N.18

 

Fango antico



Detengo, lontani  dalla luce
Nel punto più lontano dal giorno
Del mio orrido di rimuginazioni
I frammenti, come schegge di metallo prezioso
Di ciò che, caduco e inutile,
Ho piantato nella melma profumata
Che riempie il fondale  del pozzo che è  l’anima mia.
Imprimendovi i palmi
capita che a un giorno senza amore,
uno come tanti
si  appiccichino le nervature del marmo
che crescono sul suolo della basilica
Capita che si appiccichi  il profumo del caffè ,
stampato sui polpastrelli
A ricordarmi  che è mattina
A ricordarmi
Che vivere è scegliere
Tra le scelte
Il mio miglior vestito