R.21

 

Stella polare



Come un marinaio in mezzo alla tempesta
di una sua emozione mesta
per salvarmi ho bisogno di una stella
la polare, lei, la più bella

Ma per quanto sia luminosa
e la voglia ambiziosa
sarà sempre troppo lontana dal cuore
per un semplice viaggiatore

Che ha imparato a navigare
ma non potrà mai volare

L’anima mia



Ti ho vista in centro
con Le tue dita
mi sei entrata dentro
e l’anima mia si è appassita

Il cuore urla il tuo nome
stai diventando una droga
una di quelle che ti sfondano l’addome
e l’anima mia affoga

Gli occhi ricercano nella folla
i tuoi capelli biondi
l’anima mia imprigionata in una bolla
che conta i secondi

Che ci separano
e l’anima mia dilaniano

Marlene



Ti guardo dall’angolo della stanza
la luna illumina il tuo volto
ubriaca di dolore la mia mente

Accarezzo la tua pelle trasparente
oggi di noi non è rimasto molto
ma di te non ho mai abbastanza



La città è morta in un giorno pop

Io e te



Il cielo su questa città
Il tuo sorriso pieno di ilarità

Il mare di sera
La tua voce sincera

Ricordi di baci lontani
I mie pensieri su di te insani



La vita è una puttana
la morte la sua seduttrice

Dissolvenza in nero



Rimane una lieve dissolvenza in nero
‘ove niente è più vero
mi chiedo come fai a non vomitare
dopo tutto quello che ti hanno fatto ingoiare

Mi hanno anche rasato, avrò freddo questa notte
senza questi capelli, senza di te e le nostre bibliche lotte

Rimane un lieve dissolvenza in nero
‘Ove niente è più vero
sorseggiando un panorama di grigi palazzi
speranze per il futuro e sogni pazzi

Bordeline



Desiderio un po’ bordeline di urlare
la voglia di abbracciarti e parlare

Le tue lacrime sono come affluenti
e le tue parole sospiri nei venti

Siamo i temporali



Alza i tuoi occhi blu al cielo e ascoltami
siamo i temporali dipinti nella tempesta
che arriva e spazza via tutto con ira funesta
ora nel mio sgurdo profondamente guardami

Restiamo qui a contemplare la natura anche se intorno sono rimaste solo mura
io volevo solo volare ma chissà quando
il mio io oramai si è fatto blando

Mi chiedo dove è finito l’oro della tua chioma
un selvaggio biondo che nessuno doma
mi specchio così nel colore delle tue iride perfette
bianche come la neve che di Gennaio dipinge le vette

Siamo i temporali dipinti nel cielo mascherati dalle nuvole come se fossero un velo
siamo le rose che poeticizzano l’amore rosse e spinose come nei rovi ad Agosto le acerbe more

In solitudine



Tra le onde del mare
cerco la tua espressione felice
è in solitudine che io mi sento

Disperso dentro ad un lamento

Io non desideravo Milano
volevo solo la tua mano

I tramonti dipingono la costa
mentre il treno corre lontano
senza alcuna sosta

Chissà



Chissà dove eri quando stavo partendo
sai, sono passato davanti alla tua casa
forse da quella prigione sei evasa
chissà ora quale fiore stai cogliendo

Il tempo sta deflagando le mie memorie
intanto ballerò sotto questi bombardamenti
per non sentire le urla dei miei sentimenti
come se vivessi in una di quelle oniriche storie

Chissà dove sei in questo momento
ti giuro che non mento
se ti dico che non ti sto giudicando
chissà ora chi stai baciando
e se mai mi starai pensando