Autori

 

Sussulto



Vorrei sentire

il tuo corpo

sussultare

come risposta

ad una carezza,

come fosse

risultato

del dimenarsi

della tua anima:

come volesse

raggiungere

la mia

in un Infinito

abbraccio

Iperuranico.

Grafite



Continuerò

ad amare

la ruvidezza

della carta

sotto la grafite

di questa matita,

così amerei

la morbidezza

del tuo tocco

sulla mia pelle

già scalfita.

Dissolvenza



Un pensier s’accende

S’ode il crepitio

Che il cor scalda

Ma in mano sfuma

E di te la scia profuma

Pergolato



Il nostro riparo

la pioggia che batte sul pergolato

Cercami



Mi troverai

nella chiave

degli alberi

più verdi.

Di quegli alberi

che s’ingialliscono

ma non si spogliano

(di vita)

subito.

Tu puoi



Lunghi i silenzi

tra due sconosciuti

che si riconoscono

nelle canzoni, nelle parole.

Conoscenti scomposti

che vogliono di più

di uno sporadico contatto

d’anime:

puoi stringermi,

almeno sfiorami,

non temere,

baciami.

Un’ombra



Non siamo

che ombre

d’Infinito,

che esplosioni

d’Assoluto

in un mondo

già definito.

Tu ci sei



Senza te l’amore non ha dolcezza.

Senza te il mare non ha colori e la primavera non ha fiori.

Senza te il mattino non ha coccole e la notte non ha sogni.

Senza te il sole non ha calore e la luna non ha magia.

Senza te settembre non ha quiete e la festa non ha felicità.

Senza te il pianto non ha sorriso e il sesso non ha amore.

Senza te le poesie non sono sdolcinate.

Ma tu ci sei e noi siamo.

Eὕρηκα!



Aperta la porta,

ti ho scoperta

scoprirti

ed ho scoperto lui

che scoprendomi scoprirvi, si scopriva come mai si era saputo.

Un amante.

Ed io a mia volta mi scoprivo.

Un cornuto.

Singin’ in the rain



tutti a maledire

le continue piogge

neanche fossero loro

la causa dell’infelicità umana

impasto di rimpianti e frustrazioni

in un giorno dimenticato

ho scoperto

ho imparato

ad amare

il suo profumo

sul viscido cemento

sul solido fango

il suo rumore

sulle rassegnate foglie

sui tetti di tegole

e su quelli in lamiera

mimetizza le lacrime

esalta la gioia

enfatizza la follia.

ti cerco



ti cerco

perché non posso farne a meno

ti cerco

obbligata dal mio io interiore

ti cerco

perché quello provo esiste

non ha bisogno di essere corrisposto

per essere vivo

vive perché non ha altro desiderio che manifestarsi

anche se ci rimango male

 quando fai finta di non vedermi

non importa

non importa se non mi scriverai

o se non mi cercherai

 non importa se non mi saluterai

 non importa se ogni passo che faccio verso te

sono la causa per cui ti allontani da me

ti cerco ovunque

per guardarti

di nascosto

………

per il semplice fatto che non posso farne a meno

Uscita95



Spero solo

di non trovarti più

quando

sarò perso

nei miei pensieri.

 

N.28

De tegumento sui



Come dire nudamente

e allineare pietre senza pelle;

voglio parole chiare,

voglio tocchi perfetti e pagine luminose.

Decido la semplice paura di acqua e di vento,

l’urlo di quel silenzio e l’odio

decido quell’odio

e dovrò pagare quest’arroganza

l’arroganza di dire parole ultime,

più grande delle pietre dei muri di queste città.

E ancora mi porgerò alla tua bocca

al tuo sguardo di scandalo

il tuo sguardo orribile,

pagherò, per l’acqua e il vento.

 

Potremo dimenticare l’immagine?

Damnatio imaginis, falsa espressione, guardiana della città

Tegumentum sui, genitivo soggettivo e oggettivo.

Custodiamo la distanza tra il chiuso e l’aperto dell’immagine.

 

Gioco le mie parole fredde

Come dita di colore bianco

Su un tavolo antiermetico

Che non mette posta sul significante

Et per hoc signum crede al canto del verbo.

Amori estivi



Cosa resta dell’estate ruggente

Dei tuoi lunghi capelli bagnati

Delle mie paure abbronzate

Della tua pelle disegnata tra le mie mani tremanti

Cosa resta

Se non l’ultima goccia in fondo al bicchiere

ammaliata dal flebile fruscio dell’ultima foglia

che, ingenua, s’aggrappa su di un ramo ormai insecchito

Cosa resta del vellutato sipario

Se non la parola fine

Cosa resta di tutto ciò

Se non la nostalgia pronta a rifiorire?

Forse no



Bevemmo troppi drink.

Parlavamo di cose futili:

il tempo, il lavoro, il mutuo.

Forse fu l’alcool, o forse no,

ma ti confessai, dopo 4 anni, di amarti ancora.

Quella notte vomitai rimpianti.

125



Notte.

Io e te sul motorino,

Roma sotto le ruote e tu che mi stringevi forte.

Quant’è stata meravigliosa ma inopportuna quell’alba.

La guerra di Troia



E se Paride avesse
mangiato il pomo d’oro,
i Troiani avrebbero subíto
le conseguenze del giudizio?
 
E se Paride avesse
dato il pomo d’oro ad Atena,
lei gli avrebbe detto che
era solo un’arancia?



Versi intricati

in un nido di parole.



Note mute:
ne sento il rumore
fin qui.

Cado lentamente



Scivolo come una lacrima:
lentamente,
alcune volte corro,
altre ancora sono incerta.

Finisco sempre
per cadere.
Giù c’è il vuoto.



Guarda, io vivo qui
in questa stanza
piena di astrazioni
e vuota di bisogni.
Io vivo qui.

Caos Provocatorio



È allettante vivere così

Con la camera sempre in disordine 

Usandola solo per fare sesso.

 

È invidiabile vivere un amore

Tenendo in mano il cuore 

Di chi ti ama.

È provocatorio indurre il Caos 

Nella mente di chi ti vuole bene

E sfruttare il potere 

Dei sentimenti.

 

È uno schifo 

Pensare di sapere amare 

E poi trovarsi a scrivere solo 

Affogato dal the  

Con la camera ordinata.

Elogio Alla Vita



Elogio Alla Vita

In un infuocata notte 

Al limitare 

Del tocco e della carezza 

Del sole alla luna,

Viscidi ricordi di lacrime spente 

Scorrono potenti

Sul sorriso di un bimbo

Atto a sedurre 

La sua immortale insonnia.

 

Sarà in questi lugubri cieli stellati 

Che egli strangolerà 

Il suo mefitico destino 

Scoppiando in un irruente ghigno

Di Elogio Alla Vita

E alle sue ciniche 

Scelte,

Le quali 

L’hanno fortunatamente reso 

Il legislatore 

Del suo Destino.

Fuori



La mancanza della tua presenza è tutto ciò che rimane.

Perdonami se ci ho creduto davvero.

Se il destino ci ha creduto.

Se i nostri gusti ci hanno creduto.

Se il nostro carattere ci ha creduto.

Ci abbiamo creduto un po’ tutti, fuor che te probabilmente.

Non si può aspettare ciò che non arriverà mai.

Mi dispiace mollare, ma non so più che fare, ti ho tenuto dentro finché ho potuto.



La fredda maschera in diamante nasconde intrecciati arcobaleni dai mille colori



Purezza e Innocenza offrono Calore

Tempo produce Lacrime

Lividi e Ferite richiedono Gelo

Speranza riscalda il mio cuore infreddolito

Chimera



Tu – uomo illuso,
Tu – traditore,
Tu – feccia,
Tu che non sei altro che un mare di menzogne,
Tu che altro non hai se non la tua lingua sporca -
in ginocchio.
Possano le mie mani accompagnare il tuo viso al muro.



E se tu fossi l’unica cosa insuperabile tra le mie paure?
E se io potessi amarti più di così?
E se fosse ancora tutto così chiaro in questo mondo di lenzuola
azzurre?
Se potessi ancora averti tra le mie gambe, sfiderei la morte senza
scudo delle mie bugie

A picco sul mare 2



Del mare mi pare
che quasi mai si stenua
il suo infinito colore,
come disteso
sullo sfinito languore
che a poco a poco
sembra diventar
lontano
sfumato piano.

io rimango a guardare
così piccolo a sentirti così grande



Al timone

della tua vita,

condottiero pavido.

Vieni a prendermi?