N.31

 



Ancora non comprendo
il motivo nefasto per cui ci si ritrovi
attraverso dolorosi eccessi.

Denti digrignati recidono sempre taglienti
le parole che l’ego nega all’amore,
eppure non ci rassegniamo.

Amara è la condanna
di ricercare nel vuoto la pienezza,
nel tormento la felicità.

Calamite bagnate e arrugginite:
tu puoi allontanarle,
l’attrattività resta.



Amore nudo e crudo,
rifiutato,
amore crampo nello stomaco.

Amore di denti digrignati,
di visi bagnati, rigati,
di occhi spenti e consumati.

Amore insonne e divoratore affamato,
sbattuto alla porta
ed esiliato.

Amore di ferro e di fuoco,
arrugginito ma eterno,
ardente e mai spento.

Amore di brivido sospetto,
di necessario rispetto,
di sguardo nostalgico.

Amore trito e accanito,
infinito,
misterioso.

Amore ingannato e ingannatore,
tradito e traditore,
bugiardo e onesto.

Amore ritornato,
rinnovato,
speranzoso.

Tu sola



La tua bocca di vaniglia,
insaziabile bacio,
meta preferita di ogni desiderio.

Occhi laceranti,
venuti da viaggi lontani,
cambiano colore quando li guardo.

Le dita che dipingono,
danzando, si intrecciano nelle mie:
la stretta di una promessa.

Dualità indivisibile,
fugacemente contrastata,
lascia un vuoto.

Un’infelice coscienza sanguinante,
memore degli attimi di eterna felicità,
chiede perdono.