O.06

 

Aridi



La vita ci rende aridi

ci priva d’acqua,

mentre siamo impegnati a sognare

a puntare al cielo

al vento tra i rami.

Ci affama,

il desiderio diventa sopravvivenza

e torniamo alla terra

senza germogliare

mai una volta

mai.

Rido



Rido,

facilmente rido

tenendo le braccia

strette al corpo

rido.

 

Mi tengo stretta

mentre rido

cerco

di non andare

in pezzi.

Dorata



Sei una poesia senza alcun nome

sei senza colpa.

Verso sciolto nel vento.

Di te non è stato ancora scritto,

di te non si scriverà mai.

Dei tuoi bei fianchi morbidi

di un neo che non si vede.

Del tuo seno

che sa d’estate,

non si saprà mai.

D’una lieve e celata bellezza

non si può cantare.

D’un cinico romanticismo

di gote in fiamme,

di fresche risate

non si può parlare.

Se mi venisse chiesto

direi

che è uno spreco!

C’è abbastanza poesia

anche per te

che sei dorata;

conchiglia

sul fondo

di un mare agitato.

Aspetta!

Ci sono ancora

i bambini

che cercano tesori.

A.



Riecheggiano nella mia testa

la tua voce ed i tuoi gesti

di quando mi dicesti

di comprarmi l’amore.

Di quando provasti

a vendermi l’amore.

Da tirar su per il naso

con una banconota da cinquanta.

Serata speciale,

dicevi,

per la mia candida paura

l’imbarazzo vergine

dei miei occhi

pieni di lacrime.

Mi spacciavi speranze,

ti ringrazio,

con il cuore stretto in pugno.

Ti amavo

per quelle speranze.



Quali grandi errori commette il cuore

a fidarsi delle parole di un poeta.

Serpente



Tu mi offristi tutto.

Di una volontà spontanea

che mi sorprese;

ed io non presi niente,

mai niente.

Mi spaventò

il battito smanioso

di un cuore

che quel tutto

violentemente

desiderava.

E così la paura

mi serrò  la gola

e non riuscii mai a dirti:

“l’amore,

quello solo desidero.”

E



Quale parola

viene subito prima

dell’amore?

Che lo precede, lo accende, lo anima?

Quale parola

separa gli istanti

divide i mondi.

Qual è la parola

salvifica,

plasmatrice d’inganni

che cela l’amore?

E quante volte l’avremo pronunciata

tra di noi?

In tutte le ore notturne,

nelle solitudini specchiate

senza riuscire a lenirne il dolore.

Forse, è una congiunzione!

una singola lettera

di cui giocando si può fare a meno.

Congiunge e separa,

in bella vista

come tutte le cose

portatrici dell’essenziale.

E può scorrere

una vita,

in un reticolo di infinite conversazioni

scambi e promesse,

a chiedersi :

qual è la parola

che tra noi

precede l’amore?

 

 



Affetto                        Bene

Calore, Dolcezza            Attenzione ,Cura

    Attaccamento, Tenerezza, Amore,  Presenza, Vicinanza

       Attrazione,Desiderio,   Passione, Devozione, Ardore

   Adorazione, Brama, Cupidigia, Idolatria

    Egoismo, Orgoglio

      Culto.

Mostro



Chissà dove si annidano i mostri dentro di noi,

quando ancora non li vediamo

quando non siamo coscienti di loro.

Chissà dove sono,

dove vanno,

dove abitano

dentro di noi.

Ci sarà un luogo,

sconosciuto e buio

dove senza saperlo li nutriamo

li conserviamo

li rassicuriamo.

Sfuggono al controllo

escono dalle labbra

infettano il cuore

e sono cieca rabbia.

Ed è un attimo

l’amara consapevolezza

della loro esistenza.

Il dubbio,

per un ego

che ti è lontano

e genera pensieri

che ti sembrano estranei,

spaesato ti chiedi:

chi sono io?

Cerchio



Puoi chiamarmi la tessitrice,

perché sono tessitrice

della mia stessa pena,

della mia attesa.

Un corredo senza fine

una promessa che non ha nome.

Speranze che si disfano

sul finire del giorno.

Come onde sulla costa

battono ritmiche

e si scompongono e ricompongono.

L’accompagnamento costante

del battito di un cuore

un dolore sottile

una fitta intercostale

assillo e crucio.

Intreccio coi raggi del giorno che nasce

i sogni e le speranze

di una mente selvaggiamente felice

guidata, rassicurata e schiacciata

da una quotidianità ripetuta;

a tenermi compagnia un sussurrante,

appena udibile,

sottofondo

di inquietudine e paura.

Le notti cancellano le mie tele

tavole bianche

e imposizioni.

Si disperdono in gocce nel mare

le mie elucubrazioni.

Il vento da sud mi accarezza caldo le guance rigate

con amore e pena per me

mi racconta di una nuova speranza

con il sole che sorge.

Lègami



Lègami

con simboli e catene

con sentimenti

e convenzioni

che la libertà

mi spaesa,

che ho nuotato troppo lontano

senza mai guardare indietro,

alla riva e al porto.

Ed ora intorno

è solo il blu

di una distesa salata,

inesaudibile sete

e sadico riverbero del sole

sulle acque in bonaccia.

Che peccato, amore mio, che peccato.



Che peccato, amore mio,

che peccato.

E che spreco, amore mio,

che spreco,

di una vita passata alla tua finestra.

Che peccato ,amore mio!

Che qualcuno te lo possa dire,

che è un vero peccato,

l’amore, la tragedia, io e te.

Che non siamo mai stati

insieme in una stanza

che non conosciamo

il calore dei nostri abbracci

il profumo della nostra pelle,

la voce che si incrina nel pianto

l’acuto di una ristata.

Che abbiamo diviso tutta una vita

tutta una solitudine.

Che spreco, amore mio,

di vita insieme

di dita intrecciate

di baci mai dati.

Un  peccato, gravissimo!

Che te lo dicano, per me,

che peccato amore mio,

che peccato.



Nessuno ha le risposte

per le mie domande.

Spiga



È il chicco di grano 

più alto

sulla spiga

a sentire di più

la mancanza della terra.

Sono io.



Risate e colazioni

e febbri alte

ed estati calde,

notti lunghe,

succhi di frutta e infanzia.

Sconcezze senza disagi

pelle.

Questo voglio io.



Sei necessaria

ineluttabile

catastrofe.

Confessione



Tornerò a portare i miei passi

lontano da te,

che non hai colpe,

se non quella

di una latente miopia,

d’animo,

che non sospetti.

 

Preghiera



Beati siano gli innamorati

che non sanno quel che hanno.

Va loro il vanto dell’invidia più bella.

Loro i cieli

e la terra tutta.

 

 

Qualità Rossa



Certe volte,

tutto ha il sapore

del caffè

senza lo zucchero,

così,

in un modo

amaro.



Tutto

era.

Se solo



Se solo i nostri pensieri

camminassero

nella stessa direzione.

Se solo riuscissimo

ad incontrarci

a metà strada

fra te e me.

Se solo, mentre comincia il giorno

mi raggiungessi

mentre occupi altri luoghi.

Se solo ti andasse, un giorno,

di saltarlo con me,

tra le mi braccia febbrili

a tornar bambini

davanti alla TV,

a contar capelli  e respiri.

Se solo ti andasse

di pensarmi

così forte da far male

mentre mi aspetti e non arrivo

e un mese diventa un anno.

Se solo riuscisse a mancarti

il suono della mia voce,

un dolore da segreteria telefonica

impostata male,

malediresti il mio procrastinare.

Se solo ti andasse

di scoprire

il profumo della mia pelle

quando sa di zucchero, di caffè,

di fumo, di vento e di malto.

Se solo ti andasse

di imparare a memoria

la posizione dei nei sulla pelle

la pressione delle mani

ogni sfumatura

dei miei pensieri per te.

Se solo volessi questo

e non un altro.

Se solo lo volessi,

di indossare l’amore

come un vestito nuovo.

Ti verrei incontro,

senza se

e senza ma,

a metà strada

fra te e me.

 

 

 



Vorrei tu baciassi ancora, ogni mia singola paura.

Sirene



Scoprii, mentre la città

si apriva al mio sguardo

di portare nel cuore

due ragazze.

Entrambe bellezze di mare.

Una che raggiungevo

una bambina

dai limpidi occhi

pieni di volubili promesse

frementi attese.

E l’altra, che lasciavo,

più a sud,

più in fondo nel cuore.

La mia donna di sempre

dai riccioli bruni.

Altera, dalle lunghe ciglia

e dal natio seno.

Mi spezzano il cuore entrambe.



Vorrei conoscere, il peso dell’amore

che ingabbia

che lega

e stringendo fa male.

 

Vorrei conoscere, il peso dell’amore

che ti fa scappare

lontano,

fino al mare.

 

Vorrei conoscere, il peso dell’amore

che scioglie

le paure nel vento

e che ti fa tornare.

 

Vorrei conoscere, il peso di quell’amore

che ti viene fin dentro la testa,

sporca l’anima,

e rinascere umano.



Non voglio che tu vada

più in alcun luogo

senza di me.

Senza una parte

di me.



Strappami il cuore dal petto

con nude mani!

Mi piacerebbe,

vederlo pulsare

sotto i miei occhi sbarrati,

al sicuro,

tra i tuoi palmi.

 

 



I poeti

guardano da dietro vetri sporchi di pioggia

gli amori degli altri

i baci degli altri.

A loro,

il plauso

di saperli descrivere nei versi migliori!

Sempre loro,

l’esecrazione

di tutti gli atti d’amore.

 



Ti aspetto al varco,

sulla soglia delle ore

in silenzio

ti aspetto.

Vibrante e sola

circondata

dall’assordante silenzio

della notte,

ti aspetto.

Guardinga,

nel cono d’ombra

dei miei pensieri

ignoro occhi curiosi,

ti aspettano anche loro.

Baci



Ho solo voglia di baci

a centinaia di migliaia di baci.

 

Innumerevoli baci

da perdere il conto di baci.

 

Ho solo bisogno di baci

sugli occhi chiusi, dei tuoi baci,

 

sulle mie labbra socchiuse,

sfiorandoti le guance

 

con lunghe ciglia imperlate di lacrime,

aspetterò solo i tuoi baci.



Sottile come il fumo

hai attraversato le fessure

della mia porta chiusa.

Scivolando come mercurio

a riempire ogni smagliatura.