N.21

 

Il mio universo



Fra milioni di corpi celesti
ed esplosioni interstellari
i miei occhi guarderanno sempre
la stella che ti ospita.
Poiché tu,
polvere di stelle,
figlia della notte
e dell’aurora boreale,
brilli di luce propria.

E non è un caso se,
bella come una cometa
e luminosa
come un tramonto estivo,
desti l’invidia di quei
dei, che diedero i nomi
agli astri:
mere cornici
allo splendore del tuo essere.

A Francesca



Non i ruggiti del mare

né l’impetuoso vento,

sotto Orione,

o Ermione,

ci proibirono

di fonderci.

 

Una metamorfosi

nell’oscurità.

 

Sul molo

lì dove,

come noi,

pioggia e mare

divenivano

un tutt’uno.

 

Ed il deserto

fu folla.

Il buio

fu luce.

Il freddo

fu inerte.

 

L’argentea

catartica

pioggia

si spense.

 

La fiamma,

prima viva,

arse,

e divenne incendio.