R.25

 

Ibiscus



Non so bene che tipo di posto sia,

se dello spazio, del tempo, della memoria.

Dove fiori di Ibiscus non riescono a cadere

e rimangono vivi

appesi alla chioma dei tuoi capelli.

È lì che siamo ancora noi

come un ricordo eterno.

E siamo felici

soli contro tutti e contro ogni cosa

indifferenti alla realtà.

È un sogno in cui mi affaccio

dove il cielo è blu mare e rosso braciere

e piove malinconia senza fine.

Mattina



Appoggio la testa sul tavolo.

Chiudo gli occhi.

Si apre dentro

uno spazio immenso nella mente nera.

È un campo in fiore

e ovunque colori e profumi.

Il tepore mi avvolge,

il mio corpo si dissolve e non c’è più.

La mia anima è un tempio

dove tutto è bellezza

e attorno a me non v’è confine.

Semplifica



Semplifica, diceva.

Elimina il superfluo.

E come un albero vorrei

spogliarmi delle foglie.

Nudo al freddo rimanere.

8/12/2016



Percorrendo melodie barocche

i miei occhi si posano

furtivi sul tuo viso

fioritura di magnolia.

 

Non posso che sostare

all’ombra dei tuoi rami

nascosto dal reale

disperso presso pianeti lontani.

Breve poesia di novembre



Precipito

come goccia di tempo

verso un suolo incerto

lentamente.

Risveglio



Torpore nel risveglio mattutino,

nella prima visione confusa,

in una penombra polverosa

col chiasso lontano di città

 

viene scosso impreparato

dal disagio della mente:

è il limbo tra sogno e realtà.

 

Solo qui posso averti tra i miei pensieri

con la flebile illusione

che sei ancora materia dei miei giorni

compagna d’ogni stagione.

 

Un attimo dopo è l’invasione dei sensi.

D’improvviso mi desto

e ciò che rimane è un ricordo:

l’immagine del tuo volto calmo,

labbra serrate

un angolo di sorriso

gli occhi accesi

tremuli come fiamma.

 

Bruciami, ti prego.

Ancora una volta.

L’ultima.