N.23

 

Collezionista di farfalle



In un perpetuo stato di crisalide

se un giorno mi libererò dal bozzolo

che mi sono creato

senza nemmeno accorgermene

vivrò la fugace esistenza

soltanto con la speranza che tu

prima del mio ultimo respiro

delicatamente mi raccolga

per conservarmi in un feretro di vetro

dove potrò offrirti in eterno

la versione migliore di me.



Amore mio
volevo solamente dirti
che ora, con te
ho finalmente trovato la ragione.
Desistere.

Né per la sposa, né per il morto



Per loro provo solo livore
drogati dal mondo dell’apparenza
hanno strappato il mio bel fiore
con quanta ignoranza, con quanta insolenza.

Ahimè non è più con me nel prato
come natura ha proferito
perfetto gli sarà sembrato
a mollo nel’acqua di un vaso è finito.

Ed anche se so che il lor vezzo soddisfa
o magari per l’animo gli è di conforto
il mio non e mica un dono altruista
né per la sposa né per il morto.

Ricordo ancora quando sbocciai il mio emblema
munito con fragranza e bell’aspetto
non di certo per una mia vanità estrema
ma per sedurre solo qualche insetto.

E agli idioti che credono ci sia un linguaggio
racchiuso in quei petali di cui ora ho nostalgia
come vendetta al subito oltraggio
polline mio, darai allergia.

 



Mentre ti muovi sinuosa
oh mia bellissima Regina
su questa grande scacchiera
io ad ogni passo inciampo.

 

Frasassi



Se un giorno qualcuno
magari per puro caso, dovesse
da una sospetta corrente d’aria fredda
scoprire un profondo abisso
e calarsi emozionato nelle recondità mie
con una lampada ad acetilene
vedrebbe come lo stillicidio dell’illusione
crea, ancora e sempre
nei miei erosi vuoti
concrezioni
che nell’incanto
ti somigliano.

Rifiuto speciale



T’ho donato il mio cuore
e come immaginavo
l’hai gettato
facendolo a pezzi
nel secchio
quello grigio
dell’indifferenza
ma è stato tutto vano
perché infondo
non è diminuito l’impatto
che hai su di me
e il mio dolore non è divenuto
più sostenibile.
Chiuso sotto metri di terra
in una discarica
c’è un rifiuto speciale
che non può essere smaltito
derivante da un’amore
che nemmeno col tempo
riesce a deteriorarsi.



Tra i miei più bei trascorsi

il momento in cui ti scorsi.



Mio nonno diceva:

E già che siamo al mondo

di questa bottiglia vediamone il fondo.



Tutto è più semplice
con le tue mani
sulle mie smanie.

Tiramisù



Cerchiamo l’amore
come quando
aprendo il frigo
non ci ricordiamo
cosa dovevamo prendere
finché non lo vediamo.

10 agosto



Se ci è concesso

chiamare stella

il bagliore

di una pietra

che si disintegra

mi concedo 

e chiamo 

Noi

Desiderio.

Quando la poesia viene sui muri



Quando la poesia viene sui muri
non c’è protezione che tenga

Quando la poesia viene sui muri
non c’è contracettivo che faccia effetto

Quando la poesia viene sui muri
non c’è periodo più o meno fertile.



Ed anche se siamo lontani
astri allineati
in questa nostra straziante
eclissi perenne
io sento sempre su di me
la tua ombra.



Perdonami se abnego la tua esistenza
è che non riesco a capacitarmi
di come sia possibile
se ti ho dentro
che tu possa essere
anche altrove là fuori.



Come il mare che solamente congelandosi tutto  riuscirebbe a non star più in balia della luna e delle onde solo al mio divenir freddo si placherà l’instabilità delle logoranti maree di meri umori ed il continuo ripetersi di acqua salata che tenta di tener bagnate le spiagge guance.

Epitaffio



Scoprì posti che mai avrei pensato potessero esistere quando
ricoperto di uncini, cauto si aggrappò,
l’involucro della mia natura al vello del passante ignaro.

Stare nella merda mi aiutò a crescere quando
nascondendo la mia essenza in uno scrigno di frutta
coloro che si deliziarono il palato andarono poi a cagare altrove.

Sempre caddi nella landa realtà
sia quando, incurante,
gettai al di sotto il mio valore all’interno di una pigna,
sia quando, entusiasta,
munì il mio volere con eliche volte al volo.

In cambio dell’elaiosoma
qui giaccio oggi sepolto
e forse un giorno risorgerò.