N.38

 

•Percezione imperfetta•



Cade la notte
si accendono i sogni
si spengono le speranze
e con loro i tuoi occhi
Si serrano le labbra
e si contorce il mio corpo
alla ricerca del tuo
che non è mai entrato in quel letto
e forse mai ci entrerà,
ma sarà sempre un emozione
percepire la mia metà.

•ASSIALE•



E mi ritrovo qui
dove sempre e solo io
sono capace di cacciarmi
Da un lato l’oscurità
che mi inghiotte
nelle sue disgrazie
o amorevoli illusioni
nelle quali adoro isolarmi
per specchiare e mettere a nudo
i miei pensieri
E dall’altro lato
attendo con speranza
che almeno uno
dei miei umili desideri si avveri
e non per merito del fato
o qualsiasi altro fottuto concetto astratto
che guida noi uomini
verso quell’ostinato
e difficile cammino
che ci conduce
all’eterna esasperazione
per non aver vissuto la vita
come volevamo
e per tutto quello che ci è stato sottratto.
Forse sarà accaduto
perché quello che stasera ho desiderato fortemente
e che desidererò domani,
è diverso da un piacere momentaneo
complice di molteplici
attenzioni, sguardi, parole..
È più un mio volere
così grande e divino
di dimostrare che posso dare tutto me stesso
ad una persona che ha sofferto
e provato sulla sua pelle
quello che ho provato io
Perché merita di essere capita.
Ma mentre verso inutile inchiostro
per dare sfogo ad sibilo di voce
che svanisce nella confusione quotidiana,
credo a stento
che la pure verità delle mie parole
possa avversarsi,
solo per quel contorto cliché della vita
dove due anime speciali
come noi
saranno destinate a vagare continuamente
in cerca di un ancora di salvataggio
che per quanto veritiera o valida
potrà sembrare
sarà sempre un illusione
fino a quando
uno dei due
non si sarà accorto
di aver avuto sempre
la sua ancora
al suo fianco
fin dal primo momento.
E ti dico la verità
vorrei esserti sempre vicino
per consolare
le tue lacrime versate e sprecate
e sopratutto
per moderare e contemplare
il battito accelerato del tuo cuore
che non si merita di vibrare alle delusioni
ma solo alle semplici emozioni
che ti vorrei dare.

27.07



Ipnotizzato l’ammiro
mi attrae
mi assorbe
diventiamo un’anima sola
cullata nella quieta di una notte di mezza estate
stornata dal frastuono del mare
e da quella mancanza
forse lontana
ma stravolgente e pungente
per qualsiasi uomo
ferito dal presente
E lei
con quel suo fascino rubato
per una notte mi chiama a se
per contemplare
da un punto lontano
da ogni essere umano
l’incombere delle intemperie
che penetrano il mio animo
e coprono la sua faccia
fino a svanirla.