R.20

 

Sopravvivimi



Sopravvivimi

 

che io lo so quanto taglia l’altrui, e sporca,

e contamina. S’incolla e si fonde, ma tu

almeno proprio tu

sopravvivimi.



Certe linee di condotta
non mi mancano, ma
ho geometrie nel panico
in queste sere stanche.
Come me, come la mia sagoma,
solidamente nera riflessa
su un piano di catrame
che lentamente mi trascina a casa
su traiettorie circolari
che disegnano una noia
che, anche oggi, non mi passerà.

Nude onde e maree



Chele notturne, fiele nelle punte

che fiere filano ferme le colpe

come tele folli, come molli idee.

Oggi le ombre urlano più forte di me e

“stanotte non si dorme”. Troppe colpe,

forse sepolte da bocche più unte,

ma mai mute, mai sporche, mai ree. E

io insonne ero nude onde e maree.

Immedesimazioni allo specchio



Pensati

pensando

a cosa sto pensando

io:

te.