N.15

 



La parola come massa lacrimale
volume esteso di un fallout o di una ricaduta,
altresì percepita come precipitazione catodica
…………………………….. o sedimento;

come flash / fiamma / appianamento / elettrolisi
che desiste alla foto-effervescenza
(la parola come abbandono della luce per la luce
 …………………………..- come supernova)

la sillaba come vasca vuota, come
bisturi che scava, come ginocchio fracassato
madre acerba, pianta cruda – che l’atomo del sintagma
lo sento muovere in me come un parassita
non volto alla tortura ma all’espansione
come fossero radici riproposte all’infinito.
la parola come sanatoria
, che mi nasconde e che mi tiene in vita.

microboh



.io microsono
   [ micro (anatomicamente – ecco)
e mi gratto sparecchiando l’universo.



« Nonno, tra il rosso e il blu, qual è il tuo colore preferito? »
« Intendi, piccolo mio, tra tutti i colori compresi nell’intervallo? »
« Cos’è un intervallo nonno? »
« È come dire qual è la cosa che preferisci tra tutte le cose che si trovano dal pavimento fino al soffitto. »
« E qual è la tua cosa preferita, allora? »

 

Il vecchio medita, si gratta le mani.

 

« L’inappartenza. »

 

Il bambino si volta, distratto da un suono remoto e sordo. Poi lento ricollega, si riassesta. Inclina la testa, sbarra gli occhi, stringe i pugni.

 

« Nonno, che cos’è l’inappartenenza? »

 

La sagoma incurvata d’improvviso, come prosciugata, si ammutolisce – e la stanza rimane priva di colore.