P.07

 

Carcassa



Bolla nera

nero germe,

infetta striscia

nelle vene la serpe,

sporca il sangue

di sapore di carcassa,

sgretola pazza

e virulenta le ossa.

Trionfo di pus

nelle arterie del cuore,

rigurgito marcio

dagli alveoli del polmone.

Bolla nera

nero verme,

suppurazione insana

seduce le cellule,

che aspirano adesso

solo alla morte

la morte la morte.

Scherzo mortale



Chiuso con cura

da un cappio perfetto

di cavi elettronici

Chiuso il cervello

da pazzi labirinti

di rami metallici

Intrecci,

asfissianti intrecci

di stringenti lacci

mi chiudono al gelo

di una foresta d’incubo

Sbarre enormi

come nude zampe

di una tarantola

chiudono i pensieri

li soffocano in gabbie

nere roventi.

Chiuso imploso

Chh

ch

c

.

 

Dalì



Festa macabra

Delle formiche

Stridenti piche

Delle formiche

Frenetici mostri

Delle formiche

Fame di morte

Fame di te.

 

Te, invadono

Mie nemiche

Formiche formiche

Te, divorano

Voraci di luce

Voraci di te.

 

In me affondano

Siringhe spettrali

Mantidi religiose

Siringhe serpi

Punture di scomparsa

Di te.

 

Festa macabra

delle formiche:

Quello che mi resta

è solo senso di vuoto.

Wicca



Suono azzurro

Sono azzurro

Solo un sussurro

Di liquide parole

Di lingue di lucertola

 

Un assorbire

Il sorriso della strega

Sorriso d’acqua

Sorso di blu

Sorso di Siloe

Schiudersi estatico

Di mille pupille

Le mie conchiglie

Emozioni



Candide mani

Di lattice ghiaccio

Impugnano forbici

Svelte enormi

Mi aprono il cranio

Con delizioso gesto

Mi gettano il mondo

Dentro la testa

 

Lacrime di stella

Fragili fate

Bagnano il secco

Mio cuore.

Dolci scivolano

Sulla carne,

Rendon vivo

Il corpo di plastica

 

Il tuo sguardo

Il tuo sorriso

Scardina il mio

Lucchetto chiuso,

Infrange la stasi

Della mia anestesia

 

Violenta visione



Visione di otto vie

Visione di paralisi

Sfondano i miei occhi

Scivolano nel cranio

Con artigli aguzzi

Pungono le mie idee

Che gemono cacofonie

Di sogni fratturati

Di polsi legati

Di tremanti speranze

Ancora disseto

L’essere incerto

Il Cartaio (finale)



Ombre che mi possono schiacciare

Vuoto vuoto devo uscire

Ma non ho voce per dire

Mani per toccare

 

Trovare un gioco

e passare la vita a starci dietro,

con gli occhi ben dentro ai suoi meccanismi

passare la vita a starci dietro

Giocando a dimenticarsi

 

Ad accendere lampade

Luci finte nella mia notte

Ridere senza guardare

I precipizi

Chi sono?



A

R

5

8

1

1

6

0

4

Nero su nero



Dada n.1



Attore artistica scrivere

Ambiente ebbero manifestazioni

Casa museum gasometrici

Passione ascritta art

Scultura museum quella

Europeo europeo passione

Gasometrici art scultura

Art parigi borghesi

Postmoderne raggiungibile triangoli

60 di postmoderne

Le pittura pittura

Altro mai uno

 

Sister Ray



Scatti, corse senza meta

Vibro, così senza senso

Impulsi, mai colti fino in fondo

Animale, che non riesce a nascere

Contrazione infinita che non porta a niente

Sfiorare la vena e non entrare

Aspettare per vivere aspettare

Tendere tendere mai arrivare

Lampi schizzi non puoi capire

Danza caotica danza

Di musica stridente

Voler afferrare l’idea irraggiungibile

Voler afferrare non avere mani

Contorcersi fino quasi a spezzare i fili

Contorcersi fino quasi a chiudere gli occhi

Implodere, graffiarsi il cervello

Troppa distanza dalla Bellezza

Distretto T



Sbarre, sbarre e alti cancelli

Tagliano l’aria

Stabiliscon confini

Sanguina l’atomo

Che vive tra me e te…

 

Tu chi sei? Tu chi sei?

Sempre troppo lontana, sai

 

Tu chi sei? Tu chi sei?

Dentro non ti ho vista mai…

 

Sbarre, sbarre e alti cancelli

Tagliano l’erba

Stabiliscon confini

Spazi che muoiono

Abbandonati ormai

 

Tu chi sei? Tu chi sei?

Sempre troppo lontano, sai

 

Tu chi sei? Tu chi sei?

Pianeta solo sei…

 

Solo, solo copie e immagini

Sul muro del pianto

Ci sono per me

Straniero che

Vuol scoprir nuovo mondo

Controcorrente



Voglio andare controcorrente

Voglio attraversare il fiume

Per esplorare

Boschi semisconosciuti.

Su una riva i pupazzi

Guardano i viandanti scomparire dietro i pini

Oltre il fiume

 

Viandante senza meta

Che non ti volti mai indietro

Che sei sempre sulla strada

E ti fermi quando vuoi

A ridere con i fringuelli,

Vorrei essere come te!

 

Viandante, che nulla sai

Se non di voler cercare

Se non di voler esser sulla strada

E di tutto sei curioso

E hai gli occhi di un bambino,

Vorrei essere come te!

 

Ma i viandanti sono rari

E una moltitudine di non-liberi giace sulla riva

E una moltitudine di pesci è trascinata giù dalla corrente

 

Fiume vivo dall’acqua increspata

Le tue acque bagneranno mai

La mia carne?

 

 

Guerra



Sì, vi vedo in uniforme

Sì, marciate in lunghe file

Tutti cantate lo stesso inno

Obbedite al generale

All’unisuono i vostri tamburi

All’unisuono le vostre trombe

E per tutti lo stesso pasto

Avete tutti lo stesso sguardo

 

Voi, state partendo per la guerra?

Voi, annullerete la vostra identità?

Fermatevi uomini:

per lo schiavo non c’è felicità!

 

Sì, già vedo pronto l’aereo

Sì, dipinta sui fianchi ha la vostra bandiera

Tutti salite senza indugio

Obbedite al generale

All’unisuono le vostre voci

All’unisuono grida di morte

E per tutti le stesse armi

Che vi ha dato il generale

 

Voi, state partendo per la guerra?

Voi, annullerete la vostra identità?

Fermatevi uomini:

per lo schiavo non c’è felicità!

 

Ora in città ci son solo schiavi,

macchine al servizio del generale.

Piango sulla tomba della libertà,

uccisa a colpi di mitragliatrice.

 

 

 

 

 

Oltre



Dal seme crescerà la pianta

Dominatrice di valli

Il cui sguardo va oltre le montagne

Che proiettano ombre

Sulle tristi valli

Metamorfosi



Con colpi di martelli crolleranno le fortezze

che costruiamo intorno a noi.

Divamperanno fuochi

incendi di segreti illumineranno i cieli.

Anime ridenti

guideranno cortei innumerevoli

di innamorati.

Cipressi rifletteranno maschere sepolte

grovigli di antiche menzogne.

In processione filosofi su sentieri sacri

canteranno inaudite parole.

Straordinari bagliori nelle menti

i risvegli dei dormienti

lingue bacieranno occhi appena aperti.

Mani fatate carezzeranno teste

splendenti specchi

riveleranno identità.

Alba di miele svelerà un nuovo mondo

in cui tutto è uno e l’uno è tutto

divina unione,

meraviglioso amplesso.

 

 

Prendere la vita



Prendere la vita

Afferrarla a due mani

Poter dire

“È opera mia”

 

Prendere la vita

Afferrarla a due mani

E non lasciarla più

E non lasciarla più

 

Prendere la vita

Perché niente vale quanto la vita

Per dire “Ti amo, mondo”

Per essere reale e andare verso la realtà

Per essere reale e conoscere dio

Conoscere dio

 

Prendere la vita e farla mia

Prendere la vita

 

Prima ci riesco e…

 

 

 

 

Visioni del terzo occhio



Ruotano cerchi dorati

In cieli di latte

Su rossi prati

Tovaglie argentate

Canta l’usignolo

Il suo canto muove le stelle

 

Verdi sfere galleggiano nell’aria

Sopra di te luci intermittenti

Una scia gialla nell’etere corre

E ora non c’è più

Camaleonti sulle onde marine

Con gli occhi sbarrati guardano te

 

Dietro nubi viola

Son sorti i tre soli

Pareti di panna

Rivelate dal fuoco

Camaleonti sulle onde marine

Con gli occhi sbarrati guardano te

 

Milioni di milioni di passi al di là della terra

Gira vorticosamente un asteroide di crema

Esploratori attraversan neri boschi

Che cantando li avevan chiamati

Danza lo scoiattolo tra i rami degli alberi

Ride alle foglie blu

 

Milioni di milioni di passi al di là della terra

Camaleonti sulle onde marine

Con gli occhi sbarrati guardano te

 

 

 

 

Non mi importa niente di te



Non mi importa niente di te

Ero entrato in un sogno

In un treno per lo spazio

Viaggio stellare

Per paradiso terrestre

Illusioni di giardini

Di magiche camelie

 

Sacro fungo? Sacro fungo?

Allucinazioni di Eden

Armonia universale

Infinito oltre occhi di siepe

Veleno nelle orecchie

Veleno sul mio corpo

Il mondo di potenziali dei

Mi ha intossicato

 

Nuovo sogno? Nuovo sogno?

Cattivo viaggio, cadendo da Saturno

Non più allineato con Marte

Giù verso la Terra, come un estraneo

Giù verso la Terra, vedo strade distorte

E visi di padroni e schiavi

E visi di padroni e schiavi

 

Non mi importa niente di te

Che segui il gregge e non vuoi guardar in alto

Che piangi e gioisci per piccole cose

Falsa sapienza,

Frantumati in milioni di pezzi!

 

Disintegrazione di menti

Cancellazione di memorie

Lo svanire del tempo e dello spazio

In un tripudio di vividi colori

Celebrazione dell’attimo

Amore profondo

 

La morte della società del veleno

Janis Joplin



Ti dico, Janis Joplin

E spero capirai

Nessuna luce dalla luna

Nessuna luce dalle stelle

Bagliori effimeri dai lampioni

Che mi illudono e scompaiono

In questa notte in cui io

Mi muovo come un cieco

 

Sii il nuovo sole,

Janis mostrami la via!

Sciogli i lacci che mi legano,

Janis non tramontare mai!

 

Ti dico, Janis Joplin

E spero capirai

Ho visto morire il vecchio dio

Ho visto morire tante lanterne

E ancora non so creare,

Dal caos non so generare

Una stella che danzi

In questa caverna in cui io

vedo solo ombre.

 

Sii il nuovo sole,

Janis mostrami la via!

Sciogli i lacci che mi legano,

Janis non tramontare mai!

 

Ordina, regina

Il tuo ordine sarà

sarà la necessità

che mi renderà libero.

 

 

Rivoluzione



Guardano il cielo corpi di marmo

Suonan le campane per greggi di pecore

Schiavi muovono le loro casse da morto

Uomini di pezza vanno dove il loro sarto li conduce

 

Il sarto è il sistema che opprime e vieta

Spezza le catene: rivoluzione!

 

Bocca cucita ha l’uomo di pezza

Di fronte alla statua di una donna

Il lavoro mano che soffoca

La vita che è dentro di lui

 

Il sarto è il sistema che opprime e vieta

Spezza le catene: rivoluzione!

 

Svegliati uomo,

Distruggi tutto

Perché tutto è stato

Creato dal drago

Spara, spara, non aver paura

Il mondo non potrà essere che meglio di ora

 

Il drago è il sistema che opprime e vieta

Spara al drago: rivoluzione!

 

Dalle ceneri del vecchio padrone

Nasceranno fiori di libertà

Sorgerà un nuovo sole

A illuminare la nostra natura

E la pietra si farà anima

Ogni separazione scomparirà

Si compirà la sacra unità!

Il ribelle



Lenta…lentamente

Una fiamma col suo calore

Il ghiaccio scioglie

 

Ah! E l’acqua libera scorre già!

Ah! In mille piccoli fiumi fluisce già!

Ah! Quante bolle che scherzano fra loro correndo in libertà!

E ora  pesci che nuotano

Anguille saltano

Corre il fiume

Va senza regole

Nessuno lo spinge si muove per sua volontà

 

Agita la testa come un pazzo

Ruota e ruota le braccia

Ride e ride senza motivo

Danza ridendo scomposto

Canta parole senza alcun senso

Grida e grida a più non posso

E si riposa quando gli va

È il ribelle della città

 

È come l’acqua che libera scorre

Il ribelle che esprime se stesso

E ride e ride senza motivo

Perché al di fuori della legge tutto è gioia

 

Wilderness



Hai cercato troppo spesso nello stesso posto

Hai percorso ormai tutto il tuo deserto

Piedi che calpestano sabbia già raccolta

Occhi che indagano terra inerte

 

Ora, ora, ora devi andare

Cento fiumi cento prati

oltre la terra seccata dal sole

 

Ora, ora, ora devi andare

Cento ruscelli cento sorrisi

I bambini pregano per la pioggia

 

Vivi attimi già vissuti

Attimi senza colore

Dov’è la forza?

La forza di esplorare che non hai?

Timore dell’insicurezza che vi blocca

E siete ghiaccio

Ghiaccio che non si scioglie mai

 

Spaccati e fluisci giù per la montagna

Vai, corri, cerca

Vai, corri, cerca

Fluisci

Libero

Guarda Eleonora giocare



Guarda Eleonora giocare

Con una vanga, una vanga scavare

Eleonora, giovani mani di donna

Sporche di terra

Occhi azzurri ancora bambini

Vedono tanti, tanti crisantemi

Guarda Eleonora giocare

Disseppellire come scartare regali

Pallidi teschi pallidi teschi

Della luna accolgono il chiarore

Guarda Eleonora giocare

Con una vanga, una vanga scavare