N.41

 

Chansonge



Ora dimenticami.
Un giorno parlami.
Parlami quando non mi conoscerai
E chiedimi di come
Due mari si toccano ma non si mischiano

Dans ses mains tu t’écoules,
Ton rire doux avale la peur,
Partager des passions brûlantes
Dans des nuits sombres,
Et un souffle qui t’agite

Ora nascondimi.
Un giorno guardami.
Guardami quando il buio sarà denso
E chiedimi di come
Uno sguardo è un bacio voluto

Dans ses bras tu te perds,
Courant sur des rêves de Neptune,
Échapper à la douleur,
Dans des jours sombres,
Et un souffle qui m’agite

Ciao, sono la tua parentesi



Quando mi vedi, sorrido

E quando sei lontana, diventi lacrime

Perché cammino all’indietro

Sei la dissociazione dei miei pensieri,

Il passato da non toccare

E tutte le parole in poesia, perse

Maturo



Rimarrai in lettere
pensieri
note
dettagli
quanto vorrai

Catene



Ho scoperto che è possibile
cancellare la memoria,
cancellare quello che mi fa soffrire.
Perché non dovrei farlo?
Sarebbe molto più semplice,
un colpo deciso per liberarmi
dalla nostalgia che uccide.
Ma come rifarei
consapevolmente
gli stessi errori?

Contemporaneo



Il quadrato disegnato da un compasso
Il mondo colato in un tombino
L’intreccio di gonna e pantalone
Il viso rigato da colore
Il torso che diventa torsolo
La barca sul mare in un uovo
Morso, corso
stop

Mattanza



Nuotavo tranquilla, stronzo,
Nel mio mare
Prima che mi colpissi.
Te lo urlo quanto fa male
Ma forse non capisci.
Vendimi
E ti pagherai l’interprete.

Al buio



Sei qui al buio con me

È un sorriso nato con
dolcezza

È una lacrima senza
controllo

È un tu non detto
nella notte che scorre

Economia 2.0



Questo è il nostro investimento a immobilizzazione

e non voglio svalutarlo

Humains au feu



Il velo che copre

si scioglie e

libera, wow,

punte d’oro nel tuo riflesso

e il suono del nuovo

verso te,

noi.

Lettera



Non piangere più per colpa mia
Per la mia lingua dura
E le orecchie incotonate.
Non vedi che ho bisogno di te
Ma non te lo so dire?

Mi devi raggiungere,
Qualcosa si è rotto,
L’hai rotto tu
E non potrai più aggiustarlo
Perché, perché, per

Che fai nelle tue ciabatte
Sempre quelle, nere d’estate
E calde d’inverno? Mentre io
Ancora non imparo a scegliere
Il pigiama

Non mi guardare così
Cerco aiuto, guardo il vaso rotto
SÌ L’HO ROTTO IO e perdonami…
Ti voglio bene, ora lo so dire
Perché il vaso si è rotto

E ora tutto ha senso



GOCCE DI GOCCIOLATOIO

Intenso



Di nuovo capita

che io arrivo e tu

te ne vai.

Con un passo leggero.

E io, stupida, lo accetto

come ho accettato di andare oltre.

E oltre è sempre qui,

tra la tua nube

e la mia pioggia.

MEA CULPA



Hai ragione:
è colpa mia:
in un’altra vita ho affondato Atlantide

Risveglio



La luce

La cercavo col sole

Mai avevo pensato fosse più accecante

La notte



Non voglio svegliarmi, no,
ancora illudermi devo dell’unica
via di salvezza, nascosta.
Lampeggia negli occhi e mi acceca.
Questo il prezzo di Te:
mi pugnali con occhi lucidi
e io sorrido alla lama.

Non voglio più vedere, no,
quel mondo ingannatore, demone,
perverso, abitato da fedeli
seguaci. Copro gli occhi del nulla
e mi lascio andare, ora.

Miele



E come su questo bianco,
si incidono sul cuore parole
indelebili, simboli di gesti
inespressi e puri per coloro
che sanno capire.

Ebbrezza



Scusa, i tuoi occhi
Sai, scusa, il colore dei tuoi occhi
ma…continua e…
senti, prova questo profumo, il mio
è aspro ma il dolce mi piace e
il tuo, è dolce
ma ti piace aspro.

Sogno di te



Perché anche al ballo
non è uguale.
Uno sguardo,
camminiamo.
Mangiatrice di tempo,
su per una collina,
io ti seguo.
Parli, parli, parli,
il mio sguardo
sì, ti sta abbracciando
e continua, mentre
ti do il mio cappotto
Mi ricordo, te e il freddo.
Parli, parli, parli,
la bocca felice e
gli occhi acqua
Piangi, piangi, piangi
e scappi.
Rincorro, lo so fare.



Fragile tocco di pensieri

esplode

ADESSO



Perché dirci stupide bugie, o meglio, dolci illusioni per arrivare a consumarci troppo in fretta in una notte? E far finta di desiderarci ancora, solo per avere quella notte? Arte di seduttori meschina, condivisa scherzosamente fino alla caduta, di uno, all’indifferenza, dell’altro. Sbagliamo o torniamo a prendere qualcosa di perso, più grande di noi? Troppe domande per una verità manifesta che fa meno male non voler capire.