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Vedo
Iride
Iridescente
Il colore
Mi consuma la mente
Le forme
Gli spazi
I suoni mi toccano
Ed io non li sento
Ascolto
Raccolto nella mia bolla
Colgo il raccolto seminato da altri
Mentre nessuno si cura di nulla
Sicuri di tutto
Si va avanti

Ma vai avanti prima tu
Io mi fermo
Fremo
Tremo al suono delle campane
Mentre tutto scorre
Il mantra si ripete
Chiocciole di pensieri
Gocciolano roteando
Spirali ovali
Infinite in sé stesse
Frattali di umori
Si ripetono all’infinito
Rumori di anime nel deserto
Nel grigio
Si percepiscono solo i cuori
Grancasse nel nulla
Chiudersi
Schiudersi
Chiudersi
Schiudersi
Il mantra si ripete
Ma si va avanti
Sul suolo
Solo rimangono
Gli echi del suono
Seminati nella notte
Come lucciole nel mare
Fievoli brillano
Intermittenti
E quello che senti
Con l’orecchio poggiato per terra
Non è che il ricordo di ciò che è passato
Mentre il presente si espande e si contrae
Nel tempo inconsistente
Tu rimani fermo
Ad ascoltarne lo stridere
Mentre ride di chi lo rincorre
Ricorri sempre a pensare ai giorni
Mentre li vivi
Che se potessi riviverli
Li accarezzerezti
Come perle di cristallo
Accarezzali ora
Non si vive due volte



Ti porterò a ballare
Ma saremo solo io e te
I lampioni
E le strade infinite del mondo



La mia mente è un pozzo di stracci stesi

Ad asciugare le pieghe della vita

Ed una bellissima nuvola nella tua bocca

Ed i gabbiani sotto tempeste di parole

Il bosco che si spoglia alla Luna

Noi camminiamo sullo scialle di un ocra ballerino

Cacciatori di foglie e di fiori

Con un pendolo ed un coltello a scatto

L’istinto è una macchina formidabile

Ma gli uomini senza distintivo

Hanno già bruciato tutti i campi

E nulla più rimane

Se non il sonno del fiume

E due corvi con gli occhiali

Che camminano nel suo letto

Un abbraccio ricurvo, sciolto, ancora tiepido



Il primo contatto col divano è freddo

Per non congelare, mi corico leggermente rannicchiato, e più non mi muovo da quella posizione. Come per legarmi così in un patto di calore con la stoffa.

Lei si adagia piano piano, e, infossandosi, col tempo mi abbraccia un po’.

È così anche con te?

Fermi, adagiati l’uno all’altra, infossandoci un po’ alla volta, fermi nella stessa posizione, leggermente rannicchiata, l’uno nell’altra, un abbraccio ricurvo, sciolto, ancora tiepido.

Forse dopo, dopo che è avvenuto tutto, potremo ritrovarci così.

Prima, ci sono molti passi. Ed io ho già cercato i sentieri, mi sono già spinto ad immaginare la flora e la fauna di quei momenti.

Petali di ciliegio e narcisi sulla bocca.

Il tuo corpo che vibra assieme all’anima di ciò che ti sta intorno. Il tuo corpo bello, giusto, come a dire che si può racchiudere uno spirito tanto amabile solo in un corpo che ne sia all’altezza.

Da come muovi le dita, allunghi il collo del piede, rilassi così tanto i muscoli che anche io e vari oggetti nella stanza lo percepiamo, direttamente.

Balli ed il tuo corpo, giusto, ancora devo dire giusto.

Il tuo corpo giusto, mentre balli purifica, cascata su rocce vive. Tu non puoi farti male, tu sei l’acqua, tu sei la pietra che smette di pungere e tagliare. Io che mi ci immergo, nel tuo fragore silenzioso, vedo fiori di loto e volpi bianche.

Il primo contatto fra di noi non sarà freddo, ed io non potrò farti del male, perché so quanta delicatezza richiede uno spirito così vicino alla natura, così simile e non distaccato dalla vita che le sta intorno. Che spesso pare muta eppure.. Eppure.

Il tuo animo selvatico

Se mi muovessi subito, finirei con lo spaventarti, nei tuoi occhi balenerebbe un verde riflesso luminoso di terrore e ti avrei perso per secoli.

Il primo contatto tra di noi sarà come passare i polpastrelli su di un tessuto di lino, lì vedremo cerbiatti e soffioni.

Ma poi si scoprirà che sei anche cascata, che sei grano e la falce che lo raccoglie, che sei suono e lo strumento che lo produce.

È acre il sudore di chi è creatore, creatura e carnefice.

Non basta, il corpo non mi basta.

Non mi bastano le tue mani, il tuo collo, i tuoi seni, le tue gambe, i tuoi occhi.. Non mi basta essere caduto in te, non posso fermarmi ad amarti così.

Voglio toccarti l’anima.

Trascendere le leggi di questo mondo, arrivare fino a scoprire come si fa ad amarti completamente, non voglio più un corpo

Non mi serve, ti ho baciata, presa con forza, accudita, sussurrata, ti ho scritta, disegnata, suonata, ti ho amato

Ma ancora, non ti ho toccato l’anima

Mentre tu hai già baciato la mia, anche se non se n’è accorta, la mia anima ancora non sa

Le porterò a fondersi

Ecco, stanotte, incontrami in sogno

Ecco, stanotte, so

Non cercarmi nella forma, non sarò cervo o fiume, non sarò albero o pietra

Non andare in giro con gli occhi ciechi di chi cerca e smette di guardare

Ma se tu provi lo stesso ardore che provo io

Allora potrai trovarmi in tutte le cose, sarò cervo, fiume, albero, pietra; sarò il cielo e sarò il tempo; la luce ed il suono; sarò lo spazio e, infine, se riuscirai a riconoscermi

Sarò te.

Allora potremo stare fermi, adagiati l’uno all’altra, infossandoci un po’ alla volta, fermi nella stessa posizione, leggermente rannicchiata, l’uno nell’altra, un abbraccio ricurvo, sciolto, ancora tiepido.

Caro diario



Oggi ho nostalgia del futuro

Io sono entrambi



I lampioni fanno compagnia alla Luna

Eppure a volte mi fanno un po’ pena

Silenziosi e solitari

Stasera la realtà ha i miei stessi occhi incavati

Il mio stesso velo un po’ trasandato

Si dice che la vita sia uno specchio

Ma a questo punto non so chi dei due

Stia guardando nel pozzo dell’altro

Forse lo stagno, forse Narciso

 



La piccola lampada di fianco al letto
Sospira un azzurro che le pareti riflettono in verde
Io sospiro sopra un’altra giornata
Senza più niente da dire
Non c’è niente da capire
È tutto così ovvio
Eppure così sbagliato

Un cubo di rubick con i colori sbagliati
Che non si può davvero risolvere
Si può solo continuare a provare
Mescolare idee e concetti
Esperienze e sogni
Per cercare il senso della vita
Ma poi continui a pensare
A scrivere
E se anche il cubo di rubick fosse risolvibile
Riusciresti a mescolarlo ancora
Solo perché non ti sei accorto
Di averlo già risolto