R.04

 



Come vivreste se fino a oggi non aveste mai sentito la leggerezza del tempo perso,
senza la paura di rimanere in posti che non volete.
Il potere di controllare la notte
senza il bisogno di temere il risveglio.
Vorrei tanto avere il coraggio stare con me stessa in silenzio.
Quante ore che sommate diventano anni ho pianto e piangerò,
persi anche l’amore tremendo,
due volte.
Ora sono qua dove il vento
ed è così bello
ma non posso partecipare.
Scrivo per voi,
scappate correndo
infinitamente grazie mi chiederete.



Mi sto iniziando a preoccupare

secondo me non sono più in grado

si è chiuso

mi hanno tolto la milza dell’amore

un vuoto intrattenimento

è come andare a fare l’aperitivo

è una cosa divertente

è un modo per sentirsi meglio

da soli

senza considerare che siamo in due

una sfida contro non si sa che cosa

una conquista ai cuori degli altri

per poter dimostrare quanto il tuo riesca ad essere profondamente indifferente.

 

Divertente è quando trovi qualcuno come te

inizia la gara a quanto si può essere cinici e disinteressati

finché uno dei due perde

ed è li che si convince di essere innamorato

ma è il solito inganno

non so come chiamarlo.



Quanto avrei voluto avere il mare in quei giorni,
lui giudice avrebbe deciso
se ero troppo pesante per galleggiare,
con così tanti sassi nella pancia.

Oggi salva,
penso a quella pancia come a quella di un altro.

Nella mia c’è il mare,
liscio come il tempo,
freddo e pulito,
tanto trasparente che si vede attraverso,
pronto.



Mangiarsi a vicenda
nel pomeriggio che sfiora
nel nome dei tuoi occhi,

affogano i miei occhi.

Ti cibi di quello che sono
perché di me non ti interessa
più.
Perché tutto scompare,
la rabbia della carne,
il dolore della pelle,
il dolore nella testa.

Mordimi per tutto quello che
avremmo dovuto dirci,
ma troppo pigri per farlo.
Scorticami per il coraggio e la ragione,
per quello in cui credi.

Brutale e vera
così all’inizio e così alla fine.
Io lo sono stata
e tu pensavi di volerlo.



Non ho più una casa
il mio corpo viaggia
sempre.
Viaggiando,
mi sono dimenticata delle persone
perché le persone
soltanto mi feriscono.
Me ne ricordo quando
non godo del presente,
il presente
che genera colpa.



Mi ricordi
quando,
sentivamo gocciolare i rubinetti delle case altrui.
Mi ricordi
quando,
la grande tempesta scuoteva gli animi.

Anche tu come me,
con me,
oggi non senti niente.



Annoda i capelli attorno agli alberi,
come un nodo alla gola
come mai prima d’ora.

Sentirsi meglio non significa sentirsi bene.



Giuro sul mio cuore,
non ho mai voluto!
Ma senti il palpitare?

Come arrenderci alla certezza di possederci?

E la paura,
ci portò
a cercare
più alte vette
da cui
tremare.



Non mi sento amata da colui che ama,
nessuno mai mi potrà amare,
amore amore amore.
Mi ingobbisco ed invecchio
appassisce il mio sesso e il mio seno
e presa da tale pensiero mi sorprendo a bere acqua dal naso.



Sta in fondo, è apparso e ho finto di riciordare

un ricordo di calma infinita,

è un’immagine e uno stato

una forma della mente,

lontano dal bene.

So che ormai è vicino, quasi commovente.

Appena lo trovo ve lo dico.



Se potessi

scegliere l’oggi,

sceglierei il sublime,

lo sterminato e solo.

Ma non possiamo essere per un giorno.

Scelgo tutti i domani che verranno,

e lascio perdere il resto.