Autori

 

Giacinti



Troppo spesso vi invidio.
Invidio la banalità con la quale siete vivi,
invidio la semplicità con la quale siete felici,
invidio la facilità con la quale siete innamorati.
Dentro di me si agitano turbini oscuri che mi divorano
costantemente. Se possedessi un poco della vostra abilità nel
dissimularlo – non vorrei mai elevarmi al di sopra di voi, come potrei
io, io, proprio io, ultima tra gli ultimi – sicuramente riuscirei
non dico ad appartenervi ma perlomeno ad
emularvi, ecco, forse mimetizzarmi
tra voi è il mio più grande
desiderio,
credo.

O
forse,
semplicemente
desidero un salotto luminoso
la domenica mattina, un mazzo di fiori
odorosi, magari giacinti, non li vendono quasi
mai dai fiorai, anche se un mazzo di fiori non necessariamente
implica un fioraio, potremmo essere noi che un pomeriggio
di maggio prendiamo la bicicletta e saliamo sui colli,
cercando giacinti, come quando da piccola
con mio padre raccoglievamo tulipani,
che però non profumano, dovrei
tornare indietro e
cancellare
ciò che è sbagliato, ciò che non c’è più.

Te nudrice alle Muse



scrivo
senza uno fine preciso
un vagare improvviso
vivo

una signora si sbaglia quando dice
che si deve stare, sempre, privi o senza
il candore di un giovane sognatore
quanto s’è dannato Dante per la giovane Bice

un io significativo
che ciondola incorporeo tra un paesaggio
e un altro, come acqua, da campo a campo

così tu Mark S. d’attese, delusioni, scrivi,
tutto ciò che è umano è di passaggio
ma forse sei proprio tu che non ti sei lasciato scampo

Adieu



La volevi la fine di questa storia, ed è arrivata,

senza un annuncio sui giornali o una tempesta di grandine.

Capisci che è la fine, quando la parte dello stomaco che ti faceva male, ora la senti vuota, come se si fosse troppo sforzata, la testa te la senti pesante, come se al suo posto, c’avessi un masso,

il petto ti scoppia dal nervosismo, dalla la rabbia e dalla delusione.

Probabilmente vorresti andare sul balcone ed urlare “c’est fini”.

 

Queste parole le spendo per me, che ho resistito per fin troppo tempo, che c’ ho sperato e che c’ho messo il cuore, e l’ unica cosa che mi viene da dirti  è:

ti auguro tutto il niente che mi hai dato.

 

 

 

 

Cara M.105



Mi sembra ieri
tu, io e i treni
scie pigre nelle notti
in cui tutti i gradini ci andavano bene.
Avevi una borsa di tela
la tua solita collana
e poesia ti colava dalle dita
come resina d’Oriente.

XXXII



Quest’ Amore che non se ne va

sopravvive da millenni

in tutte le nostre Esistenze,

in tutte le nostre mancanze, 

pregando, un giorno, di riuscire a trovare 

la Pace. 

T’attendo



Imponenti decisioni

fuorvianti.

Un cuore distrutto

non vuole un nuovo

cerotto, ma imparare a

battere ancora.

T’attendo

silenzioso portatore di attimi,

t’attendo

furtivo ladro di battiti,

t’attendo

pittore di guance,

t’attendo

coltivatore d’emozioni,

t’attendo.

 

 

Brezza di montagna



Quando ti penso

sento la brezza di montagna

sento

la libertà che proverei

su di una vetta erbosa.

Ho sempre amato il mare

d’inverno

ma ora ti desidero

come sogno la montagna

d’estate.

Impeto di vita



Voglio sentire

il tuo profumo

che mi regala quiete;

voglio sentire il tuo animo

che mi trasmette impeto

di vita

perché sei tempesta

d’emozioni

tu

Sei.



Fine il bordo -

brucia il bicchiere

delle tue labbra

Libertè un par de baguette



Tutto sommato mi devo liberare di me stessa.

Nessuno può farlo se non io, neanche con queste parole che sto scrivendo nella speranza che mi diano conforto.

Quello che ritengo essere la verità ineluttabile, forse ha solo bisogno di un altro punto di vista e non di certo del mio; forse potrebbe essere quello del primo passante per strada, del primo amico fidato, del primo parente di terzo grado, del primo analista da cui forse un giorno andrò per analizzare questo disastro, insomma ho molte opportunità di scelta.

Scegliere bene e con accortezza,  il pensiero in cui immettersi, è la strada per la libertà.

La libertà inizia, quando mi libero di ciò che penso.

Pensare è essere e morire, questo sono sicura di poterlo pensare.

Decriptazione



Ti vedo davanti a me.

Con gli occhi un po’ contriti per un dispiacere che sfugge pure a te, un po’ felici per quello che pare a te e un po’ velati da ciò che puoi sapere solo te.

Osservandoti non vedo altro che il ritratto di tutto ciò che mi è più intimo.

Per un secondo penso di aver decriptato l’emozione che stai provando ed un attimo dopo mi chiedo invece se tu ce lo abbia un cuore.

La tua presenza cosi avvolgente,  mi fa comprendere come l’amore sia proprio quello, voler bene senza aspettarsi niente in cambio ed  in effetti mentre io per te rinuncerei al mondo, tu non rinunceresti a niente se non a me.

Vorrei chiederti se c’è una alternativa alla parte più superficiale di te.,   perché quella che ti  ostini a nascondere  tutto sommato  lo sa, che il mio amore per te non gli dispiace cosi tanto e che in fondo in fondo si aspetta di avere nel futuro che sarà.

Ti prego cerca di capire, la parte più intima che c’è tra e me te.

 

Prima dell’ultima volta



In base alla nozione comune di ciò che è giusto e che deve essere, io non ti dovrei pensare e non dovrei neanche dedicarti queste parole.

In nome della tua volontà, io dovrei guardarti e vedere me stressa che si finge impassibile davanti alla tua immagine.

Non c’è nessuno, tranne il mio “io” che mi dica che io debba ancora guardarti con gli occhi dell’amore.

Il passato, il presente e futuro mi urlano di fermarmi e di smettere di sognarti.

Forse  in effetti sei un sogno troppo grande ed  irrealizzabile per me.

 

Ciò che  mi toglie il respiro è che non mi è più permesso di sperare.

Vorrei incontrarti di nuovo per la prima volta e dirti che ti amo come se fosse l’ultima volta in cui posso dirtelo.

 

In linea d’aria



Dall’altra parte del binario si baciano gli amanti

Oltre le rotaie si stringono come fosse l’ultima volta che Dio gli permette di farlo

Al di là della via fatta di ferro firmano il patto di amarsi in linea d’aria

 

Il treno arriva e nulla più si sa di ciò che accade dall’altra parte del binario

Il treno se ne va e nulla più rimane se non esseri disgraziati, rimasti a metà

Il momento sbagliato



Non puoi dimenticare

Ti ho lasciato da ricordare

Una rosa gialla sul tavolo

Inevitabilmente

Farà cadere il tuo pensiero su di me

Ma falla sfiorire

 

Non puoi dimenticare

Ti ho lasciato da ricordare

Inchiostro su fogli

Bagnati dalla pioggia di una domenica mattina

Sono nel cassetto

Ma falli ingiallire

 

Non puoi dimenticare

Ti ho lasciato da ricordare

Appuntamenti mai esistiti

Risposte mai ricevute

Baci mai dati

Caffè ormai ghiacciati

Sigarette spente

 

Allora forse sì

A rose seccate

E fogli ingialliti, buttati, inceneriti

Non avrai altro da ricordare

Solo una ragazza che sapeva trasformarti in parole

Nel momento sbagliato

In te mi sono persa



Mi sono persa con le note

Che avevi incastrate nei capelli

Mi sono persa sulla tua nuca

Che tenevi la testa china

Sugli appunti scritti male

E il sole di mezzogiorno t’illuminava tutta

Che vedevo solo te

In mezzo alle file di persone

Ma che scrivevi su quegli appunti

Ma che pensavi con quella testa china

 

Che pensavi

Quando io pensavo te

Scrivevo te

 

In te mi sono persa

E non ho alcuna voglia di ritrovare la strada

Non venitemi a cercare

NON E’ LA FINE



Una parola scivolata

dalle labbra

a frantumare qualcosa

di fragile.

Una macchina guasta.

La rabbia, bruciata,

dentro un giorno

troppo triste.

Il rumore di una perdita

che non vuole

scomparire nella sera.

Quando ti fermi, l’angoscia

bianca su mani

e gli anni su inchiostro & cellulosa

e non riesci a trovare

un ordine felice alle cose.

Allora: respira.

Lasciati trascorre nel chiasso

di fondo

del tuo sotto-mondo.

 

Quando senti

di aver perso

un amico sincero.

Quando ti stanca il mattino

appena svegliato,

che a raggiungere

il tramonto

non vuoi neppure pensare.

Allora: rallenta.

Nella sfumatura attorno,

nel particolare, troverai

la forza di galleggiare.

 

Tu lasciati solo

un minuto di buono

silenzio.

E sentirai davvero

(sottopelle)

la spinta del sangue

e la voglia di ricominciare.

In qualche modo, avrai un altro giorno di sole.

Cemento



Cemento;
L’uomo vive, e muore, in un mondo creato da sé stesso,
Perché non era soddisfatto
Di vivere nella natura.
Paradiso che ha sommerso
Sotto chili di
Cemento;
Affondo le dita nel cemento, dita che sono
Radici che cercano di raggiungere la vita.
Perché l’aria che respiro è
Cemento,
Ed ho paura che venga io stesso,
Dall’interno,
Venga sommerso da chili di
Cemento.
Mi guardo allo specchio e non sono innocente,
I riflessi neri del
Cemento
Brillano di luce scura
In fondo alla pupilla dei miei occhi.
Cemento.

RISCRIVENDO CHECOV



Etica contemporanea:

non si può fare a meno

della morale meschina.

Mi infastidisce il suo nome,

utile all’egoismo.

Attitudine illustre,

attore di redazione,

indipendente per circostanza.

Salotto di benigna attenzione

e io zitto per l’umiliazione.

Molto malinconico a 40 anni.

AFFITTASI



perfetta estetica, carriera fantastica,
buona posizione, famiglia plastica,
letto fresco-pulito, sesso garantito
e sole in faccia anche quando piove.
Solo per farvi sentire come si muore,
come si è vecchi anche a scarpe nuove,
ché a tasche piene, sono l’anime a esser vote.
Prezzi modici, orari facili,
astenersi spiriti liberi e fuorisede.

Fotogrammi



Disperata è la corsa con cui,
affannando, si inseguono l’un l’altro,
per sembrare, insieme,
qualcosa che ciascuno, da solo, non sarà mai.

 

 



 

Mi brucia la lingua.

è perché devo fare silenzio

[ e  cancellare

 

quanto di troppo è stato sommato(?)

a questa richiesta di silenzio

che mai ha desiderato così tanto rumore

 

 

 

SENZA NOME 1



 

Ci eravamo promessi amore eterno

ora invece patisco le pene dell’inferno

guardandoti

mano nella mano con un altro uomo

spero di ritrovarti in sogno

ameno luogo di felicità effimera.

 

Mi dico



Mi trascino nell’idea che i ricordi facciano male e che la verità forse sia fin troppo vera.

E’ un sistema intricato e ben architettato per illudere.

Non è vero che i ricordi non sono il motore di tutto, ma è la  realtà che si proietta in avanti e noi non possiamo che annaspare tra tutto ciò che fino a poco tempo fa, sembrava essere reale.

Pochi secondi dopo, ciò che hai provato, sarà sostituito da ciò che devi provare in relazione ad un successivo momento e cosi via, portando a snaturare ogni piccolo angolo di te.

Che sistema intricato e ben architettato, mi dico io.

 

LEGAMI



Di legame in legame si nasce
e ti segnano e legano ancora,
a lasciarti insegnare la vita
a vederti scoprirne i dolori.
E il dolore ti vede già uomo,
della vita capirne l’ostaggio,
ché da un altro legare più stretto
di legame in legame si muore.

 

SENZA NOME 10



 

Stolte le persone che ti definivano pazzo

a causa della loro cecità

non si erano accorti del tuo sguardo,

ragazzo innamorato.

 



Per tutti questi anni hai costruito muri

per proteggermi.

E non ti sei accorta di averci separate;

Come Penelope ho sperato nel disfacimento,

ma il tuo cemento amato è sordo ai miei lamenti.

NEBBIA



 

Avvolgi ogni cosa con la tua atmosfera fumosa

dentro di te svaniscono i sogni delle persone

immersi in figure indistinte che, lentamente inghiotti

in questo bianco pallore alleggi misteriosa

lasciandoci soli

in questo mare

suoni sconosciuti

pensieri distorti

la retta via smarrita

rapito in questo mondo

in te mi perdo

e l’anima mia

nel nulla più assoluto

nascosta da occhi indiscreti

si spoglia.

 

Ensō



Con l’Occhio aperto

non c’è differenza:

polline o neve.

Satori



Non ignorare la Farfalla Bianca

se decide di vivere con te

l’unico giorno della sua vita.



Sai quella cosa

estremamente poetica

che se una stella muore

guardando la volta notturna

continuiamo a vederla splendere

ma la luce che percepiamo

è quella del suo passato.

Proprio ora pensavo ai marinai

che s’affidarono a stelle

magari già defunte.

Proprio ora pensavo a te

che t’affidasti a me.