sto tornando,
quando dopo il buio verrà un altro sole
Tu di’ che sto tornando,
se la luce segnerà ombre nelle parole
Tu di’ che sto tornando,
se poi la voce più importante fu quella che tacque
Di’ che sto tornando, che sto tornando,
se ancora non avrai capito in quale direzione io stia andando

Fuoco di carta



Hai mai provato a dare fuoco ad un foglio?

Anche quando la fiamma sparisce, lui continua a bruciare
E quella sottile linea vermiglia,brillante ma languida
Lo consuma, lo annerisce, lo tramuta in cenere
Ecco, la cenere
Perché sebbene lo distrugga,
Quel rivolo incandescente lo rende libero
Libero di librarsi,
Libero di perdersi nell’aria

Quindi non chiederti perché io pianga, anche se non voglio
Chiediti se sei fiamma, perché io sono foglio



Leggimi

Strappami

Tienimi

Amami

Odiami

Disperati

Gioisci

Fai di me quello che vuoi,

in ogni caso lo farai vivendo.