Autori

 

In me



Comincia con un indolenzimento,testa pesante, il collo diviene inesistente, il pensiero vola letteralmente, l’occhio sorvola le profondità, le intuisce ed assapora in un istante eppure pare vacuo, inespressivo, il pensiero diviene reale, sarei stato in grado di distruggere con la sola forza delle parole, ero io. Leggero divampa il tremore al cervelletto, il corpo diviene piatto, il cuore raro ed energico al limite della tachicardia, si scarica tutto sull’anima. Emana onde di inquietudine pura, tensione allo stato brado, li sono. Mi dileguo talmente alte sento le vibrazioni, li, sulla parte posteriore del cranio, la mano trema, più di sempre, fisicamente non riesco ad accettarle, le accolgo ma non le accetto, implorerei sedativi. Come un turbine nessuno capisce cosa stia succedendo, riescono a cogliere solo il disagio di vite che furono e saranno sempre, inequivocabilmente, saranno sempre e saranno spesse. In me.

Hasta mañana mi amor Pt. 2 – La mia maglietta che è stata tua



Ora fuori piove nel deserto

per togliere la sete ai fiori della carne

Avevamo un sogno erotico da difendere

fatto di meraviglia cielo e tatuaggi

.

Abbiamo perso tutto e poi sorriso

e dato un’altra mescolata alle carte del vizio

Chi cercava gli spicci nelle nostre tasche

ha trovato la mappa dell’isola del tesoro

.

La nostra favola della buonanotte è stata un tradimento

La nostra favola del buongiorno è stata una confessione

Ora so che pensa tua madre della mia faccia

Ma cosa dirò a mio padre quando scoprirà tutto?

.

Come un animale per svegliarti ti ho leccato le orecchie

gemendo Hasta mañana mi amor e tremando

In SudAmerica intanto cercavano di uccidere un dittatore

e da qualche altra parte un aereo si è schiantato

.

Io nella luce del mattino ho trovato un Satori violento

mentre tu nuda cercavi nella natura morta

di un letto disfatto distrutto

la mia maglietta che è stata tua

.

Forse sarai troppo lontana quando capirai

di cosa parliamo quando parliamo d’amore

lontana dalle mie dita

che ti stringono forte la gola

.

E io sarò lontano dalla tua pelle

che stava corrompendo la mia

lontano dalla tua bocca

che sbagliando chiamerà il mio nome

.

Ma fino ad allora voglio sentire

tutte le tue stupide bugie…

Ci facciamo divorare dal mare

o andiamo a rapinare una banca?



Guarda: vanno palle di fuoco verdastro

verso un muro alto chilometri.

In cima un muratore lo innalza,

oltre si muove il mondo.

 

Molte si schiantano e s’accasciano,

causano un danno e l’omino lo ripara,

lo fa alto e forte e duro e liscio.

Poche superano e vanno di là,

sempre meno, sempre meno.

 

Piano piano perdi contatto con il mondo,

piano piano t’innamori del muro.

Grosso, più grosso, ti diventa orizzonte.

Sei, sola, schiava del male che fuggivi.

 

Il muro si finge dio e ti stringe

in una morsa feroce,

il mondo ti ferisce, t’affretti a ricucire.

 

Ma questo è il mio corpo: necessita d’una ferita.

Modella i miei spigoli sui tuoi.

 

Prendi l’odio e l’amore insieme,

prendi il coltello e aprimi una porta.

Metti le labbra sulle labbra della ferita.

Apri un vuoto in me, fai spazio per ciò che viene.

Intacca la mia scorza:

Saluterò, in te, il senso della vita.



Ho una cosa grossa da dire ho

una cosa grossa da dire ho una

C O S A G R O S S A D A D I R E

 

Ma non so come la dire non so

come la dire non so come

adire a conclusione che possa

aprire il corpo e la mente

il corpo e la mente

cuore anima corpo sangue e sentire

soffio e spirito insieme.

 

Fulmine crepa muro bacio su labbra la ferita

scruto morte la crisi mi apro mi chiudo

scappo lontano faccio il giro son vicino

corro vicino e sbaglio, sono lontano.

 

Arriva la cosa grossa, sono debole la capto:

LA FERITA DÀ VERITÀ ALLA VITA!

 

In amore m’accoltellerai come

un Michelangelo furente

possa io morire ad ogni istante

ad immagine e sembiante d’un noi

che sta sparendo.

L’inferno sono gli altri -

per questo li amiamo.

 

 

 

 

C.



Nel mezzo delle tue gote
pallide di sessione estiva
splende uno strano sorriso
che tutto ingenuo e vivo
mi insegna com’è facile
brillare ancora
nonostante il sole lontano;
lo imito e sogno
di vedere le tue labbra
chiudersi soltanto
allo sbocciare delle mie,
due fiori a primavera;

e le lacrime di oggi
cadono leggere
su terreno finalmente fertile



Ti prego inventati
un finale e
Che racchiuda
In un soffio d’eternità
Un atto
d’amore.



e Fu zolfo sulla schiena dei Delusi

e Zolfo e puzza di dannazione

dei delusi da me.

 

e Siamo noi!

L’ascesso! la schiena! la fiamma! il gemito!

e La poesia fredda  azzurra

e Le nostre tombe senza fiori.

 

È tutto nostro

 

Nostro per davvero.



Una mattina d’Agosto,

Pieno giorno, piena sbornia,

 

Ho urtato con la testa

Tutti gli spigoli che ho incontrato sul mio cammino.

 

Ripetutamente!

 

Diverse volte,

Senza farlo apposta,

 

Ho iterato e reiterato la curiosa procedura.

 



Un inganno sottile

è facile

da intrecciarsi ad uno grosso

 

difficile è sbrogliarlo.

 

Specie se

mentre sussurra dolcemente

che inganno lui non è

 

affilato ferisce dita,

denti,

lingua.

“Zeno.”



“È incredibile come una persona tradita

non riesca nemmeno più a pensare, a vivere:

d’altronde come si può chiedere di ridere

ad un uomo che non si capacita di come sia finita?

È normale quindi cadere in una spirale

di vizi indicibili, di agonie inaudite.

Quante vite infatti sono finite

annegate in un profondo abisso di ineluttabile male?

C’è chi vive dal bere annebbiato,

chi cerca di rimediare creando altri casini,

altri ancora invidiano qualsiasi vita perfetta:

Io, personalmente, mi sento un dimenticato,

triste copia d’un infelice Zeno Cosini,

eterno schiavo dell’ultima sigaretta.

Hasta mañana mi amor



Ho cercato un porto insicuro

nel mio naufragio

nella parte migliore di te

Ti ho contato i denti con la lingua

fino a perdere il sonno

Fino a scoprirmi donna

tra le tue gambe

Hasta mañana  mi amor…

Redentore



E se ti dico che sei

un fuoco d’artificio

e ad ogni tuo scoppio

è un mio battito

al cuore

non al cielo.

Che il redentore

di Venezia

non potrebbe capire

tutto ciò

che puoi far provare

in una sola notte.

Elementi



Io sono fuoco,

voi aria.

M’avete alimentata

e in me l’odio

ardeva.

Tu sei stato per me acqua,

una sola goccia

del tuo viso

m’hai spenta.

Fui cenere

senza pioggia

spazzata via dal vento.

Vaso



Non piangere
per la pergamena che si strappa,
la parola non viene distrutta su carta.
Il messaggio è suono
che batte, fischia, accede
dentro l’uscio, sempre aperto,
del tuo corpo pallido marmo.

Non fermarti,
come cerbiatto impaurito
accecato da bagliori
nel buio
della Sebina Orientale.
La tua mente
ha scatto più elastico
dello stupro che ti è stato imposto quando immobile
venivi sottoposta a lenta tortura, sevizia mentale:
“Incapace”.

Non lasciare che il passato incida su carne invalicabili paure,
Permetti loro di scorrere lente
nel fiume di ciò che più non importa ed in realtà non è mai importato.

Tu sei creta molle tra le mani di un artigiano,
lasciati lavorare dal tempo e dalla passione, dalle parole belle.
Non lasciarti toccare
dalle brutture del mondo,
le hai già superate tutte le paure
che ti hanno scavato dentro
questo spazio immenso,
fatto per riempirsi
di impressioni memorabili,
sapori forti,
lucidi scenari
ed incedibili tramonti.



Je voudrais te parler en français,
te savoir étonner avec un pas de danse,
te voir sourire du soir au matin,
me faire trois heures de train chaque jour,
t’emmener loin
à voir l’horizon détendu
de jour, de nui
à demi-lune
ou à pleine lune:
il n’aurait pas importance
non plus où. 
Je t’amènerai à le voir
pour rester en silence
et te sentir à coté
comme on ressent,
fort,
le son lancinant de la mer.
 
 
avec mon ami F.74                                                

musica buffa



una volta ero in un bar
con gli amici stronzi
ma badate bene
io ero il capo degli stronzi

e ordiniamo alla cameriera
e nell’ilarità generale
“un negroni e il tuo numero”

e poi siamo stati sposati venticinque anni
e nostro figlio aveva un hoverboard tipo ritorno al futuro
e ad una certa s’è fatto investire
glielo dicevo sempre
“coglione stai attento con l’hoverboard”
ma d’altronde tale padre
no?

Ed eravamo così poveri
io e la cameriera
che una volta dovetti vendere due dita
per comprarmi* una mensola
dove mettere tutti i fallimenti a fare polvere
insieme all’urna del figlio
[comprarci]

però facevamo così schifo
ed eravamo così poveri
e brutti
che ci amavamo alla follia

allora ho accartocciato il numero e non ho manco lasciato la mancia
e sono andato con gli stronzi in uno strip
club
a vedere i culi

Calura



C’è poco da dire sulle sere di Giugno
due scritte su un foglio
lo ritengo abbastanza;

Noi ratti tramortiti dal bagliore dell’alba
cercandoci nel buio di sangue smaltato,
distratta hai lasciato un capello impigliato
nell’occhio
nell’orecchio
e sotto il palato.

Storm



Tempesta di uccelli morti
corvi gazze colombi
al posto della pioggia
fanno della terra
un tramonto.

Loro incapaci di volare
noi di morire.

Giugno ’18



Avrei voluto solo rimanere per un po’
senza più partenze, arrivi e coincidenze
senza sacrificare la mia vita
in un’altra valigia
senza cambiare il faro del mio porto

Ma qui
sento
il sangue che scorre nelle mie vene
la salsedine e il vento del mio spirito
il sapore acre della mia terra

qui
c’è la tazzina di vetro
in cui prendo sempre il caffé

c’è la linea dove tutto finisce
e che il mondo stringe e abbraccia

ci sono gli assiuoli che ogni notte
cantano impietosi la morte

ci sono le stelle a cui
non riesco mai dare un nome

ci sono i silenzi di babbo
e i discorsi senza fine di mamma

qui
sono Io
e per quanto possa scappare
sarai eternamente
amara terra mia.

Non affogare, ancora



Duro colpo

Che la vita t’ha inferto

Nascendo

Ti hanno detto

Di esser felice

Ti hanno detto

Che la vita è una

Di non sprecarla

Ti manca tempo

Nelle ore vuote

Che vanno veloci

E non tornano indietro

Hai sbagliato strada

Tante volte e non hai

Mai corretto il tiro

Perché a questa egemonia

Della felicità

Preferisci tagliarti le mani

Col dolore pungente

Di una vita vissuta

Di una vita buttata

Di una vita immaginata

Maria



Disegnami un cielo

che ci contenga

insieme

ma inviami le coordinate

perché io non so la strada

per raggiungerti.

E poi aspettami

per un altro gelato

da sorridere insieme

al sapore di perdono e

delle tue carezze.

Io arrivo, tu aspettami



Cielo squarciami la pelle. Rivela il mio infinito

Vento portalo ovunque, portalo altrove

“Morning Song”



Mattina entra in casa come un tuono

spalanca il volto delle tenebre

rompe le barriere di chi

troppo solo anima fragile

ha vietato a se stesso

per troppo tempo

il diritto ad esser leggero.

 

Una canzone si chiama

“canzone del mattino”

riscopre la mia natura

la regala a chi vorrà restare

dopo la notte

a bere un caffè forte amaro

mentre rinasco nuova

ogni giorno diversa

ogni giorno più vicina

alla mia vera natura.



Sii tempesta ed impeto, dinanzi al fragore della modernità che nel fremito convulso, ci rendi immobili. Urla, inginocchiati e rendi Lode.
Sii Vita!



Amo solo quello che

viaggia alla mia stessa frequenza d’onda,

che mi fa distogliere lo sguardo dalla mia asfissiante monotonia.

 Amo solo quello che

mi fa sobbalzare

e pensare che, alle volte, c’è qualcosa di incredibilmente divino

dietro cotanta perfezione.



Io vi regalerò ancora
Perle preziose,

Ma a lei chi sussurrerà
Che
L’amo?
Come capirà che
Questi versi
M’appartengono?

Acqua



La grande bacca verde
Di rossa acqua e neri semi
La pioggia che mi bagna
Dopo giorni di calore
L’abbraccio al mattino
Del mare che mi culla
Le mille gocce fredde
Che mi percorrono la sera
Il ghiaccio tra le labbra
Si rompe sotto ai denti

Da lontano mi salutano i girasoli
Tutti insieme in quell’immenso prato giallo
Sono felici, ma c’è qualcosa
Percepisco la loro preoccupazione
Sempre mi hanno accompagnato
Nelle mie disavventure
Adesso vogliono sapere
Quel che il tempo ha portato

Un sorriso si allarga sul mio volto
Chiudo gli occhi e mi immergo
Nell’acqua
Che mi avvolge



Saremo capaci

un giorno

di riconoscerci

quando l’universo avrà finito di tenerci lontani?

Goccia dopo goccia



Non riesco a trattenere
A non far cadere
Goccia dopo goccia
Ogni ricordo che ho di voi
Bello e brutto
Io mi muoverò
Voi resterete sempre qui
Con me

Paura



Paura
Di lasciarti sola nel mare
Paura
Di trovarti appeso a una corda
Paura
Di non far pace prima che te ne vada
Paura
Di non avere più un momento insieme
Un momento vero
Un momento sano
Un momento puro