N.23

 



Capita
delle volte
che mi taglio
la vena artistica
per far uscire me stesso.



D’improvviso trasalii:
le anime che stanno bene insieme
dovrebbero riuscir a star bene anche da sole
così che il rapportarsi
non sia soddisfacimento di un bisogno
ma un piacere.



Mio nonno diceva

E già che siamo al mondo

di questa bottiglia vediamone il fondo.



Anche le più orribili prospettive hanno un punto di fuga.



Tutto è più semplice
con le tue mani
sulle mie smanie.



Ho aperto le persiane al solstizio d’inverno
che le poche ore di luce che dona
non volevo assolutamente sprecarle.
Poi ho richiuso tutto
che tanto in mano tengo un bastone bianco.
E del tepore sulla pelle
ne farò a meno.



Cerchiamo l’amore
come quando
aprendo il frigo
non ci ricordiamo
cosa dovevamo prendere
finché non lo vediamo.

 

 

Il tiramisù



Gente
ho scoperto casualmente
l’altro giorno
all’obitorio
che la vita
è morte fresca
come il morto
ancora caldo.
Onoriamola quindi
in questo grande funerale!
Celebriamola, che sia
rito di passaggio
o tortura medievale!
Tanto alla fine di questa processione
tra chi sfila sopra un carro
e chi in spalla c’ha una croce
non c’è mica distinzione!



 

Me ne sono andando.

Perso, ho consultato il navigatore.

Una voce mi ha detto:

Appena possibile,

fare inversione e tornare indietro

tra le tue braccia

perché

la via                                                                di fuga

che cerco

sei tu.



 

Il cuore conduce
io mi fido sempre di quello che dice
ma ora sono in un vicolo cieco.
E fa male.

-Qualcuno conosce un modo per aggiustare il mio navigatore rotto?

-Non è rotto, è che c’è da fare l’aggiornamento perché la viabilità cambia continuamente!

Ma che me ne frega
della viabilità
quando cammino!

Ma che me ne frega
dell’abilità nell’andarmene via
quando amo!

Solo
rivoglio la bussola
che l’amore m’ha disperso.
Ma anche no
perché per orientarmi ora
mi bastano le stelle
nei tuoi occhi.

La notte di San Lorenzo



Se ci è concesso

chiamare stella

il bagliore

di una pietra

che si disintegra

mi concedo

e chiamo

Noi

Desiderio.

Quando la poesia viene sui muri



 

Quando la poesia viene sui muri
non c’è protezione che tenga

Quando la poesia viene sui muri
non c’è contracettivo che faccia effetto

Quando la poesia viene sui muri
non c’è periodo più o meno fertile.

 

Quando la poesia viene sui muri
ci sarà sempre una concezione
non immacolata
perché ogni volta
verrà fatto l’Amore.

 

 

PS:
 Questi versi erano solo un mio schizzo veloce 
 ora che li hai letti sono poesia.
 Da un orgasmo 
 la vita.

 



Oh Musa che ora incontro a me avanzi
chissà se mi perdonerai
quando una volta dinnanzi
di me nient’altro troverai
che dei putridi avanzi

Tu che credendo di trovar la vita
hai profanato la mia tomba socchiusa
di nero vestita
Ohh Musa
mi spiace dirtelo,
sei stata un’illusa!

Scusami Musa…
Scusami! Scusami se ti ho delusa!
Scusami per questo lutto
ma sappi che
tranne un’intrusa
sei stata tutto.

Tu,
unica certezza,
ti prego perdonami
per questa mia
estrema
dissolutezza
Tu,
unica salvezza,
ti prego perdonami
se son morto
senza
la tua carezza.



Vagavo innocente
quando d’improvviso la nebbia
coprente m’avvolse
E allora
senza veder l’intorno
a guardarmi dentro fui costretto
ma vidi lo stesso
vapore freddo.

E’ venuta la pioggia ad asfaltarmi.
Mi sto cercando nelle pozzanghere.
Spero di trovarti lì.



Ed anche se siamo lontani
astri allineati
in questa nostra straziante
eclissi perenne
io sento sempre su di me
la tua ombra.



Concime, rude che non tutti riescono ad apprezzarlo.
Però ha un sacco di elementi nutritivi che pian piano rilascia nel terreno alle piante che vogliono usufruirne.
Insomma, lui è un pezzo di merda.
Viaggia molto dentro prima di riuscire ad incontrarsi con quello che lo aspetta fuori.
Per poi rivelarsi solo uno stronzo.
C’è chi nonostante tutto preferisce il letame ai fertilizzanti chimici?

 



Per loro provo nient’altro che livore
drogati dal mondo dell’apparenza
hanno strappato il ​​mio fiore
come farò ora io senza…
Poiché è bello e profumato
a mollo nell’acqua di un vaso finito
ahimè non è con me nel prato
come natura ha proferito.
E anche se so che il lor vezzo soddisfa
o magari per l’animo gli è di conforto
nei loro confronti io sono egoista
non lo faccio né per la sposa né per il morto.
Ebbene si, fatevene una ragione!
Munito l’ho con fragranza e bell’aspetto
solo per attirare il giallo e nero insetto!
Con che vanità estrema
io sbocciai il mio emblema
che non racchiude nei petali un linguaggio
ma solo il polline per il mio viaggio!



Prima che ti avventi
ascolta i venti
consulta i passati eventi
e nel cavalcare le onde soventi
fai sempre attenzione a ciò che diventi

Tributo ai guerrieri della Terra



 -Non lo sopporto! Sono allergico a lui! Che sia maledetto!
 -Perché mai ci infastidisce disperdendo le sue origini in questo modo!?
 -Ahh lascia stare, è solo un infantile dispettoso!


Odiati
senza esser stati invitati
i suoi batuffoli
in dimore altrui
si intrufolano
come a voler cercare nella polvere un supporto.
Il pioppo è triste
nessuno comprende il suo ambizioso obbiettivo
non è dispettoso
solo ingenuo
a pensare
che il suo cotone possa medicare
le ferite inflitte
alla Terra afflitta
prima di scoprarire
una volta bagnato dalle lacrime del disperato cielo.



Perdonami se abnego la tua esistenza,
è che non mi capacito
di come sia possibile
se ti ho dentro
che tu possa essere altrove fuori.



Come il mare
che solamente congelandosi tutto
riuscirebbe a non star più in balia
della luna e delle onde
solo al mio divenir freddo
potrò abbandonare
l’alternarsi delle logoranti
maree di meri umori
ed il continuo ripetersi di acqua salata
che tenta di tener bagnate le spiagge guance.



Imitando le piante stetti fermo
come loro dispersi me stesso
t/dormentandomi in un seme ermo.

Incurante del mio valore lo racchiusi in una pigna e lo gettai al di sotto …
Forte del mio volere lo munì di eliche e lo feci volare!
(sempre nella landa realtà ricadde)
Nascosi il mio essere dentro scrigni di frutta;
coloro che si deliziarono il palato andarono a cagare altrove.
(stare nella merda aiuta a crescere!)
Ricoprì di uncini l’esterno involucro che ognuno di noi ha;
con che naturalezza la mia natura si aggrappò al vello del passante ignaro.
(nessuno trattenne l’andare)
Lasciai missive dentro noci a galleggiare sul mare in tempesta;
chissà su che rive rivarono confidando solo nelle invisibili correnti.
(erano richieste d’aiuto!)

Imitai le piante perché l’uomo è tremendo
e di lui non ebbi mai grande stima,
sperimentai tante altre bizzarrie dicendo:
Come possiamo trovare noi stessi se non ci disperdiamo prima!

 

Un giorno dalle formiche venni sepolto
si cibarono solamente dell’elaiosoma presenza
chissà se un giorno sarei risorto
ma intanto alla terra lasciai la mia a/essenza.

 

 

 << Non ho capito... >> borbottò pensieroso. 
 Senza accorgermi che non aveva mica finito di parlare, subito mi affrettai a consolarlo: 
 << E' normale, le poesie sono cose da grandi. >> 
 Lo vidi accennare un leggero broncio. 
 Ed io che credevo di saperci fare con i bambini... 
 Dopo un imbarazzante attimo di silenzio, dato che non avrebbe mai rinunciato ad una domanda che voleva fare, 
 imperterrito continuò da dove lo avevo interrotto: 
 << Era un sogno brutto o un sogno bello? >> 
 Si accorse subito della mia perplessità e proseguì con quella sua voce pura: 
 << Se ti sei addormentato in un seme, allora tutta questa storia è che stavi sognando, no? >>
 Lo disse timidamente ma come se fosse la cosa più ovvia del mondo.