N.38

 

27.07



Ipnotizzato l’ammiro
mi attrae
mi assorbe
diventiamo un’anima sola
cullata nella quieta di una notte di mezza estate
stornata dal frastuono del mare
e da quella mancanza
forse lontana
ma stravolgente e pungente
per qualsiasi uomo
ferito dal presente
E lei
con quel suo fascino rubato
per una notte mi chiama a se
per contemplare
da un punto lontano
da ogni essere umano
l’incombere delle intemperie
che penetrano il mio animo
e coprono la sua faccia
fino a svanirla.