P.22

 

Cascate



Lacrime difficili a sgorgare

costeggiano guance e rocce tuonanti,

è la vita che ti mette alla prova

o semplicemente lo scorrere del tempo,

storie, persone, tutte diverse tra loro

eppure così vicine l’un l’altra

si toccano e…

No! Mi toccano, perché sono Io;

Io che le inglobo, le sento, le vivo

una madre ferita

un amore ucciso

o un amico che parte, vola, e se ne va…

eppure c’è questa Musica

che in sottofondo ascolta

e racconta tutto al mio posto, meglio, insieme a voi.

Asciugo fogli tristi, come me…

ma sono forti, come me!

Allora voltiamo pagina

mi affaccio su di un nuovo bianco

e preparo la mia voce

al nuovo inizio.

Zio Trauma



Semplicemente,

non ho il coraggio di affrontar(t)mi.

Eppure,

si legge meglio a 4 anni che a 22.

Non sei mai andato via vero?

Ragnatele



Cerchiamo nel prossimo

uno specchio per i nostri pensieri,

tessiamo stoffe e sinapsi

con cui filtrare emozioni,

una carezza, un litigio

uno schiaffo, o un sorriso

lasciali dimenare,

solo allora avvicinati

e assapora,

lentamente,

il divenire dell’Io.

 

 

L’Ora del Demonio



Improvvisamente

apro gli occhi,

un fremito mi scuote,

guardo l’ora

3.32

Silenzio,

calma piatta

come Terra è,

solo l’irrefrenabile paura

di un ricordo nefasto,

il ruggito di un Demone

che dorme

profondo

ma che a tratti ci ricorda

a noi tutti

il suo Essere

pura potenza,

odora di Morte

Paura

tanta.

Oggi è andata bene

mi giro

dall’altra parte

chiudo gli occhi

e continuo a sognare

Ode all’Aria



Sei brezza

che attraversa e pervade

me, misero contemplatore

sfiori la pelle come un velluto pregiato

accarezzi e dipigni brividi chiari

allontani polvere, pensieri e risentimenti

che intasano le cave del mio animo.

 

Sibili maligna

una folata incandescente

che gela vita al suo passare

un turbine infervorato e incontrollabile

che non lascia scampo

uccide come pochi

e una sadica risata che a stento trattieni.

 

Pericolosa dicotomia è la tua,

lasciati catturare e rappresentare,

e poi riprendi il tuo ire

Signora del Cielo.

 

 

 

Piazza Verdi, Teramo, 19:30



L’ennesima macchina si allontana dal parcheggio

il fioraio abbassa la serranda dopo la solita giornata vuota

un tramonto scontato lascia il posto ad un’ovvia nottata

il tranquillo piattume che dipinge la nostra città.

Mi appoggio a Lui e aspetto un passaggio per casa

vecchio,ferito e dimenticato anche da se stesso

lunghe rughe si inarcano sulla facciata

echi di note gridano di scosse passate mai andate via.

Un cancro si insinua tra i due fiumi

consuma silenzioso le trame del buon senso

e lascia fiorire il male sopito in ogni uomo

menefreghismo,

assorbe anche chi giura di essere al Suo fianco

la solitudine incombe nell’indifferenza totale

di chi ha scelto la via dell’ignavo

mentre il tempo rosicchia unte mura colanti.

Eppure si combatte ancora

perchè non si è mai soli nel perseguire il giusto

piccoli passi avanti che raccontanto di enormi sacrifici, dolorosi

tante voci parlano, tanti volti si susseguono,

il dramma si gonfia sempre più

nuovi interpreti prendono posto in scena

ma forse dopo tanto naufragar’ amaro

appare un’orizzonte più vero ai miei occhi.

Il direttore alza la bacchetta,

silenzio in sala,

in culo alla balena!

E si attacca…

 

 

 

 

 

 

 

Ode al Fuoco



Semplicemente bruci

Fiamma rovente, dai mille volti.

Dio e Servo al tempo stesso,

ambrato, intenso e intimo

eppure chiaro, violaceo e violento,

armato di un fascino pericoloso

che stentiamo a riconoscere,

sei partito da una scintilla

un fendente dal cielo

che ha ferito un ramo

e lì tornerai.

Ma nel mentre scaldi fumante nel profondo

cavità da esplorare

e cuori da scoprire ancora,

mi stringo in un lento abbraccio

Fratello dell’Uomo

e come candela mi sciolgo

e torno Scintilla.

 

Critica alla Ragion’ (Im)Pura



Critichiamo l’operato del prossimo,

per spronarlo al meglio

o per compensare il vuoto che coviamo dentro?

Equilibrio Instabile



Sull’inesorabile rotta da seguire,

per un attimo il Pendolo si trova nel mezzo,

esattamente dove tu vuoi,

un momento impercettibile,

ma c’è.

 

Ed è allora che ritrovi pace,

nuova linfa che torna a scorrere,

calde correnti tornano a soffiare su distese ormai crespi,

per troppa bile ingoiata nei lunghi inverni.

 

Saperlo osservare l’arduo compito,

saperne godere fino in fondo la nostra meta,

prima che scappi nuovamente,

verso Noia o Dolore, chissà…

ma ne uscirai diverso, nel bene e nel male,

nuove vie si protraggono all’orizzonte,

guarda e cerca consiglio nel tuo vissuto,

poi voltati, e

c      m        i          a          .

a          m          n          .          .

 

 

 

Ehi! Dico a Te!



Fermati un attimo a leggere,

e quando hai finito

molla tutto e vai a casa

scrivi

scrivi anche Tu

per te stesso

per la tua famiglia

per gli amici

per (a)mor(e)te

lasciati andare

sii te stesso

anche solo per una volta

e insieme

cambieremo la vita di qualcuno.

Vita



Trova conforto nella tua Ignoranza,

perchè non sapere di domani,

ti rende conscio di ieri

e ti dà forza per viverLa oggi.

Ode al Tempo



T  i sento,

E  ppure non riesco a vedere…

M  ostrati!

P  erchè non ci è concesso avvicinarti?

O  gni essere aspira alla conoscenza

P  .22 aspira all’essenza stessa

M  agari allora ti paleserai

E  mi concederai risposte

T  u solo puoi, e intanto muovi…

Il Nostro Bacio



I tuoi occhi cupi strapiombi,

un roboante silenzio l’intercalare perfetto,

luce di Luna che tocca e dipinge,

il fruscio delle mie dita sul tuo collo,

le labbra si chiamano,

i sussurri si cercano,

 

…un secondo…

 

che sarà per sempre,

e non tornerà.

Atmosfera



Un piccolo locale

buona musica

un tiramisù

un cappuccino,

e tàc!

si colora una giornata grigia

sto imparando

ad apprezzare nuovamente

momenti, persone, culture

e Me,

il Vero Me,

sopito da troppo tempo

da coriacei incontri

ma basti tu

e bastano i momenti giusti

o un tiramisù

un cappuccino,

e tàc!

Atmosfera…

A Te



Non sarà l’Arte

a dare senso alla vita mia,

piuttosto essa stessa

a colorare il tutto,

non scelgo cosa vivere

ma vivo ciò che scelgo,

vivo, sempre, ogni istante

per ricordarlo ancora,

che sia una nota, una penna o un pennello

che sia un foglio, un muro o un’orchestra,

cercherò la tua anima

proverò a toccarla,

mi insinuerò nel tuo quotidiano e

lo passeremo insieme,

mi confesserai i più intimi segreti

o sarò io ad estrapolarli per te,

voglio portarti a conoscere

luoghi e spazi lontani

e forse,

così,

il Mio Credo vivrà…

Sereno



Tornerà il sereno

sulle sponde nostrane,

zeffiri sospiri sulla scogliera

colorano quest’alba,

abbracciami

e confondimi,

non cerco più la certezza

del quieto morire,

ma ricordi indefiniti

in un limbo imperturbabile,

solo una Notte, Blu, può bastare

lo sciabordio delle onde, colonne di suono,

due menti si toccano

due cuori si stringono,

il Fato chiromante gioca le sue carte

le nostre anime leggeranno,

creiamo l’Infinito