N.21

 

Solitaria morte



Cara,

i fiotti di lacrime

che hai visto venir giù

non eran debolezza

o dolore.

 

Eri tu,

suicida,

che sciogliendoti

gocciolavi via per sempre

dal mio cuore.

Metamorfosi a Pizzo Calabro



Non i ruggiti del mare

né l’impetuoso vento,

sotto Orione,

o Ermione,

ci proibirono

di fonderci.

 

Una metamorfosi

nell’oscurità.

 

Sul molo

lì dove,

come noi,

pioggia e mare

divenivano

un tutt’uno.

 

Ed il deserto

fu folla.

Il buio

fu luce.

Il freddo

fu inerte.

 

L’argentea

catartica

pioggia

si spense.

 

La fiamma,

prima viva,

arse,

e divenne incendio.