N.41

 

Risveglio



La luce

La cercavo col sole

Mai avevo pensato fosse più accecante

La notte



Non voglio svegliarmi, no,
ancora illudermi devo dell’unica
via di salvezza, nascosta.
Lampeggia negli occhi e mi acceca.
Questo il prezzo di Te:
mi pugnali con occhi lucidi
e io sorrido alla lama.

Non voglio più vedere, no,
quel mondo ingannatore, demone,
perverso, abitato da fedeli
seguaci. Copro gli occhi del nulla
e mi lascio andare, ora.

Miele



E come su questo bianco,
si incidono sul cuore parole
indelebili, simboli di gesti
inespressi e puri per coloro
che sanno capire.

Ebbrezza



Scusa, i tuoi occhi
Sai, scusa, il colore dei tuoi occhi
ma…continua e…
senti, prova questo profumo, il mio
è aspro ma il dolce mi piace e
il tuo, è dolce
ma ti piace aspro.

Sogno di te



Perché anche al ballo
non è uguale.
Uno sguardo,
camminiamo.
Mangiatrice di tempo,
su per una collina,
io ti seguo.
Parli, parli, parli,
il mio sguardo
sì, ti sta abbracciando
e continua, mentre
ti do il mio cappotto
Mi ricordo, te e il freddo.
Parli, parli, parli,
la bocca felice e
gli occhi acqua
Piangi, piangi, piangi
e scappi.
Rincorro, lo so fare.



Fragile tocco di pensieri

esplode

ADESSO



Perché dirci stupide bugie, o meglio, dolci illusioni per arrivare a consumarci troppo in fretta in una notte? E far finta di desiderarci ancora, solo per avere quella notte? Arte di seduttori meschina, condivisa scherzosamente fino alla caduta, di uno, all’indifferenza, dell’altro. Sbagliamo o torniamo a prendere qualcosa di perso, più grande di noi? Troppe domande per una verità manifesta che fa meno male non voler capire.